Da semplici freddure a linguaggio: meme, non chiamatele semplici vignette umoristiche

In evidenza

Patrizia Chimera
Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiI meme spopolano su internet. Sui social network ormai si comunica così. Diventano virali in breve tempo, condivisione dopo condivisione. Il recente programma umoristico “LOL – Chi ride è fuori” disponibile in streaming su Prime Video ne è la dimostrazione più lampante. Ormai è tutto un proliferare di “So’ Lillo“, Elio che insegue Frank Matano o altre scenette tratte dalle puntate dello show.

Semplici vignette umoristiche? Non esattamente. I meme sono un vero e proprio linguaggio con cui amiamo comunicare sui social.

Cosa sono i meme

I meme (o internet meme) sono dei contenuti con immagini e scritte di tipo umoristico, che di solito ripropongono scene di film cult, programmi televisivi di tendenza, opere artistiche, ma anche immagini che diventano la base per fare mille battute diverse su argomenti di attualità. Diventano virali in breve tempo sui social network e app di messaggistica istantanea come Whatsapp.
Secondo l’Oxford Dictionary si tratta di immagini, gif e video brevi che vengono «copiati e diffusi velocemente dagli internauti, spesso con variazioni impercettibili».

La parola meme deriverebbe dal greco “mimēma”, che significa “ciò che è imitato”. Si usa principalmente in ambito scientifico per parlare di mutazioni, di cambiamenti.
Dagli anni Settanta si usa il termine per parlare della diffusione di mode e tendenze per quello che riguarda il costume e la società.
Sono diventati popolari di recente, dal 2010 in poi, grazie ai social network, dove ormai è una consuetudine condividere immagini ironiche che di volta in volta vengono modificate secondo i trend del momento. Spesso tutto parte da un’immagine creata ad hoc, da una foto, dallo spezzone di un programma, di un film, di un evento. Questa è la base del meme, che possiamo trovare in diverse condivisioni  online: a cambiare è il contesto, la scritta, che di solito si riferiscono a notizie attuali.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da theignorantss (@the_ignorantss)

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da THE MUCCOLOGI (@muccologi)

A usare per primo il termine è stato Clinton Richard Dawkins, un etologo e biologo inglese, nel libro “Il gene egoista” del 1976.

I meme sono immagini umoristiche. Ma non solo

Sono vignette pensate per ridere e sorridere, partendo da fatti di attualità importanti o che sono diventati virali. Ma talvolta anche per riflettere, per invitare ad agire, per pensare.

Meme Bernie Sanders
Foto di AzamKamolov da Pixabay

Si tratta di immagini che diventano virali per la loro particolarità, che si prestano bene per giochi di parole o battute umoristiche.
Ad esempio il look di Bernie Sanders al giuramento di Biden. Oppure la storica immagine di Leonardo Di Caprio nel film Django Unchained che si presta bene a essere decontestualizzata e inserita in argomenti che non hanno nulla a che vedere con il suo personaggio o la trama del lungometraggio.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Memes for Bernie Sanders (@memebernie)

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Memes for Bernie Sanders (@memebernie)

Un vero e proprio fenomeno sociale che si diffonde rapidamente. Ma non possiamo semplicemente chiamarle vignette umoristiche, perché in realtà sono una rappresentazione della cultura (o di diverse culture), un modo per trasmettere idee, azioni, emozioni. Con un linguaggio semplice, chiaro e diretto, che può essere decodificato da chi è a conoscenza del contesto sia dell’immagine sia del testo scritto.

Foto di Esa Riutta da Pixabay

I meme come linguaggio dei Millenial

Rappresentano il nostro linguaggio più recente. Non solo solo un simbolo culturale o un’idea sociale trasmessa in modo virale. Per i Millenial, come suggerito in questo articolo, sono espressioni verbali moderne. È un modo con cui conversiamo oggi, in maniera veloce.
Un linguaggio universale, che non conosce barriere e confini, dal momento che è diffuso in tutto il mondo e in ogni lingua. C’è un meme per tutto. E per tutti. Una vera e propria estensione di un sistema comunicativo che oggi più che mai non si basa solo più sulle parole, ma anche sulle immagini, su quel campo visivo che rende il dialogo immediato e facilmente comprensibile. I Millenial sono la generazione delle emoji. E i meme ne sono la naturale evoluzione.
Non solo mezzi per far sorridere, ma anche per comunicare stati d’animo, idee, sensazioni, in maniera rapida. Anche quando non si saprebbe come spiegare meglio un concetto.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da LOL Chi Ride è Fuori (@chiridefuori)

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da silvana (@silvy241067)

Ci piacciono tanto per questo. Sono intuitivi, facili, veloci. Ed esprimono quello che noi a parole non riusciamo a dire altrimenti in maniera così efficace. Oltre che farci sentire parte di un gruppo, come il successo dei meme di Lol ha spiegato alla perfezione. Se non lo hai visto, sei fuori e non puoi capire cosa stanno dicendo i tuoi amici sui social o su Whatsapp. Perché per capire i meme, devi conoscere da dove tutto è partito. Altrimenti il fraintendimento è servito.