6 italiani su 10 non amano leggere. E se Twitter diventasse il paladino dei romanzi?

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140 caratteri. Ti sembrano pochi? A Twitter sì. Ed è per questo che da un po' di tempo ha consentito a tutti i suoi utenti di allungare un po' i messaggi condivisi. Arrivando a 280 caratteri per ciascun tweet. Non uno di più. Ti sembrano ancora pochi? Dipende da quello che ci devi fare.

Certo, se avessero detto ad Alessandro Manzoni che avrebbe dovuto raccontare i suoi Promessi Sposi usando solo 280 caratteri a capitolo, forse avrebbe rinunciato. Forse, però, avrebbe consentito a generazioni di studenti italiani e internazionali di non perdere lacrime e sudore su più di 730 pagine. Magari sarebbe stato, anche, più sintetico, meno descrittivo, più conciso.

alessandro manzoni colorato come bandiera italiana

Photo by sferrario1968 on Pixabay

Esprimere un concetto in pochi caratteri non è facile.

Forse per questo Twitter in Italia non ha lo stesso appeal che ha all'estero. Gli utenti sulla piattaforma sono "appena" 8 milioni (dati 2018 dell'ultimo report di We Are Social e Hootsuite). Un terzo di quelli che passano le giornate su Facebook. La metà di quelli che condividono ogni attimo di vita in modo compulsivo su Instagram. Noi italiani amiamo sbrodolare. Il dono della sintesi non ci è concesso. Anzi, quando parliamo siamo soliti accompagnare ogni parola con gesti che servono a rafforzare il significato di quello che stiamo dicendo.
Si dice che le donne amino parlare più degli uomini. E i dati Twitter sembrano confermare questo trend. Gli utenti maschi sono più concisi e sono la maggioranza sul social network. Le donne sono appena il 43%.
Ma se siamo sempre più di corsa, vogliamo tutto e subito, ci annoiamo se leggiamo descrizioni troppo lunghe, concisione e dritti al punto dovrebbero essere le regole.

libri e passione per la lettura

Photo by free-photos on Pixabay

C'è chi crede che 140 caratteri o 280 non siano sufficienti. C'è anche chi pensa che siano troppi

"Con 140 caratteri si rischia già di sbrodolare. Certo questa notizia, "In principio Dio creò e cielo e terra. La terra era informe e vuota, le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio alitava sulle acque", è degna del premio Pulitzer perché in 141 spazi (ma 126 caratteri) dice esattamente quello che il lettore vorrebbe sapere. Umberto Eco lo diceva già nel 2013.

Partendo però da messaggi che fanno della sinteticità il loro punto di forza si possono scoprire tante potenzialità. Per i lettori e per gli scrittori. Perché incuriosiscono. E anche perché, ammettiamolo, è più difficile raccontare in poche parole quello che potremmo esprimere in pagine di poemi.

L’amore non dà nulla fuorché sé stesso
e non coglie nulla se non da sé stesso.
L’amore non possiede,
né vorrebbe essere posseduto
poiché l’amore basta all’amore.
(Khalil Gibran) 157 caratteri

La vita continua, dicono,
ma non sempre è vero.
A volte la vita non continua.
A volte passano solo i giorni.
(Karmelo Iribarren) 105 caratteri

Odio e amo.
Forse tu ti chiedi perché io lo faccia. Non lo so. Ma sento che accade, e ne sono tormentato.
(Catullo) 104 caratteri

Ed allora sono perché tu sei,
ed allora sei, sono e siamo,
e per amore sarò, sarai, saremo.
(Pablo Neruda) 74 caratteri

M’illumino
d’immenso.
(Giuseppe Ungaretti) 20 caratteri

Grande letteratura. A prova di cinguettio.
C'è anche chi ha lavorato al contrario: smembrare e condensare, per rilanciare.

My royal father gone and nobody seems to care.
Il mio regal padre è morto e nessuno sembra preoccuparsene.
(riassunto dell'Amleto da The World’s Greatest Books Retold Through Twitter) 45 caratteri

Twitter ha reso la cultura fruibile in pochi secondi.

Gli sms hanno forse ucciso la nostra voglia di raccontare o di leggere? Ovviamente no, forse hanno ucciso un po' la nostra creatività con i copia e incolla. E i social network stanno cavalcando di nuovo questa onda puntando sulla nostra pigrizia e la scarsa volontà di pensare a qualcosa di originale. Ma siamo ancora qui a leggere. Un po' di meno rispetto al passato (6 italiani su 10 non amano i libri).

RomanzoIn1Tweet è stato un interessante esperimento approdato su Twitter.
Un vero e proprio gioco, per invogliare gli internauti a raccontare e raccontarsi, a creare storie vere o inventate, sfruttando la velocità di questo social network. Adattare le narrazioni alle regole della comunicazione 2.0. Per essere veloci, sintetici, sempre connessi, senza dimenticare il bello della lettura.
La Twitterature, neologismo che combina twitter e letteratura, come viene definita, già esiste.
In Italia Serena Danna (Corriere della Sera) al Festival della Letteratura di Mantova, sottolineò però che su Twitter più che produzione culturale, c’è discussione sui temi culturali. 

muro fatto con i libri

Image by ninocare on Pixabay

Scrivere un romanzo ai tempi di Twitter è impossibile?

No, non lo è. Ci si può adattare, si può optare per soluzioni accattivanti che stimolino i lettori. O imparando la nobile arte dell'essere concisi (che Facebook ci ha fatto perdere). Oppure creando una sorta di appuntamento, di libri a puntate, in cui il lettore si affeziona, segue con attenzione, non vede l'ora di leggere cosa verrà dopo. Come accadeva per i feuilleton, i romanzi a puntate dell'Ottocento. In un mondo in cui le serie tv la fanno da padrone, per la loro capacità di fidelizzare lo spettatore, potrebbe essere una via interessante da perseguire.
Nel 2012 la fondazione Cesare Pavese ha lanciato un'iniziativa per far riscrivere il romanzo La luna e i falò in 32 tweet e un'operazione simile per i Dialoghi con Leucò. I puristi hanno storto il naso. Ma almeno 400 persone hanno letto e riletto quei testi.

Un modo per incentivare la lettura sfruttando gli strumenti del web che spesso critichiamo. Far leva proprio su quegli aspetti negativi per creare qualcosa di bello. Che alla fine è quello che letteratura e cultura in generale fanno, non ti pare? La velocità con cui leggiamo online spesso non ci fa godere di quello che effettivamente abbiamo davanti agli occhi. Ma adattare la letteratura e la cultura riducendole in 280 caratteri potrebbe ricreare un'attesa che non siamo più abituati ad avere se si parla di libri.

L'attesa del piacere è essa stessa il piacere.
(46 caratteri)

No, non lo dice una pubblicità. Lo diceva Gotthold Ephraim Lessing, poeta, filosofo, saggista, favolista, drammaturgo. Riscopriamo il piacere della lettura con lentezza. Perché non abbiamo bisogno di mille parole per esprimere concetti profondi. Basta allenarsi a essere concisi. Umberto Eco docet: "Per parafrasare il Foscolo, utenti di Twitter, vi esorto alla concisione". Orsu dunque: ricreiamo la passione per la lettura un tweet dopo l'altro.

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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