Autori e critica letteraria. A complicare il rapporto arrivano stelline e recensioni

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 5 minuti

Autori e critica letteraria non sono mai andati d’accordo.

Ce li immaginiamo come due mondi perennemente contrapposti. Da un lato lo scrittore, che ha sudato su quei fogli trascorrendo ore della sua vita nel tentativo di creare il libro perfetto. Dall’altra parte il critico, che come un imperatore romano all’interno di un’arena davanti ai suoi gladiatori può premiare o rovinare per sempre il futuro di uno scrittore. Un pollice su, boom di vendite. Un pollice giù, forse è meglio che ti cerchi un altro lavoro.

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Non c’era via di scampo.

È stato così per lunghissimo tempo. Quando la critica letteraria era l’unico mezzo a disposizione dei lettori per scegliere un libro. Certo, c’è sempre stato il passaparola. Madri che passano libri alle figlie. Padri che fanno lo stesso con i figli. Amici che condividono la stessa lettura. Librai, figura in via d’estinzione tanto rara quanto preziosa per la cultura, che sapevano dare i consigli migliori a ogni cliente. E poi c’era chi  aspettava gli inserti dei quotidiani o dei periodici dove Deus ex Machina della letteratura davano di fatto i voti alle ultime uscite.
Capitava, dunque, che un libro vedesse crescere a dismisura le vendite nelle giornate immediatamente successive alla pubblicazione della recensione. Mentre altri finivano nel dimenticatoio, abbandonati negli scaffali più impolverati delle librerie.

Gli autori dovevano fare i conti con stroncature che potevano valere una carriera. Se prima era solo la stampa ad assumere questo ruolo di censore della letteratura italiana e straniera, la crescita di radio e televisione hanno introdotto nuove modalità e nuovi strumenti di critica. Le formule cominciavano però a cambiare. Non solo figure considerate autorevoli potevano parlare di libri. A volte si invitava lo scrittore stesso a spiegare ai possibili lettori perché avrebbero dovuto scegliere il suo scritto. O a raccontarlo erano direttamente speaker e presentatori, dei quali gli spettatori si fidavano. Altrimenti non avrebbero seguito il programma.

L’approdo è stato un programma televisivo molto famoso del settore. Anticipato anche dall’omonima trasmissione radiofonica della Rai che ha tenuto compagnia ai radioascoltatori fino al 1955. Dall’inizio degli anni Sessanta e per un decennio, Luigi Silori per i libri, accompagnato da un comitato direttivo formato da personalità importanti della cultura dell’epoca, ha parlato di letteratura e scrittori. Lo stesso Silori presentava anche Libri per tutti, letture di brani selezionati, che andò a sostituire Uomini e libri, dello stesso autore.

Libri per tutti fu un programma di successo, (…) in cui contava più ciò che veniva detto di ciò che veniva mostrato.

Aldo Grasso nel suo libro dedicato alla storia della televisione italiana racconta così questa piccola rivoluzione, che portava nelle case degli italiani la letteratura. Come ha fatto in maniera innovativa da Per un pugno di libri, condotto dal 1997 da diversi personaggi famosi come Geppi Cucciari, Patrizio Roversi, Neri Marcorè, Veronica Pivetti. Un vero e proprio quiz a premi con protagonisti però i libri e i ragazzi delle scuole superiori. Un modo leggero e coinvolgente per invogliare nuovi lettori che da casa potevano appassionarsi alle sfide e, di conseguenza, al libro.

Un modo nuovo di parlare di libri.

Un nuovo modo di recensire la letteratura. Il critico letterario non è morto. È vivo e vegeto, con la sua penna pungente e tagliente. Deve però fare i conti con un nuovo modo di relazionarsi al suo campo d’azione. Perché la storia dei media è sempre in fermento. E dopo tv e radio, è ora di compiere un ulteriore passo in avanti.

Con internet le regole della critica letteraria cambiano ancora.

Da un lato i portali di e-commerce generalisti come Amazon o specializzati in letteratura propongono le recensioni degli acquirenti. Il passaparola da analogico diventa digitale. Stelline danno voti alle ultime uscite e ai libri più vecchi, mentre semplici utenti della rete danno i loro consigli a chi sta pensando di fare la loro stessa lettura. Un approccio decisamente diverso.

Ed ecco che cambia anche la figura del critico letterario. Se rimane la firma autorevole che sui quotidiani, cartacei e online, continua a dare giudizi e critiche ai libri che decide di recensire, nel frattempo si fanno strada due nuove figure. Book Blogger e Booktuber sono i nuovi punti di riferimento per gli appassionati della letteratura. Che sia su carta o in versione ebook, ovviamente.

