Il mondo della cultura piange Toni Morrison: prima afroamericana Nobel per la letteratura

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Si è spenta a 88 anni Toni Morrison, la prima donna afroamericana a vincere il Nobel per la letteratura. Voce libera e anticonformista dell’America in cui la segregazione razziale è stata realtà fino agli anni ’60 del secolo scorso, alla scrittrice venne conferito il prestigioso premio da parte dell’Accademia di Svezia nel 1993, per il suo “uso del linguaggio” e la sua “forza visionaria”.

Toni Morrison | Immagine da Wikipedia

Nata nel 1933 in Ohio da una famiglia nera della classe operaia, originaria dell’Alabama, Toni Morrison conosceva bene le sofferenze e le discriminazioni subite dai neri americani e le ha tradotte in pagine memorabili, diventate un urlo di rabbia e di denuncia contro il razzismo nella società americana, mai completamente debellato: piuttosto attenuato, nascosto ma che a scadenze periodiche esplode in tutta la sua irrazionale ferocia come provano le stragi da parte dei cosiddetti suprematisti bianchi (aiutati dalla facilità di accesso alle armi negli States e sobillati spesso dalla cattiva politica).

Foto di Ar7495 da Pixabay

Toni Morrison è morta in pace la notte scorsa (5 agosto 2019), circondata dalla sua famiglia e dai suoi amici” hanno scritto in un comunicato i familiari dando l’annuncio della morte, dopo un breve malattia. “Nonostante la sua scomparsa rappresenti una perdita terribile, siamo grati perché ha vissuto bene e a lungo. Mentre vogliamo ringraziare tutti coloro che l’hanno conosciuta e amata, personalmente o attraverso i suoi lavori, chiediamo che venga rispettata la nostra privacy in questo momento di lutto” hanno aggiunto i più stretti cari della donna.

Cinque anni dopo il Nobel Toni Morrison vinse anche il premio Pulitzer, con un romanzo, dal titolo Amatissima, che racconta la triste storia di una donna che uccide la sua bambina per salvarla dalla schiavitù.

Tra i primi a ricordare la Morrison l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama che postando su Facebook una foto di loro due insieme alla Casa Bianca l’ha salutata parlando di “tesoro nazionale” che ha lasciato scritti che sono “una sfida significativa alla nostra coscienza e alla nostra immaginazione morale“.

Nel 2012 Obama assegnò alla scrittrice la Presidential Medal of Freedom che è il più alto riconoscimento civile negli Stati Uniti.

Lei nel 2012 al Festival della letteratura di Mantova spiegava: ”Quando è stato eletto Obama si pensava fossero finiti certi pregiudizi ma il passato continua a ripresentarsi… Non siamo una società post razziale. Il razzismo è un cancro che non si può estirpare con diverse medicine. Per trovare una risposta deve cambiare qualcosa dentro di noi”.

Missione a cui lei ha dedicato la sua penna e la sua vita, svelando la banalità del razzismo, la quotidianità della discriminazione che poggia spesso su luoghi comuni duri a morire, concentrandosi sull’identità degli afroamericani e scandagliando temi più che mai attuali, della paura dell’altro, della questione dei confini e delle migrazioni di massa, al centro del dibattito politico internazionale. Oggi come ieri.

Se non conoscete i suoi scritti “L’importanza di ogni parola”, pubblicato in Italia quest’anno, è i miglior modo per conoscere il mondo della Morrison. Si tratta di una raccolta dei saggi più importanti della scrittrice degli ultimi quarant’anni. Dentro anche il discorso di accettazione del Nobel.

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