Libri bruciati nel microonde. Paura e ignoranza mettono a rischio la cultura

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Grand Rapids, Michigan, USA. Gli addetti che lavorano nella biblioteca del Kent District hanno chiesto ai propri lettori di non mettere i libri presi in prestito nel microonde.
Qualcuno aveva restituito un volume completamente bruciato.
Per la paura del Coronavirus, si bruciano i libri.
Paura e ignoranza sono virus altrettanto pericolosi. Ma questa non è considerata un’emergenza.

Libri bruciati nel forno microonde.

La paura del Coronavirus fa compiere alle persone gesti folli. Come mettere dei libri nel microonde nel tentativo di sanificarli.
È quello che ha denunciato un po’ di tempo fa Elizabeth Guarino-Kozlowicz, responsabile regionale della Kent District Library, dopo che a Grand Rapids, nel Michigan, i bibliotecari hanno ricevuto in restituzione un libro completamente bruciato.
La responsabile sostiene che l’aver messo il libro nel microonde potrebbe essere collegato alla paura di contrarre l’infezione da Covid-19, che negli USA macina numeri impressionanti giorno dopo giorno. Il motivo del gesto con tutta probabilità ha a che fare con l’emergenza Coronavirus. E la paura del virus.
Il libro si è rovinato nel microonde perché negli USA i libri delle biblioteche hanno una targhetta metallica di identificazione a radiofrequenza (Rfid).

biblioteca

Photo by j zamora on Unsplash

Paura dei libri infetti.

La pandemia ha riacceso antiche paure. E ne ha create di nuove. Nell’epoca della cosiddetta sharing economy, dei beni in prestito e condivisi, anche un libro preso in prestito da una biblioteca può mettere in allarme. Il timore è quello di poter portare a casa non solo un po’ di sana cultura, ma anche un virus che nel mondo sta mietendo molte vittime. Soprattutto negli USA.
Paure che spesso derivano da ignoranza e scarsa informazione. Soprattutto in un paese in cui lo stesso presidente Donald Trump chiedeva se si potesse iniettare il disinfettante alle persone, così da combattere il virus. Ma anche nel resto del mondo la disinformazione e le fake news stanno compiendo danni inimmaginabili. Sia dal punto di vista della difesa della salute sia per quello che riguarda la nascita di complottismi che nel XXI secolo non ti aspetti più di vedere.

A inizio pandemia, l’Institute of Museum and Library Services (IMLS) ha realizzato un webinar con l’epidemiologo David Berendes, per rassicurare tutti sulla sicurezza dei libri presi in prestito.

Non dovete preoccuparvi di trovare modi per disinfettare i libri: il virus, anche se presente, lo sarebbe in quantità molto basse e si estinguerebbe abbastanza rapidamente.

Parole cadute nel vuoto, a quanto pare. Elizabeth Guarino-Kozlowicz ha poi aggiunto che i protocolli di sanificazione dei libri delle biblioteche possono tranquillizzare anche gli utenti più ansiosi:

Stiamo seguendo le linee guida del CDC (Centers for Disease Control and Prevention) per garantire il corretto risanamento dei materiali delle biblioteche condivise. Ogni libro viene messo in quarantena per 72 ore dopo essere stato restituito.

libro bruciato

Photo by Gaspar Uhas on Unsplash

La cultura è a rischio.

Quando con il termine di cultura si intende un concetto più ampio, legato a conoscenze e informazioni che non sono non vengono più apprese, ma che non si cerca nemmeno di reperire.
Se i libri bruciati fanno sempre male, riecheggiando roghi che hanno caratterizzato pagine buie della nostra storia più recente, sono anche espressione, in questo caso, di un virus pericoloso. Quello della disinformazione. Che proprio libri e cultura dovrebbero aiutare a combattere.

Informarsi, chiedere agli esperti, non farsi prendere dal panico adottando soluzioni che potenzialmente possono essere pericolose. Considerazioni valide in questa e altre emergenze. Perché con comportamenti come questi, che possono sembrare banali e talvolta far anche sorridere, quando da ridere non c’è niente, a rischio è il senso stesso di cultura che è “l’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo“.

Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla.
(Albert Camus)

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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