Finché ci saranno libri ci sarà speranza: aumentano i lettori in Italia?

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti2020, anno di grandi cambiamenti. Un virus ci ha costretti a casa e a rivedere le nostre abitudini. Anche in termini di come trascorrere il tempo libero a nostra disposizione. Che in alcuni casi era davvero tanto da gestire.
Ed ecco che, nello stesso anno in cui l’editoria, come numerosi altri settori produttivi, ha sofferto particolarmente, un barlume di speranza si accende: i lettori in Italia sono aumentati rispetto all’anno precedente.
Non tutto è perduto.

Quanti sono stati i lettori in Italia nel 2020?

A svelare i numeri è l’indagine “La lettura e i consumi culturali nell’anno dell’emergenza“, del Centro per il libro e la lettura (Cepell) del MIBACT e dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con Pepe Research.
A ottobre 2020 il 61% degli italiani aveva letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Contro il 58% del 2019 e il 55% del 2018. Oltre ai lettori appassionati del cartaceo, sono aumentati gli estimatori di ebook e audiolibri. Del resto, l’Istat ci informa che nella prima fase dell’emergenza sanitaria i libri sono stati la terza attività del tempo libero scelta dagli italiani. Con un numero più alto nella fascia d’età che va dai 18 ai 34 anni e di lettrici (44,3%) rispetto ai lettori di sesso maschile (35,5%).

Nell’anno del lockdown, 3,4 milioni di persone hanno dichiarato di aver comprato per la prima volta un libro online (dato che comprende anche i testi in formato digitale, che rappresentano più dei due terzi del totale degli acquisti).
Non mancano gli acquisti nelle librerie fisiche. Dopo una battuta d’arresto provocata da restrizioni e chiusure, si è passati dal 20% al 67% (nel 2019 la percentuale era più alta, toccando il 74%). Chi acquista in negozio ha le idee chiare sul volume da acquistare nel 33% dei casi, mentre il 23% si informa prima online e il 21% sui media.

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Foto di Jess Bailey su Unsplash

L’editoria, un settore in crisi a causa della pandemia

Nonostante i dati incoraggianti che riguardano il numero dei lettori, nel settore dell’editoria c’è stato poco da festeggiare nel 2020.
Nel 2019 abbiamo assistito a una produzione molto intensa di libri (dati Istat). In media ne sono stati pubblicati 237 al giorno, quasi 1,3 ogni mille abitanti. Due terzi rappresentano novità letterarie (58,4%), mentre il 33,1% ristampe e l’8,5% nuove edizioni. In termini di tiratura, novità e nuove edizioni rappresentano il 54,9% del mercato, mentre un terzo della tiratura totale è costituito da ristampe.

Nel 2020, purtroppo, la pandemia ha messo a dura prova soprattutto i piccoli editori. Il rapporto Produzione e lettura di libri in Italia pubblicato da Istat parla di un anno difficile e incerto, a causa dell’impatto del coronavirus. A maggio il 9% delle case editrici indipendenti pensava di chiudere entro la fine dell’anno, mentre il 21% lo riteneva probabile. 9 editori su 10 tra maggio e settembre prevedevano una perdita consistente del proprio fatturato, tra il 24,9% e il 32%. Ad arginare un po’ il problema, per fortuna, il numero crescente di lettori soprattutto durante il primo lockdown.

A soffrire di più le piccole case editrici, anche a causa della cancellazione degli eventi e delle fiere dedicati al settore, oltre che la perdita di contratti con clienti e fornitori. L’80% degli editori ha rinviato le uscite già in programma. Mentre il 55% ha cercato di rimanere a galla migliorando i canali di vendita online. Aspetto che, insieme alla consegna dei libri a domicilio e alla realizzazione di eventi sui canali social, è piaciuto molto ai lettori, che hanno premiato iniziative di questo tipo.

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Foto di Daniel Schludi su Unsplash

Il mondo dell’editoria e dei libri sta cambiando?

Ne è convinto Angelo Piero Cappello, direttore del Centro per il libro e la lettura:

I nuovi dati completano la fotografia di un mondo che sta mutando. Le novità, determinate dalla brusca accelerazione che la pandemia ha imposto, saranno oggetto di ulteriore analisi: è infatti fondamentale utilizzare al meglio i dati raccolti dall’indagine per ideare e realizzare progetti e soluzioni sempre più in linea con le esigenze dei lettori e le tendenze di un mercato in continua evoluzione.

Ricardo Franco Levi, presidente AIE, parla invece di nuove sfide per l’editoria che in questo 2021, ancora caratterizzato dalla pandemia, ma anche dall’arrivo dei vaccini, potranno essere una spinta per accelerare processi di cambiamento già messi in moto nell’anno appena concluso.

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