Bruciare i libri, chi ha paura della cultura?

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Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini.
Heinrich Heine

1933. I Bücherverbrennungen sconvolgono il mondo. I roghi organizzati dai nazisti per bruciare i libri ritenuti contrari all’ideologia di Adolf Hitler sono una delle pagine più buie della nostra storia recente.
2019. La pecora elettrica, libreria di Centocelle, quartiere di Roma, brucia per la seconda volta. La prima il 25 aprile 2019. La seconda il giorno prima della riapertura. E i romani scendono in piazza per difendere il quartiere. E per difendere la cultura.

Libri bruciati

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Roghi di libri. Non solo i Bücherverbrennungen della Germania nazista.

Qual è il significato dei roghi di libri? Si tratta di uno strumento usato dalle autorità politiche e religiose per propaganda, per alimentare il fanatismo. Una forma di censura per chi si oppone alle idee di chi comanda.
I più celebri roghi di libri sono quelli della Germania nazista. Dal 1930 e fino al 1945 i Bücherverbrennungen hanno scritto pagine nere della nostra storia. I più famosi sono stati quelli della Bebelplatz di Berlino il 10 maggio 1933. Ma per tutta l’epoca nazista sono stati bruciati libri ritenuti immorali, contrari all’ideologia di Hitler, scritti da oppositori o da scrittori che appartenevano a etnie considerate non pure.

Ma nel corso della storia dell’umanità, purtroppo, sono stati molti i roghi che hanno coinvolto la cultura: libri, biblioteche, librerie dati alle fiamme. In guerra oppure no.

Roghi di libri nella storia.

Si parla di roghi di libri già nella Cina del 212 a.C., con l’uccisione di molti intellettuali.
Tristemente famosa la distruzione della Biblioteca di Alessandria: pare sia stata ordinata nel 642 dal generale Amr ibn al-As, al comando delle truppe arabe che avevano conquistato l’Egitto, per ordine del califfo Omar.
Girolamo Savonarola nel suo Falò delle Vanità il 7 febbraio 1497 distrusse a Firenze libri e opere artistiche perché ritenuti immorali.
L’Inquisizione in Messico diede alle fiamme nel 1562 manoscritti antichi dei Maya e degli Aztechi.
Sempre l’Inquisizione nel 1558 ha ordinato la distruzione dei libri contenuti in un elenco di titoli proibiti, perché contrari al Cattolicesimo. Giordano Bruno venne messo al rogo. Così come i suoi libri.
Nel 1961 la procura di Varese diede l’ultimo ordine legale in Italia per la distruzione di libri. A farne le spese Storielle, racconti e raccontini del marchese de Sade.
E ancora, il rogo di libri in Cile dopo il colpo di stato del 1973, quello in Argentina del 29 aprile 1976, ordinato per libri storici che avrebbero potuto “ingannare i nostri figli”. E si parla anche di un rogo dell’ISIS di 2000 libri dati alle fiamme a gennaio 2015, perché non in linea con i dettami dell’Islam.
Nel 2019, invece, ha fatto discutere la decisione della Polonia di bruciare i libri di Harry Potter, perché ritenuti da alcuni sacerdoti blasfemi.
E sempre nel 2019 l’Italia ha assistito a un  caso che fa discutere: le fiamme alla libreria di Centocelle Pecora Elettrica.

Roghi di libri

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La pecora elettrica. La libreria di Centocelle data alla fiamme.

Mentre a Berlino viene costruito un monumento per ricordare i roghi nazisti di libri, a roma una libreria viene data alle fiamme. Per la seconda volta. In soli sei mesi. Nel 2019.

Il 25 aprile 2019, Giorno della Liberazione, la storia libreria Pecora Elettrica di Roma era stata data alle fiamme.
Poco più di sei mesi dopo, alla vigilia di una riapertura molto attesa per il quartiere di Centocelle, i locali sono di nuovo andati in fiamme.
Due incendi che colpiscono al cuore e che hanno fatto scendere in piazza la popolazione del quartiere periferico romano, decisa a rimanere al fianco dei proprietari.

La libreria romana avrebbe riaperto i battenti proprio il giorno dopo, dopo mesi di chiusura a causa dell’incendio doloso del 25 aprile. Una bomba carta era stata lanciata contro il negozio che non solo vende libri, ma che rappresenta un punto di aggregazione per tutti gli abitanti di Centocelle.
I danni sono stati decisamente ingenti. Un’esplosione alle 3.20 del mattino del 25 aprile che ha distrutto i locali, ma che per fortuna non ha provocato danni alle case vicine o alle persone.
I proprietari in un post su Facebook si erano detti distrutti. Ma anche intenzionati a resistere. Perché “la cultura è liberazione“.

Il 6 novembre 2019, alla vigilia della riapertura, attesissima nel quartiere, un altro rogo, sempre intorno alle 3 di notte, alla libreria in via delle Palme. Gli inquirenti non escludono alcuna pista. Da una ritorsione degli spacciatori disturbati dal via via in quella zona a causa degli eventi organizzati alla pista politica.
A distanza di sei mesi ancora quell’odore acre di carta bruciata, di libri dati alle fiamme, di cultura andata in fumo. La libreria avrebbe riaperto grazie alla solidarietà di chi non ha mai abbandonato i suoi proprietari. Aiutati anche grazie a un crowdfunding.
Ma un nuovo atto vile ha impedito alla Pecora Elettrica di riaprire le sue porte alla comunità.

Libri antichi

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Chi ha paura della cultura?

Una domanda che sorge spontanea. Chi ha paura oggi della cultura?
Le zone periferiche delle nostre città sono sempre più spesso abbandonate. C’è chi prova a creare luoghi di socializzazione e di aggregazione per salvarle dalla malavita. O anche solo per dare delle opportunità ai cittadini.
Ma come sottolineato dal titolare Valerio Pasqualucci, ci si sente abbandonati dalle istituzioni. “Sembra che aspettino solo che ci sia un morto“.

Sui social tutti sostengono la Pecora Elettrica. E anche la popolazione di Centocelle è con loro, come ha dimostrato il corteo spontaneo nato in serata per far sentire la propria vicinanza. E la propria voce. Sottolineando di non essere più disposti a farsi sopraffare dal timore di metterci la faccia.
Perché contro l’odio e la paura, forse solo la cultura può essere un faro al quale aggrapparsi in un periodo storico che rischia di tornare uno dei più bui.

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Redazione i404

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