La gallina retorica: quando il design riesce a unire scienza e filosofia

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Redazione i404
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Photo by Daniel Tuttle on Unsplash

Il paradosso dell’uovo e della gallina ha sfidato per più di due millenni il fior fiore dei pensatori e degli scienziati del vecchio mondo: dal filosofo greco Aristotele a quello francese Diderot fino ai ricercatori dell’Università di Shieffeld (Regno Unito), che nel 2010 hanno scoperto la proteina OV-17 necessaria per la formazione del guscio dell’uovo, dando finalmente una risposta scientifica alla domanda: “È nato prima l’uovo o la gallina?”.

Alle galline e, soprattutto, alle uova di gallina, si è fortemente ispirato anche il mondo dell’arte. Si pensi alla straordinaria opera d’arte del V secolo “Chioccia con i pulcini”, o “Pitta di Teodolinda”, conservata nel Museo del Tesoro del duomo di Monza; o alle incredibili “Uova di Fabergè”, a partire dal 1885 dono di tradizione pasquale voluto dallo zar Alessandro III di Russia per la moglie Maria Fëderovna; o ancora all’immortale poltrona “Egg Chair”, realizzata nel 1958 dall’architetto e designer danese Arne Jacobsen. Per non tacere di pitture, sculture, lampade, mobili, borse, zaini, occhiali, carrozzerie di automobili… Per oltre due millenni l’uovo ha dato vita, da protagonista, a pensieri e opere.

Nasce la gallina retorica

Ma è nel 2021, complice probabilmente il tempo dilatato dalla pandemia da Covid-19, che una coppia di designer attiva sulla sponda dell’Adriatico prova a dare un senso compiuto al ragionamento circolare sulla primazia dei due oggetti del contendere. Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano, titolari del marchio Arago Design, che identifica i prodotti realizzati dall’Officina delle Invenzioni di Pescara, non seguono l’ipotesi scientifica e tanto meno quella filosofica ma, come già fatto nella realizzazione della musa ovina (la pecora dal manto ornato con la classica texture delle coperte di lana abruzzesi), prediligono quella che definiscono la “terza strada”: la leggerezza popolare.

La gallina retorica aperta, a destra l’uovo contenuto al suo interno (Arago Design)

La Gallina retorica non è che uno scrigno che dondola ma resta sempre in piedi: realizzato in ceramica, custodisce al suo interno il meccanismo segreto dei fenomeni apparentemente impossibili. È mosso dallo stesso meccanismo che alimenta e ri-alimenta il moto oscillante delle domande affascinanti e irrisolvibili, che ci accompagnano nel cammino di crescita e passaggio dall’infanzia all’età adulta ed è pronto a fare spazio al suo interno, ai ricordi e agli oggetti preziosi di chi lo sceglierà. “Un contenitore legato alla nostra memoria contadina, ma estremamente moderno perché invita alla riflessione e sfida la materia di cui è fatto”, spiegano Elisabetta e Dario.

“Le domande più complesse nascono inaspettatamente dall’osservazione dei fenomeni più vicini alla quotidianità, oppure da un oggetto, apparentemente semplice, come vogliamo dimostrare con la nostra Gallina retorica a cui abbiamo voluto dare una forma e un’anima, capaci di sfidare l’avventurosa ricerca di significati, di indurre a pensare. La filosofia (l’interesse per la conoscenza), germoglia davanti agli occhi di tutti, qualunque sia la ricchezza culturale posseduta. Di fatto è sufficiente esistere, per imbattersi prima o poi in qualcosa (naturale o artificiale) che stimoli una domanda “più grande di noi”. Il passo successivo, ovvero la ricerca della risposta, rappresenta la vera azione distintiva tra un individuo e l’altro, ma in questa circostanza ci soffermeremo sull’insorgere della Domanda, poiché questo è il momento vissuto da tutti in cui cambia la percezione del Mondo intorno a noi”. La realizzazione della Gallina retorica “è stato un cammino difficile, ma affascinante, perché non puntava a risolvere quesiti esistenziali, a dare risposte, ma a regalare l’emozione della domanda e la meraviglia di una scoperta costante”.

Dario Oggiano, Elisabetta Di Bucchinanico e la gallina retorica (Arago Design)

Riformulazione contemporanea del paradosso: proteine o Dna?

È comparso prima l’acido desossiribonucleico (DNA) o la proteina? La questione, che nel recente passato ha impegnato le ricerche di scienziati genetisti ed evoluzionisti, ricorda molto il paradosso dell’uovo e della gallina. Il DNA è il depositario dell’informazione genetica degli esseri viventi, e queste informazioni sono essenziali per la produzione di proteine, molecole responsabili della gran parte delle funzioni che sono alla base dei processi conosciuti come “vita”. Perché possa avvenire la produzione di proteine a partire dal DNA, tuttavia, è necessaria la contemporanea presenza di altre proteine (gli enzimi) senza le quali tale processo di traduzione non può avvenire. Inoltre, in condizioni normali, il DNA stesso degrada in fretta se non è legato a specifiche proteine, e la sua replicazione è di fatto impossibile. Quindi come possono esistere le proteine se non sintetizzate in base alle informazioni codificate nel DNA?

La Gallina retorica (studio Arago Design)

Questo paradosso ha impegnato gli scienziati per molti anni, e una possibile soluzione è giunta solo in tempi recenti, con la scoperta dei ribozimi, molecole di acido ribonucleico (RNA) capaci di immagazzinare informazione genetica al pari del DNA, ma dotate anche di capacità catalitiche proprie degli enzimi. Questa scoperta potrebbe aver risolto anche questo paradosso, aprendo inoltre la strada alla teoria del mondo a RNA – precedente al DNA e alla nascita stessa della vita – una teoria che, seppur convincente, è ancora allo studio. La più recente scoperta dell’acido ribonucleico messaggero (mRNA) ha permesso alla scienza di trovare rapidamente un vaccino che contrasti il Nuovo Coronavirus, responsabile della pandemia da Covid-19.

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