A Bari acquisti un capo in lana biologica e adotti anche un albero

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L’economia circolare non è un’utopia. Basta crederci e applicarne i principi. In ogni ambito della vita. E anche dell’economia.
La moda si presta bene a un concetto di questo tipo, utile per uno stile di vita che sia realmente sostenibile.

Lo abbiamo visto con i costumi da bagno ecosostenibili, che rispettano la natura e anche l’uomo. Ma non è l’unico esempio lodevole di industria fashion green. A 360 gradi e non solo a parole.
Il progetto Fortunale veste con la sua lana biologica 100% naturale, promuovendo comportamenti lodevoli dalla creazione alla distribuzione. E pensa anche al dopo!

maglia di lana

Photo by rocknwool on Unsplash

Fortunale è un progetto tutto italiano, nato a Cassano delle Murge, in provincia di Bari, per produrre capi in lana biologica con tinture naturali.
Ogni capo è disegnato e prodotto da artigiani specializzati italiani. Ed è consegnato con un packaging ecologico. Non ci sono fibre sintetiche e questo consente un riciclo di ogni prodotto pari all’80%.

Economia circolare e alberi adottati.

Per coinvolgere anche i consumatori in questa filiera circolare, l’azienda riprenderà indietro ogni vecchio maglione del marchio in cambio di uno sconto del 30% sui capi della nuova collezione. E chi acquista dal brand, contribuisce ad adottare un albero che sarà piantato in zone colpite da disboscamento. Sul maglione sarà ricamato il numero identificativo della pianta.

Un progetto di economia circolare al 100%, che coinvolge e invoglia i consumatori a essere consapevoli e ad agire in prima persona, come ci ha raccontato Ivan Aloisio, amministratore delegato presso Majra Moda Maglierie.

Com’è nato il progetto Fortunale?

Il progetto Fortunale nasce dalla mia volontà di creare una linea di abbigliamento di alta qualità e allo stesso tempo ecosostenibile.
Lavorando nel settore tessile da oltre 20 anni, ben conoscevo le problematiche relative all’impatto ambientale prodotte da questo settore. Ho quindi ricercato delle alternative.

L’azienda è artigianale e il prodotto totalmente prodotto in Italia, in ogni fase della sua realizzazione?

La mia è una piccola azienda familiare di carattere artigianale che si avvale anche della collaborazione di lavoratori esterni, ma sempre e soltanto della filiera italiana.
La produzione è affidata principalmente ad un laboratorio partner di Reggio Emilia che conta oltre 100 dipendenti.

Da dove arriva la materia prima?

Facciamo acquisti prevalentemente in Italia; selezioniamo la migliore qualità e ricerchiamo solo allevamenti che abbiano certificazione biologica, che escludano quindi maltrattamenti di animali (cruelty free) e non utilizzino diserbanti nelle fasi di lavorazione delle lane.
Inoltre sto collaborando al progetto PLAUTO dell’Università di Bari per il recupero delle lane murgiane, razza gentile di Puglia, che attualmente vengono considerate materia di scarto: da rifiuto a risorsa.

capo in lana

Photo by Victoria Bilsborough on Unsplash

La lavorazione è a basso impatto anche per quello che riguarda trasporti ed energia?

Selezioniamo trasportatori e lavoratori che abbiano una particolare sensibilità per l’impatto ambientale. In particolare abbiamo stretto un accordo con l’azienda di trasporti DHL che ha creato una linea di trasporti sostenibile (la logistica ecologica di DHL prevede un’ottimizzazione dell’impatto ambientale ad esempio selezionando vettori ecologici, utilizzando tecnologie di stoccaggio innovative e fonti di energia alternative, così come tecnologie di trasporto con carburanti alternativi e sostenibili, ottimizzazione dell’imballaggio con imballi ecosostenibili, ma anche interventi per compensare le emissioni di CO2, ndr).

Che fine fanno i capi quando vengono riportati indietro?

Le maglie che vengono rese all’azienda vengono riciclate nelle fibre, creando materia prima seconda e sono poi reintrodotte nella filiera produttiva dimezzando l’impatto ambientale.

Il consumatore italiano è pronto a spendere magari qualcosa di più pur di avere un prodotto di qualità e che sia sostenibile?

Le ricerche europee e di GreenPeace hanno dimostrato che il consumatore europeo è disposto a spendere fino al 30% in più a parità di prodotto per un bene ecosostenibile.

Moda e sostenibilità: un connubio che rende in Italia dal punto di vista economico?

Negli ultimi anni c’è stato un interesse crescente per la moda ecosostenibile e i dati dimostrano che, soprattutto per le nuove generazioni – i “Millennials” – è fondamentale che un prodotto sia di moda ed ecosostenibile e secondo i dati questo mercato varrà il 40% dei consumatori globali (dati riportati nel rapporto McKincey).

Ivan Aloisio, Progetto Fortunale

Ivan Aloisio, Progetto Fortunale

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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