Tutti possono diventare Book Blogger. Pochi possono diventare Book Blogger di successo.

In tutto il mondo è una figura che si sta diffondendo sempre di più. Scrivere di libri ai tempi di internet vuol dire principalmente condividere. Condividere una passione, un libro, un’idea, una critica, tramite tanti strumenti. L’articolo sul blog, la foto su Instagram, un tweet veloce su Twitter, un post su Facebook, un video su Youtube. Tanti canali comunicativi diversi, che si possono sfruttare per promuovere la letteratura.

passione
Photo by Ian Schneider on Unsplash

Giulia Ciarapica dal suo blog racconta il suo amore per i libri, proponendo spunti interessanti per nuove letture e presentandosi ai lettori su tutti i suoi canali social. “Voglio un uomo che mi guardi con la stessa passione con cui io guardo un libro” è il motto che leggiamo sul suo sito, che spiega cosa vuol dire per lei avere tra le mani un nuovo romanzo da leggere. Una passione così grande da volerla condividere con tutti.

Più ironico, invece, il claim che accompagna il sito di Tegamini, “Meglio dei video coi gatti“, che ci parla già dell’approccio più ironico, informale e rilassato di Francesca Crescentini, che sul suo sito promuove libri, racconta come cambia il mondo della letteratura, invoglia i lettori a condividere i loro romanzi preferiti. Mentre sui social, oltre a tutto questo, si racconta anche nella quotidianità, nelle cose che le piacciono, come gli unicorni e il suo gatto gigante, il suo Amore del cuore e il neo arrivato Minicuore… E ovviamente i libri.
Un approccio decisamente più rilassato, che a quanto pare piace molto. Ai Macchianera Internet Awards 2018 ha vinto l’Oscar della Rete come Miglior Sito Letterario. Vorrà pur dire qualcosa!

Altro fenomeno interessante è quello dei Booktuber.

Neologismo che nasce dalle parole Book, libro in inglese, e Youtuber che è una “persona di solito giovane, iscritta alla comunità del sito di condivisione YouTube, che carica video originali in cui si esibisce in una sorta di spettacolo personale, consistente nel commento più o meno scherzoso delle fasi del videogioco in cui è impegnata, nelle imitazioni di celebri cantanti pop e simili, ottenendo talvolta popolarità e successo commerciale“, come recita la Treccani.
Si capisce facilmente come promuovono la lettura. Lo fanno attraverso dei video in cui parlano dei nuovi libri letti, di quelli che hanno amato alla follia e di quelli che hanno odiato nel profondo del loro cuore. All’estero è una figura professionale molto attiva, un lettore attento e appassionato che conosce sia il mondo della letteratura sia quello di internet e dei social.

È, come il book blogger, un influencer del settore.

Anche in Italia abbiamo dei Booktuber di grande successo. Leda Muraro con il suo approccio semplice e diretto, quasi da amica che entra nelle nostre case dallo schermo del pc o dello smartphone, ma anche Matteo Fumagalli che dimostra una grande preparazione culturale accompagnata da uno stile brillante.
E gli scrittori come vivono questi cambiamenti repentini ed epocali? C’è chi si adatta ai tempi che corrono e pubblicano ringraziamenti a suon di condivisione social se qualche Book Blogger o Booktuber decide di consigliare al mondo della rete il suo libro, tra hashtag e cuoricini. E ci sono scrittori che non si rassegnano ai tempi che cambiano. E si chiedono come una bella ragazza che posta unicorni, gatti e selfie o ragazzi che pubblicano video su YouTube possano contribuire a diffondere il loro lavoro. Non fidandosi del potere degli unicorni e dei gattini, tra l’altro. Oltre che dei social. Una sfida a scacchi in attesa di chi sarà, tra le due parti, a dare scacco matto al re!

unicorni
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Dobbiamo rassegnarci. Anche il pubblico di lettori è cambiato. Se c’è chi è rimasto fedele alla critica dura e senza possibilità di replica di una volta, c’è chi, invece, sente di fidarsi di più di chi, oltre a condividere la propria passione per la lettura, decide di condividere anche altri aspetti e amori (o amori del cuore, per citare la sempreverde Tegamini) della sua vita.
C’è spazio per tutti nella rete. Basta non rimanerci imbrigliati decidendo di restare fermi.

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