Decamerone 2020. La vita riparte da Giovanni Boccaccio

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Il Decamerone di Giovanni Boccaccio, un’opera che ai tempi del Coronavirus torna di grande attualità.
Sette donne e tre uomini che per 10 giorni scappano dalla peste nera raccontandosi storie, racconti, novelle.
Per sopravvivere a quel clima di estraniamento e smarrimento. Che proviamo anche noi oggi, soprattutto nelle zone più colpite dal Covid19.

Ed ecco che, allora, per non arrendersi alla noia e per non cedere alla paura c’è chi ripropone il modello di Boccaccio. Con la letteratura in prima fila per aiutare a superare anche questa sfida. Che sta mettendo a dura prova l’Italia e gli italiani.

decamerone 2020

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Cos’è il Decamerone.

Il Decameron o Decamerone (che dal greco antico significa “di dieci giorni”) è una raccolta di cento novelle che Giovanni Boccaccio ha scritto tra il 1349 e il 1351, poco dopo la peste nera che ha sconvolto l’Europa.
È considerata una delle opere fondanti del Trecento italiano ed europeo. Che di fatto ha influenzato molti altri letterati dell’epoca e successivi. Scritto in volgare italiano, il libro racconta la società dell’epoca, i valori, gli ideali, attraverso un gruppo di 10 ragazzi (7 donne e 3 uomini) che per 10 giorni scappano da Firenze e dalla peste nera. E che per passare il tempo a turno si raccontano delle storie.
I 10 protagonisti appartengono tutti a classi sociali elevate. Scappano in campagna per sperare di sopravvivere alla peste. Nei 10 giorni raccontati nel Decamerone il gruppo si dà delle regole, con un re eletto ogni giorno che sceglie il tema della giornata. Tranne il primo e nono giorno, a tema libero.

100 storie diverse tra loro che raccontano la società nelle sue mille sfaccettature. Offrendo un piccolo scorcio di come si viveva all’epoca. E di come l’essere umano può essere in grado di risollevarsi anche da un evento catastrofico e tragico come la peste nera. L’umanità sa sempre come risollevarsi. E questi giovani dimostrano che nonostante le avversità che la vita pone sul cammino c’è sempre un modo per ricominciare. Per non arrendersi e per ritornare a vivere la vita in modo dignitoso e ricco. Senza abbattersi.
Non è un caso se tra i protagonisti sono più le donne degli uomini. Giovanni Boccaccio ha sempre nutrito un rispetto profondo per l’universo femminile. Il Decamerone è in gran parte dedicato a loro. Nel Trecento erano le donne le persone che leggevano di più. Anche se, come accade oggi, erano vittime di pregiudizi. Proprio per il fatto di essere nate donne.

storie

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Il Decamerone 2020 ai tempi del Coronavirus.

Nel 1300 era la peste nera a fare paura. Oggi è il Coronavirus, che anche in Italia ci sta chiedendo di ripensare le nostre abitudini. A scuola, con lezioni online e smart school, e al lavoro abbracciando finalmente modalità di smart working che possono avere molti benefici.
C’è chi ha pensato proprio al Decamerone come via di fuga da una quotidianità spezzata e devastata da provvedimenti utili a contenere il contagio del virus. Con analogie con la situazione dalla quale fuggivano i 10 ragazzi fiorentini e gli italiani di oggi alle prese con zone rosse, quarantene, isolamento, necessità di stare di più a casa, senza troppi contatti sociali.

Decameronchallenge per i ragazzi di Lodi.

Una professoressa di Lodi ha lanciato la #decameronchallenge, per sopravvivere alla paura e alla quarantena.
Laura Tagliaferri insegna alle scuole medie Spezzaferri di Lodi, vicino all’epicentro del contagio. Per coinvolgere i suoi ragazzi in questo periodo di chiusura delle scuole non ha adottato solo l’insegnamento a distanza. Ma ha deciso anche di proporre un Decamerone 2.0, grazie a Whatsapp.
Ogni giorno nella chat di classe lancia il tema della giornata: ad esempio gli amori e il lieto fine. Prima racconta una novella di Boccaccio e poi permette agli studenti di inventare una storia dedicata al tema del giorno, condividendola poi tramite messaggio vocale. La migliore viene premiata ogni giorno.
I ragazzi sono invitati a recitare le loro storie, in quello che è di fatto un Decameron digitale.
Al termine le prove verranno valutate. Non con voti, ma con note di merito sul registro elettronico.

Decamerone 2020, l’iniziativa di una libreria di Torino.

C’è una libreria di Torino che, invece, ha deciso di usare Facebook. E ogni ora, ogni giorno, pubblica un video perché la cultura deve andare avanti.
La pagina Facebook Decamerone 2020 per 10 giorni pubblicherà le novelle di Giovanni Boccaccio dalla Firenze in preda alle peste. Tutti siamo costretti a stare a casa e a ridurre i contatti. Ma questo non vuol dire che dobbiamo vivere isolati. A differenze dell’Italia del ‘300 e del ‘600 oggi abbiamo la tecnologia che ci aiuta a continuare a vivere. E a leggere.
La libreria Luna’sTorta ha lanciato un’iniziativa che ha già raccolto attori, scrittori e artisti che hanno registrato video mentre interpretano una delle novelle di Boccaccio. E ci sono già tanti “lettori digitali”, che seguono le narrazioni via Facebook.
Così chi è costretto a casa non deve per forza rinunciare alla cultura.

libri antichi

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La lettera di un preside ai suoi studenti.

E poi c’è la lettera di un preside ai suoi studenti.
Domenico Squillace, preside del liceo scientifico Volta di Milano, ha deciso di scrivere ai suoi ragazzi per infondere loro coraggio in un momento storico molto delicato come quello che stiamo vivendo. Citando un’altra grande opera letteraria italiana. I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia…
(Capitolo 31 dei Promessi Sposi)

Da qui parte il preside, dal capitolo dell’opera manzoniana che tratta dell’epidemia di peste che si è abbattuta su Milano nel 1630. Un testo moderno, attuale, che potrebbe essere ambientato ai giorni nostri.
Parla di razzismo, scontri con le autorità, ricerca del paziente zero o dell'”untore”, caccia a chi è malato, razzie di beni necessari, rimedi improbabili, voci che corrono prive di fondamento, emergenza sanitaria. Era il 1630. Sembra il 2020. Così come il 2020 sembra il Trecento narrato da Boccaccio.
La storia e la letteratura servono a comprendere più che mai la realtà in cui viviamo. Per evitare di commettere gli stessi errori del passato.

Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale.

Un grande insegnamento quello del preside ai suoi alunni. E un grande insegnamento per tutti noi.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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