Il 2020 è stato così complicato che una sola parola non basta a descriverlo

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 3 minutiOgni anno, quando ci apprestiamo a salutare il vecchio per dare il benvenuto al nuovo, c’è sempre una parola che ci accompagna. Un termine che ha caratterizzato i 12 mesi precedenti. E che ha influito in modo particolare sulle nostre esistenze. A livello personale, come singoli individui, o a livello collettivo, parlando a cuore aperto all’umanità.

Per il 2020 è difficile trovare questa parola. Si sono trovati in difficoltà gli esperti dell’Oxford English Dictionary, che di solito vanno sempre a colpo sicuro nello scegliere la voce linguistica che meglio descrive un anno. Questo perché il 2020 è stato così complicato e intenso, che non basterebbe un solo termine per descriverlo. Ce ne vogliono molti. E purtroppo sono diventati la nostra compagnia quotidiana.

La parola dell’anno 2020 non è facile da trovare

Se l’Oxford English Dictionary fatica a trovare una sola parola che caratterizzi il 2020 che stiamo finalmente per salutare, figuriamoci noi comuni mortali. Ho perso le parole, cantava Ligabue. Ma in forse questo caso è meglio dire che il 2020 è stato un anno senza precedenti. Tanto che descriverlo scegliendo una sola voce è praticamente impossibile, anche per chi è addetto ai lavori. Gli esperti hanno deciso di rinunciare.

Il 2020 è un anno che non può essere racchiuso ordinatamente in una sola parola.

Con queste parole il presidente di Oxford Dictionaries, Casper Grathwohl, racchiude un anno di incertezze, di problematiche più grandi di noi, di eventi che ci hanno spiazzato, di decisioni prese e non prese che hanno influito pesantemente sulle nostre esistenze. Gli esperti di uno dei vocabolari più conosciuti al mondo ammettono di non aver mai assistito a un anno come quello che abbiamo appena vissuto. Il problema non è non riuscire a trovare le parole, ma trovarne una sola che rappresenti al meglio il 2020 tra le centinaia di nuove voci e usi significativi che il team del dizionario ha individuato nei 12 mesi che stiamo per abbandonare.

lockdown
Foto di Manuel Peris Tirado su Unsplash

Abbiamo fin troppi termini che possono illustrare cosa è successo nel 2020. Perché sono tanti gli eventi che lo hanno caratterizzato. Impossibile scegliere. Per questo quest’anno l’OED ha deciso di non proporre una sola parola, ma una lista di parole. Ognuna importante allo stesso modo. Coronavirus, Covid-19, Pandemia, Lockdown, Isolamento, Mascherine per il viso, Lavoratori essenziali, Remoto, On Mute e Unmute (in riferimento alle videocall). Ma anche neologismi come staycation e workation.

Questa situazione è allo stesso tempo senza precedenti e un po’ ironica in un anno che ci ha lasciati senza parole, il 2020 è stato pieno di nuovi termini come mai prima.
Casper Grathwohl

Lockdown può racchiudere tutto il 2020?

Sono di diverso avviso i colleghi del vocabolario inglese Collins, che nella lista individuata dall’Oxford English Dictionary hanno estrapolato la voce che meglio rappresenta i 12 lunghi ed estenuanti mesi del 2020. La parola è lockdown, che secondo gli esperti è stata usata da inizio pandemia a oggi più di 250 milioni di volte. Contro i 4mila casi di utilizzo registrati nel 2019 (anno in cui la parola dominante è stata Climate Strike, grazie a Greta Thunberg e agli attivisti di Fridays for future).
Del resto lockdown indica uno stato in cui viviamo praticamente da fine febbraio. Chi più, chi meno, nella prima ondata primaverile, ma anche in questa seconda ondata che ci accompagna al Natale. Con tutte le incertezze del caso.

Il vocabolario britannico sottolinea che oltre a lockdown sono anche molti altri i neologismi che hanno rappresentato questo 2020. Ad esempio Megxit, la Brexit della famiglia reale inglese, quando Harry e Meghan sono “usciti” dal cerchio della fiducia della corona. E BLM, Black Lives Matter.

parole 2020
Foto di Pavel Anoshin su Unsplash

E in Italia quali potrebbero essere le parole di questo anno bisestile?

Nel bel paese anche in epoca di coronavirus abbiamo ereditato tanti termini anglosassoni, a partire dallo stesso lockdown o termoscanner, ma anche droplet. Ma anche cashless o cashback, oltre a termini tecnici come Recovery Fund.
Ma abbiamo reintrodotto nel nostro lessico quotidiano tante voci che non erano così comuni prima dell’avvento della pandemia. Assembramento, ad esempio, insieme a tampone è una delle parole più usate. Ma anche distanziamento sociale, che suona decisamente più catastrofico di distanziamento fisico, termine che sarebbe tecnicamente più corretto.

A inizio anno l’Accademia della Crusca aveva accettato, tra gli altri neologismi, anche Blastare, che significa mettere a tacere chi sostiene qualcosa di assurdo o sciocco, in pubblico o sui social. Una parola non nuovissima, come spiegano gli esperti. Ma chi lo avrebbe mai detto che sarebbe stata una delle nuove parole più usate per evitare di diffondere disinformazione e fake news?

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