La cultura per vincere la paura. Scrittori al servizio dei piccoli e lezioni per i bambini costretti a casa per il Coronavirus

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Bambini a casa nelle regioni colpite dal Coronavirus. E anche in quelle vicine, in alcuni casi. Genitori alle prese con nonni, baby sitter e altre soluzioni per poter comunque andare al lavoro, a meno di non vivere nella zona rossa.
Cosa far fare ai piccoli costretti a una vacanza forzata anche per vincere la paura che di fronte all’epidemia di Coronavirus può essere giustificata soprattutto nei bambini?

Alcuni scrittori per bambini hanno deciso di lanciare delle “lezioni sul sofà“. Storie lette, giochi e altri modi per intrattenerli con intelligenza. Per non lasciarli in balia di tablet, smartphone e videogame. Per permette ai bambini di imparare che la paura si vince con la cultura.

Lezioni sul sofà

Photo by Ben White on Unsplash

Lezioni sul sofà.

Scuole chiuse. Lezioni sospese. Genitori in preda al “panico” perché non sanno a chi lasciare i propri figli. Intimoriti dal fatto che possano trascorrere le loro giornate con lo sguardo perso in smartphone e tablet. O dentro ai loro videogame preferiti.
In loro soccorso arrivano alcuni scrittori italiani. Quegli stessi autori che ogni tanto le scuole ospitano in incontri di lettura e di “Adotta l’autore“, per promuovere l’amore per i libri sin dalla più tenera età. Autori di libri per ragazzi e per bambini che in brevissimo tempo hanno dato vita a un’alternativa pensata per tutti quei minori (e non solo loro) costretti a casa per cercare di fermare i contagi del Coronavirus.

Lezioni sul sofà è un’iniziativa nata grazie a Matteo Corradini e Andrea Valente, scrittori spesso premiati per i libri dedicati al mondo dell’infanzia. Hanno chiamato alcuni colleghi e amici scrittori, creando in pochissimo tempo un sito internet in cui mettono a disposizione i loro racconti. Così tutti i bambini costretti a casa nelle regioni in cui le scuole sono state preventivamente chiuse possono trascorrere le loro giornate in ottima compagnia. Imparando qualcosa e sognando. E sconfiggendo anche la paura, potendo svolgere un’attività che spesso fanno scuola. Rendendo così la loro quotidianità più normale e confortante, in un momento in cui paura e sconforto potrebbero avere il sopravvento.

Sul sito si può accedere gratuitamente a storie per bambini, poesie, filastrocche, giochi, audio, video, racconti. Così da tener compagnia in modo intelligente a tutti quei ragazzini chiusi tra quattro mura in questi giorni di emergenza.
Matteo Corradini vive vicino alla zona rossa e sa bene cosa vuol dire essere isolati.

C’è in giro un virus che si chiama Corona. Le scuole sono chiuse. In giro consigliano di non andare. Come fare a scacciare la noia? Ci pensiamo noi scrittrici e scrittori italiani: facciamo noi lezione! Sulle cose più diverse, su quelle che ci piacciono, su quelle che vi piacciono, su quelle che non conoscevate, e su quelle che amate. Sono lezioni a casa, sono lezioni sul sofà.
(Matteo Corradini)

Online sono già disponibili le storie di Bernard Friot, Giorgio Scaramuzzino, Silvia Bonanni, Giorgio Scianna, Vichi De Marchi e tanti altri. Che non lasceranno mai soli i nostri ragazzi. Aiutandoli a sognare, distrarsi, imparare.
Il sito è stato letteralmente preso d’assalto. A dimostrazione che la cultura vince sempre.

Smart School

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Lezioni online e smart school.

E il problema delle scuole chiuse non riguarda solo come intrattenere i bambini in modo intelligenti in questi giorni di stop forzato. Come si fa con le lezioni?
C’è già chi teme che la sospensione delle lezioni possa impedire agli istituti scolastici di raggiungere i canonici 200 giorni necessari per rendere l’anno scolastico valido. Gli esperti sottolineano che visto che si tratta di emergenza sanitaria e visto che le lezioni sono sospese per cause di forza maggiore, i giorni non saranno recuperati dopo la fine delle scuole prevista dal calendario regionale. Quindi l’anno scolastico sarebbe valido anche se non si raggiungono i 200 giorni di attività.

