Biden contro Trump, discorsi a confronto: le parole che raccontano i due presidenti USA

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiDemocrazia. Unità. Verità, onore e tolleranza. Questi i temi chiave del discorso di insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca, come 46esimo presidente degli Stati Uniti d’America.
La distanza tra Washington e il resto dell’America. America first. Patriottismo e orgoglio nazionale. Queste, invece, le tematiche su cui Donald Trump quattro anni fa insisteva nel suo primo discorso come 45esimo presidente USA.

Joe Biden contro Donald Trump. America Together contro America First. Due presidenti molto differenti, due discorsi di insediamento molto distanti.

Le parole di Biden e Trump a confronto

«Insieme, renderemo forte l’America. Renderemo di nuovo ricca l’America. Renderemo di nuovo orgogliosa l’America. Renderemo di nuovo sicura l’America. E sì, insieme, renderemo di nuovo grande l’America».  Donald Trump, 20/01/2017

«Senza unità non c’è pace, solo amarezza e rabbia e nessun progresso, solo estenuante indignazione. Nessuna nazione, solo uno stato di caos. Questo è il nostro momento storico di crisi. E dobbiamo andare incontro a questo momento come gli Stati Uniti d’America». Joe Biden, 20/01/2021

Due concetti molto differenti quelli affrontati dall’ormai ex presidente USA e dall’attuale inquilino della Casa Bianca. Per due approcci linguistici e stilistici in contrapposizione.
Nel discorso inaugurale di mercoledì 20 gennaio 2021, Joe Biden invita gli americani a unirsi, a lasciar perdere le differenze e a lavorare insieme. Perché senza unione e senza democrazia non si va lontano.

Quattro anni prima, il 20 gennaio 2017, Donald Trump usava toni molto diversi, esaltando quel concetto di Make America great again che aveva caratterizzato tutta la sua accesa campagna elettorale. E che è stato il leit motiv di quattro anni di presidenza.

Joe Biden è risultato molto più propositivo e positivo, rispetto a un Donald Trump critico, quasi rabbioso, com’è del resto nel suo stile.

usa
Foto di Ferdinand Stöhr su Unsplash

Discorsi di insediamento molto diversi, per due presidenti molto diversi

Usa Today ha analizzato a fondo i due discorsi di insediamento presidenziali, scovando tutte quelle differenze di approccio e di linguaggio che possono raccontare due stili distanti.
Joe Biden ha parlato per 21 minuti e 12 secondi e ha lanciato molti messaggi positivi, pronunciando 1.000 parole in più rispetto al predecessore. I temi chiave del suo discorso sono stati la democrazia, l’unità, la verità, l’onore e la tolleranza. Argomenti ai quali ha dedicato 2.525 parole. Un approccio ottimista sulle sfide del futuro. E ha anche affrontato la delicata situazione che la pandemia da coronavirus sta provocando a livello internazionale e che ha ucciso 400mila americani. Il nuovo presidente USA ha contrapposto un messaggio di fiducia a chi è solito usare toni di rabbia, risentimento, odio, violenza. Per unire tutti gli americani e affrontare insieme i problemi prioritari. Superando le divergenze in modo propositivo.

Donald Trump, invece, quattro anni fa aveva parlato per 17 minuti e 12 secondi. I suoi temi chiave riguardavano lo spostamento del potere da Washington al popolo (accusando di fatto la sede centrale del potere americano di non occuparsi più dei bisogni dei cittadini), America First, il patriottismo e l’orgoglio nazionale. Argomenti a cui nel suo discorso aveva riservato 1.468 parole. Soffermandosi principalmente sul fatto che durante il suo mandato l’America sarebbe sempre venuta prima, in ogni decisione. E non pronunciando mai la parola democrazia, ampiamente presente, invece, nel discorso del suo successore.

Stati Uniti d'America
Foto della NASA su Unsplash

Il concetto di democrazia rafforzato anche da Amanda Gorman

La poetessa Amanda Gorman nel suo intervento ha riassunto alla perfezione i temi che hanno caratterizzato il cambio di rotta alla Casa Bianca, usando anche questa volta le parole più adatte e toccando le giuste corde. The Hill We Climb è la sua poesia rap, che la giovane 22enne ha terminato di scrivere dopo i fatti di Capitol Hill che hanno sconvolto e indignato il mondo intero.

Abbiamo visto all’opera una forza che più che condividere il nostro Paese lo ha scosso. Che avrebbe distrutto il nostro Paese se questo avesse voluto dire ritardare la democrazia. E questo sforzo per poco non ha avuto successo. Ma mentre la democrazia può essere periodicamente ritardata, non può mai essere sconfitta in modo permanente.

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