Fantasmi del passato, presente e futuro della Terra: un Canto di Natale green

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Il Canto di Natale di Charles Dickens è uno dei racconti natalizi più famosi.
Tre fantasmi (del passato, del presente e del futuro) vanno a far visita a Scrooge, per mostrargli tutte le nefandezze che ha compiuto. E quali saranno le conseguenze del suo comportamento sconsiderato se non deciderà di cambiare.

Se oggi Charles Dickens dovesse riscrivere uno dei suoi testi più famosi in chiave green, cosa potrebbe raccontarci? Quali gli insegnamenti che potremmo trarre dalle parole dei fantasmi del passato, presente e futuro della Terra?
E la storia avrebbe lo stesso “lieto fine”?

passato del pianeta Terra

Photo by Gregory Culmer on Unsplash

Il passato della Terra.

Non bisogna andare indietro di molto per capire come i cambiamenti climatici hanno cambiato la Terra. E la vita sulla Terra.
Una serie di mappe create dai ricercatori dell’Università di Cincinnati (Ohio) tramite foto satellitari ad alta definizione ci spiega come il volto del nostro pianeta è mutato in 25 anni. Dal 1992 al 2015.
Sappiamo che la Terra ha sempre attraversato momenti di profondo cambiamento. Anche per quello che riguarda clima e temperatura. Ma se alle origini della sua storia e in linea di massima fino al Settecento-Ottocento le attività umane influenzavano poco o niente queste modifiche, a partire dalle diverse rivoluzioni industriali l’impatto dell’uomo è sempre stato maggiore. Arrivando a comportare cambiamenti repentini e rapidissimi in lassi di tempo decisamente stretti per quanto riguarda l’evoluzione del pianeta.

Il fantasma del passato della Terra ci racconterebbe di come a partire dalla rivoluzione industriale le attività umane hanno sempre più influito sul clima della Terra.
Già nel 1873 il geologo italiano Antonio Stoppani parlava di era antropozoica, che oggi chiamiamo antropocene. Un’era in cui l’umanità produceva direttamente trasformazioni del pianeta. Trasformazioni che prima erano causate solo da forze naturali, ma con ritmi molto più slow.
Dagli anni ’60 del 1900 sempre più studiosi hanno iniziato a preoccuparsi e a studiare meglio i cambiamenti del clima sulla Terra. Anche grazie alle maggiori conoscenze scientifiche acquisite e alla messa a punto di strumenti utili per misurare questi fenomeni.
E si è sempre più diventati consapevoli che Stoppani aveva ragione. Che l e attività dell’uomo hanno causato e continuano a causare un aumento globale delle temperature che mettono a rischio flora e fauna, ambiente e habitat naturali. E la vita stessa dell’uomo.

presente della terra

Photo by Zoltan Tasi on Unsplash

Il presente della Terra.

Il fantasma del presente della Terra non offre uno scenario ottimistico. Partendo da uno scenario, quello di un passato non troppo lontano, che ha posto le basi per le modifiche di cui oggi siamo tutti testimoni.
Il 2019 è stato l’anno dell’emergenza climatica, diventata, anche grazie a Greta Thunberg e alle proteste di piazza, un tema di discussione mondiale.
Di riscaldamento globale e cambiamento climatico si parla da decenni. Ma mai come oggi è diventato importante ragionare sulle azioni da intraprendere subito per avere un futuro sulla Terra.
Viviamo in un pianeta che è al collasso. In cui le scorte a nostra disposizione finiscono sempre prima. In cui le emissioni di CO2 che dovrebbero essere limitate, se non azzerate, non accennano a diminuire. Nel quale siamo ancora dipendenti da fonti di energia non rinnovabile. E che violentiamo e torturiamo ogni giorno. Senza scrupoli. E i roghi in Amazzonia, le catastrofi naturali, il clima sempre più folle ne sono una dimostrazione tangibile. Che non possiamo più nascondere sotto il tappeto. Che ormai è saturo.

Negli ultimi 50 anni la temperatura globale è salita di 0.8 gradi Celsius, secondo i dati della Nasa. Due terzi del riscaldamento si è consumato dal 1975 a oggi, con un tasso di crescita dello 0,15-0,20 gradi centigradi a decennio.
Le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto i massimi storici in 800mila anni.
L’uomo, ormai è un dato certo, è responsabile dei cambiamenti climatici al 95%. Combustione di carboni fossili e deforestazione sono i principali artefici di un cambiamento negativo che dobbiamo scongiurare.

Esistono oggi accordi internazionali, come il protocollo di Kyoto e l’accordo di Parigi del 2015, che promettono soluzioni che però poi non vengono attuate e accettate da tutti gli attori che dovrebbero essere protagonisti del cambiamento.
Se alle parole non seguono i fatti, tutto diventa inutile.

ghost town

Photo by Chris Bair on Unsplash

Il futuro della Terra.

Come sarà il domani del pianeta? Se il fantasma del futuro della Terra dovesse presentarsi oggi di fronte a noi per mostrarci quello che accadrà se non cambiamo rotta, quale potrebbe essere lo scenario che si presenterebbe dinnanzi ai nostri occhi?

Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) parla di un aumento di 1,5 gradi centigradi tra il 2030 e il 2052. Altri dati sottolineano che in 85 anni potremmo assistere a un incremento compreso tra i 2,8 e i 5,6 gradi centigradi.
Le conseguenze sarebbero devastanti. Per la Terra e per l’uomo.
Carenza di cibo, carenza di acqua potabile, innalzamento dei mari, inondazione delle zone a ridosso della costa, eventi atmosferici estremi decuplicati rispetto ai valori registrati nel 2010.

Il tempo stringe. E dai grandi eventi come la Cop25 di Madrid si esce con tanti buoni propositi, con parole di speranza, con discorsi accorati. Che poi nella realtà si tramutano con un nulla di fatto.
La speranza di salvare il pianeta c’è. L’importante è non abbassare la guardia. Chiedere azioni concrete. Non fermarsi e non accontentarsi di parole vuote. Perché solo in questo modo potremo smentire il fantasma del futuro della Terra. E operare nel presente un cambiamento quanto mai necessario.

L’obiettivo zero emissioni entro il 2050 deve essere il nostro faro, la nostra guida. A questo devono servirci i fantasmi del passato, presente e futuro della Terra. A ricordarci che siamo ancora in tempo a cambiare. Per fare come Scrooge.
Scongiurare il peggio, ammettendo errori e sbagli. Abbracciando il cambiamento. Anche se sarà difficile, doloroso, impegnativo. Tutti insieme dovremo lavorare per quel lieto fine di cui ognuno di noi ha sempre bisogno.

Altro dall’autore:

About Author

Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top