Famiglie arcobaleno: riconosciute dalla lingua italiana, fantasmi per lo Stato

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiSi sentono fantasmi per il governo italiano. Ed effettivamente lo sono. Perché a oggi non esiste ancora una legge per tutelare i figli delle famiglie arcobaleno che vivono in Italia. E alle quali vengono negati ogni giorno diritti basilari.

Se non sono rappresentate da uno Stato che continua a far finta che non esistano, lo sono almeno per la lingua italiana. Perché le parole sono importanti. E la loro certificazione assume un significato molto più profondo: accendere le luci sulle famiglie arcobaleno in uno Stato che le ignora e le tiene al buio.

Famiglie arcobaleno nel dizionario Devoto Oli

L’ultima edizione del Devoto Oli ha aperto le sue pagine a nuove voci e definizioni che fino a oggi non erano riportate. In tutto 600 neologismi e parole che raccontano la realtà, quello che viviamo tutti i giorni e che ha bisogno di termini definiti per poter avere una legittimazione. Perché fornire un nome o confermare su un dizionario della lingua italiana un termine serve a dare un volto e un’identità e a costruire un significato tangibile, illuminando tali realtà con una luce nuova e facendole uscire dall’oscurità.

Come sottolineano Luca Serianni e Maurizio Trifone, curatori del Devoto Oli, le voci contenute in un vocabolario raccontano la società che si vive e i mutamenti in atto. «In questi anni abbiamo prestato particolare attenzione a una serie di cambiamenti sociali e culturali. Dalle questioni di genere alle discriminazioni razziali, dalle tematiche ambientali all’impatto della tecnologia sulle nostre vite».
Biancameria Gismondi, caporedattrice della redazione lessicografica, aggiunge che negli anni il lemma famiglia ha subito molte modifiche. E questo deve rispecchiarsi nelle definizioni collegate a tale termine. Abolendo il concetto secondo cui la famiglia è il prendere moglie (concetto patriarcale legato alla figura dell’uomo come capo famiglia che dovremmo aver superato) e aggiungendo locuzioni che raccontano ogni sfumatura della parola. Includendo le famiglie di fatto, le famiglie ricomposte, le famiglie arcobaleno.

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Foto di Jordan su Unsplash

Famiglie arcobaleno, fantasmi in Italia

L’Associazione Famiglie Arcobaleno, con la campagna #NonSiamoFantasmi, ha avviato una raccolta firme per chiedere che il Parlamento approvi una norma che garantisca il riconoscimento alla nascita di bambini che hanno due madri o due padri anche per il genitore non biologico. Per il progetto hanno realizzato un video, con protagonisti una bambina e un fantasma, che rappresenta la mamma o il papà che ancora oggi la legge italiana non riconosce. Negando di fatto dei diritti fondamentali e dei doveri nei confronti di minori dei quali si prendono cura fin dalla nascita.

Fantasmi per lo Stato italiano, appunto. E per una normativa che di fatto oggi garantisce le Unioni Civili (grazie alla Legge Cirinnà del 2016), ma non il riconoscimento dei diritti dei bambini nati da queste unioni. La stepchild adoption non è ancora prevista per la normativa del nostro paese.

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Foto di Jason Leung su Unsplash

In Italia abbiamo bisogno di una legge per riconoscere i figli

Lo chiedono a gran voce le famiglie omogenitoriali e tutti i sostenitori dell’associazione Famiglie Arcobaleno, lo ribadisce la Consulta. I giudici della Corte Costituzionale chiedono al Parlamento di approvare una legge per tutelare anche i figli di questi nuclei famigliari.
La Consulta è intervenuta dopo essere stata interpellata dal Tribunale di Padova in un ricorso che riguardava il caso di una coppia di gemelle. La madre biologica, dopo la separazione dalla compagna, le aveva negato il diritto di vedere le bambine.

Si tratta di tutelare i minori di tutte le famiglie. Perché come ricordato dal presidente del Tribunale per i Minorenni, Giuseppe Spadaro: «Ci sarebbe una sola cosa da fare: rivedere una legge che risale al 1983 e dare norme “illuminate” che possano uniformare le decisioni dei giudici, evitando una giustizia a macchia di leopardo. Perché questi bambini esistono e tutti i figli sono uguali di fronte alla legge». Nessuno escluso.

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