Ma come si fa con i programmi? E con la preparazione degli studenti? Si rischia di rimanere indietro, anche in vista degli esami di Maturità 2020 in programma a giugno.

La scuola ai tempi del Coronavirus.

La scuola ai tempi del Coronavirus usa la tecnologia. E internet. Ragazzi e insegnanti delle zone isolate in Lombardia e dove le scuole potrebbero rimanere chiuse a lungo si cerca di correre ai ripari.
Molte le scuole che hanno già attivato lezioni online. Per una smart school che si fa a distanza. In caso di emergenza o di calamità è un modo non solo per non perdere tempo. Ma anche per dare normalità ai nostri ragazzi. Le attività didattiche possono essere organizzate su piattaforme come Edmodo e Google Classroom, come racconta Eleonora Preti, insegnante presso l’Istituto Perlasca di Bareggio:

Carico video lezioni, esercizi da svolgere singolarmente o a piccolo gruppo senza bisogno di trovarsi fisicamente a svolgerli, attività di recupero e approfondimento. Certo, siamo costantemente connessi e per certi versi manca l’aspetto dell’interazione dal vivo, ma devo dire che anche chi di solito in classe è meno reattivo, sta rispondendo bene. In questo modo si sentono supportati e non abbandonati al loro destino.

Massimo Camocardi, insegnante dell’Istituto Gobetti a Trezzano sul Naviglio, aggiunge che è ora di “dare una segnale: la scuola è aperta anche se virtuale. Non dobbiamo essere immersi in questo silenzio plumbeo con un virus che aleggia, ma possiamo continuare a imparare”. E la tecnologia aiuta. Lui si alza alle 5 per far trovare pronte le lezioni quando i bambini si svegliano e si preparano come se dovessero uscire di casa e andare fisicamente a scuola. Ma in questo caso la classe è virtuale. E non li lascia soli.

Le piattaforme già disponibili sono molte. E sono gratuite. Anche il Miur, il Ministero dell’Istruzione, sta pensando alle lezioni a distanza, prendendo spunto da modelli che sono già stati attivati da alcune scuole italiane che hanno preso da sole l’iniziativa.

A Bari i compagni di un ragazzo che si era auto messo in quarantena dopo essere rientrato da Milano, dove aveva partecipato alle preselezioni per la Bocconi, hanno deciso di non lasciarlo solo. E grazie a Whatsapp e a un telefonino messo sul primo banco gli hanno permesso di seguire le lezioni a distanza.

Perché il mondo non si ferma per il Coronavirus. Così come non si deve fermare la nostra vita. E la vita dei n ostri ragazzi!

scuole chiuse

Photo by Geronimo Giqueaux on Unsplash

La tecnologia al servizio della cultura.

E mentre le scuole sono chiuse, così come sono chiusi anche i musei e le biblioteche, la cultura si fa spazio sui mezzi di comunicazione moderni. A dimostrazione che la tecnologia può essere il motore di un cambiamento profondo nella nostra società. E che può essere usata per diffondere cultura.
Quella stessa tecnologia che spesso viene criticata, soprattutto quando viene utilizzata dai bambini. Se pensata e ideata per venire incontro alle loro reali esigenze, con modalità di fruizione sicure e contenuti idonei, la tecnologia può aiutare la cultura a sconfiggere la paura. E anche a sconfiggere odio, razzismo, discriminazioni, disparità di accesso al sapere.

La cultura ci salverà dalla paura. Dalla paura di un virus sconosciuto che però ha una letalità bassissima e nella maggior parte dei casi presenta sintomi paragonabili a quelli di un’influenza. Ma anche dalla paura di rimanere isolati. Di restare soli. La cultura può essere uno strumento forte in queste e altre situazioni che richiedono una reazione forte, decisa e veloce. E lo deve essere oggi più che mai per i nostri ragazzi. Per armarli di uno scudo che servirà loro per il resto della vita.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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