Persona non binaria e il They inglese: il caso Demi Lovato sui social

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

persona non binaria
Photo by Michał Bińkiewicz on Unsplash

Demi Lovato, cantautrice e attrice statunitense, recentemente si è definita una persona non-binaria. Chiedendo di usare, quando ci si riferisce a lei, il they (loro in inglese).

Sui social è esploso un polverone di disinformazione, pregiudizi, insulti, odio. L’annuncio di Demi Lovato è servito però ad approfondire un argomento di cui non si parla mai abbastanza. Sull’identità di genere esiste ancora molta confusione, come confermano i commenti che si possono trovare un po’ ovunque.

Persona non binaria, significato

Non binario o nonbinary o genderqueer o ancora enby, abbreviazione di NB, è un termine che comprende tutte le identità di genere che non possono essere “categorizzate” esclusivamente come maschili o femminili. Si tratta di persone che si sentono fuori dal binarismo di genere. Di solito le persone non binarie si identificano con un genere diverso da quello assegnato alla nascita.
Le persone non binarie possono non avere genere ed essere ageender o genderfree. Oppure identificarsi con due o più generi, bigender o trigender, ad esempio. Possono anche muoversi tra i generi o essere genderfluid, avere un’identità di genere che fluttua di continuo.

Un sondaggio del 2011 dell’Equality and Human Rights Commission Research ha svelato che lo 0.4% delle persone che risiedono nel Regno Unito non si considera uomo o donna, ma qualcos’altro, identificandosi in altro genere.
Le persone non binarie potrebbero soffrire di sintomi simili alla disforia di genere, un malessere che provano gli individui che non si riconoscono nel sesso fenotipico o nel genere assegnato alla nascita.

Attenzione a non confondere l’identità di genere con l’orientamento sessuale, perché non sono assolutamente la stessa cosa e sono due concetti ben distinti tra loro.

Demi Lovato non binaria
Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash

Le parole di Demi Lovato

La cantante Demi Lovato qualche giorno fa ha rivelato di essere una persona non binaria. In un video su Twitter ha parlato con i fan, dicendo di essere orgogliosa di quanto appreso su se stessa dopo un lungo e faticoso lavoro di auto riflessione. Ammettendo di essere ancora sulla strada dell’apprendimento, per capire chi è.
«Oggi è un giorno che sono così felice di condividere un po’ di più della mia vita con tutti voi. Sono orgoglios* di farvi sapere che mi identifico come non binari* e cambierò ufficialmente i miei pronomi in “loro” da qui in avanti».

La cantante ha poi aggiunto: «Sento che questo rappresenta meglio la fluidità che sento nella mia espressione di genere, e mi permette di sentirmi più autentica e fedele alla persona che so di essere e che sto ancora scoprendo».

Le polemiche sulla scelta del pronome They

Tutti a ironizzare sul web su questa scelta. C’è anche chi l’ha paragonata al Mago Otelma, come Michela Giraud, al centro di polemica per questa battuta che non è stata apprezzata.
Chi però scherza su questa decisione di Demi Lovato, forse non sa che nella grammatica inglese si usa già il “they singolare“, un pronome scelto da chi non si riconoscere nei generi maschile e femminile. Non significa “loro”, come il they terza persona plurale, perché non ha una traduzione.
Soprattutto negli Stati Uniti, dove si cerca un linguaggio più inclusivo, per chi non vuole essere “etichettato” con lui e lei, si usa il loro, che diventa un pronome singolare neutro. Ed esisterebbe da più di 600 anni come spiega il blog Terminologia. Solo negli ultimi tempi si è particolarmente diffuso.
All’inizio si usava per soggetti indefiniti oppure nel caso in cui non si conosceva il genere della persona protagonista della frase. Poi anche per chi non sente di appartenere al binarismo di genere. Già nel 2019 è stata parola dell’anno per il vocabolario Merriam-Webster.

they inglese
Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash

Per l’inglese usare termini più appropriati, che non si caratterizzano per il femminile e il maschile, è molto più facile, perché sostantivi, aggettivi e verbi non hanno desinenze che indicano il genere. Con la lingua italiana potrebbe essere più difficile.
Noi non abbiamo una formula analoga. Ma non dobbiamo cadere nel tranello di tradurlo con un loro. Quello che si sta diffondendo è l’uso dello schwa, che cercherebbe di superare, nella lingua scritta, la distinzione tra forma maschile e forma femminile superando la regola che impone al plurale, anche tra soggetti di entrambi i generi, di usare il plurale maschile. Ma nella lingua parlata come fare?

Intanto Wikpiedia inglese dopo il coming out di Demi Lovato come persona non binaria ha accolto la sua richiesta di usare i pronomi neutri they/them. Anche questa è inclusione.

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