Perché chi studia latino ha una marcia in più

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Se fosse per i ragazzi e le ragazze che frequentano la scuola, andrebbe abolito subito.
Per gli insegnanti, invece, l’apprendimento è fondamentale per la crescita.
Ci sono lingue storiche che molti vorrebbero abbandonare. Non considerando quanto possano invece essere utili.
Perché non studiare latino potrebbe essere un danno, al quale si dà poca considerazione.

iscrizioni in latino

Foto di M W da Pixabay

Il latino non è una lingua morta

Si dice estinto o concluso un idioma che non ha più locutori nativi. Perché nessuno nasce più parlando quel codice grammaticale e lessicale come madrelingua.
L’estinzione linguistica di solito avviene quando un linguaggio nuovo arriva a sostituire quello vecchio. Per quello che riguarda il latino, però, se è vero che nessuno o quasi nessuno lo usa più come lingua madre, è altrettanto vero che è la base del latino volgare di Dante. Da cui sono nate le lingue romanze, italiano compreso, ancora in uso oggi in tutta Europa. Ed è utilizzato per funzioni scientifiche, legali o ecclesiastiche. Il latino è una lingua sacra, che ancora si può ascoltare in funzioni religiose. È una delle lingue ufficiali della Città del Vaticano. Mentre sui libri di scienze o di botanica si possono ancora leggere nomenclature latine. Senza dimenticare il ricco patrimonio artistico con iscrizioni latine, orgoglio nazionale italico.
Per quello che riguarda, dunque, l’idioma dei romani non si può dire che sia morto. Si preferisce definirla lingua storica. Non estinta, dunque, ma ancora in uso. Perché ancora insegnata in Italia e pure all’estero, soprattutto in istituti di stampo umanistico, ma anche scientifico. 

Foto di djedj da Pixabay

Il latino non toglie spazio ad altre materie

Gli haters della lingua di Cesare di solito si appellano all’abolizione del latino per fare spazio ad altre materie, come inglese, educazione civica o quelle specifiche dell’indirizzo di studio. Considerando l’approfondimento di questa lingua storica come un inutile spreco di ore a scuola.
Quando invece il tempo trascorso a studiare il latino è fondamentale.
Anche per comprendere meglio altri insegnamenti, visto che favorisce l’apprendimento e l’uso dell’italiano e delle lingue straniere, oltre che la conoscenza della storia e della geografia. E dà manforte nello studio di materie come matematica, chimica, fisica, economia, biologia, medicina, sociologia, dove si usa una terminologia scientifica che ha una derivazione latina. Avvantaggiando così un miglioramento delle prestazioni scolastiche e dei risultati a scuola.
Inoltre, studiare le lingue antiche permette di sviluppare meglio la ragione e la logica. Perché ci consentono di utilizzare metodi che non ci appartengono per ragionare. Uscire da schemi fissi per abbracciare nuove modalità di pensiero e di interpretazione. Stimolando al tempo stesso le capacità cognitive legate soprattutto alla riflessione e allo sviluppo del pensiero critico.

Il latino potrebbe anche aiutare nella ricerca di un lavoro e nella formazione professionale

Lea Niccolai, 28enne laureata in Filologia classica, ha vinto il prestigioso Hare Prize per la tesi del dottorato di ricerca in “Classics/Oriental Studies”. Oggi lavora come ricercatrice a Cambridge e racconta che all’estero con la cultura si mangia. E che le materie umanistiche possono essere uno sbocco lavorativo non indifferente. In Italia sono considerate materie di serie B, proprio nella culla della cultura europea. Mentre all’estero c’è un altro approccio che valorizza il laureato umanistico perché ha capacità critiche, sa leggere e comprendere testi complessi e ha un’apertura mentale più profonda. «Sono convinta che greco e latino siano strumenti di comprensione» e non è l’unica a pensarlo!

studiare latino

Foto di Jill Mackie da Pixabay

Il latino ci aiuta a definire chi siamo oggi

Questa lingua storica, antenata di quella che usiamo tutti i giorni per esprimerci, tra mille contaminazioni linguistiche, fornisce gli strumenti utili a comprendere la realtà che ci circonda e a conoscere la propria identità.

Chi siamo oggi lo dobbiamo alla cultura greca, romana e cristiana. Le iscrizioni latine le troviamo ancora impresse oggi nella pietra o sulla carta nelle tante testimonianze del passato che caratterizzano il nostro patrimonio artistico, culturale, storico. E che rappresentano il punto di partenza della nostra civiltà. Studiare il latino e chi si esprimeva sfruttando questo codice grammaticale e lessicale significa ripercorrere la propria storia e conoscere se stessi.

Omnia quae nunc vetustissima creduntur, novafuere.
Tutte le cose che ora si credono antichissime, un tempo furono nuove.
(Publio Cornelio Tacito)

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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