Nessuno dimentichi la cultura nella lotta al cambiamento climatico

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

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cultura cambiamento climatico
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La cultura può diventare uno degli strumenti utili all’umanità nella lotta contro il cambiamento climatico. Ne è sicuro Dario Franceschini, attuale ministro italiano per i beni e le attività culturali e per il turismo. Così come sono concordi con lui tutti gli altri colleghi che hanno partecipato agli incontri del G20 dedicati. La cultura contro il cambiamento climatico è alla base di una serie di accordi presi dai ministri del G20.

Cop 26, Dario Franceschini: la cultura può aiutare a combattere il climate change

In occasione dell’apertura dei lavori della conferenza “International Cultural Heritage, Adaptation and Resilience: from Rome to Glasgow”, evento inserito all’interno della Cop26 di Glasgow, in Scozia, il nostro ministro della Cultura ricorda quanto sia importante che tutti i settori agiscano per un bene comune finale che è la lotta al cambiamento climatico.

musei italiani
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«Tutti noi ricordiamo il 2020 come un anno di cambiamento. Un cambiamento determinato dalla pandemia e che continua a essere creato dal cambiamento climatico. Oggi siamo impegnati nella ricerca delle soluzioni per gestire questi cambiamenti, che non possono essere individuate da soli. Per questo motivo la presidenza italiana del G20 ha mobilitato la comunità internazionale riguardo la protezione del patrimonio culturale e la promozione della diversità culturale, invitando a Roma i Ministri della cultura G20 all’insegna del motto “La Cultura unisce il mondo”».
Queste le parole del ministro, che aggiunge poi che da questo incontro è nato un documento storico: la Dichiarazione di Roma del Ministri della Cultura G20, che rappresenta un intento comune per integrare la cultura nelle economie nazionali mettendola al centro di una crescita sostenibile e armoniosa che passa anche attraverso il settore culturale.

Cos’è la Dichiarazione di Roma del Ministri della Cultura G20

Si tratta di un documento firmato all’unanimità dai ministri del G20 della Cultura. Secondo Dario Franceschini non è una dichiarazione simbolica, ma un documento in 32 punti studiato e condiviso per mesi tra i diversi Paesi partecipanti. Un vero e proprio punto di inizio che «introduce la Cultura nei lavori del G20, riconoscendone il valore economico. Abbiamo ottenuto, inoltre, l’impegno di tutti i Paesi membri nella creazione di forze per l’intervento a protezione del patrimonio culturale a rischio nelle aree di crisi».
Il documento è stato visionato da ministri e delegazioni dei 20 Paesi partecipanti, oltre che da organizzazione internazionali come Unesco, Ocse, Consiglio d’Europa, Unione per il Mediterraneo, Iccrom, Icom, Icomos e molti altri ancora.

Obiettivo della dichiarazione è tutelare e promuovere la cultura e i settori creativi, che possono diventare strumenti utili a una crescita sostenibile ed equilibrata. Un documento importante in un periodo storico caratterizzato da una pandemia che ha messo a dura prova tutto il comparto. E non solo in Italia.
Scopo della sottoscrizione da parte dei Paesi membri è quello di riconoscere l’impatto sociale della cultura, promuovere la parità di genere, l’inclusione sociale e l’emancipazione femminile. Ma anche sostenere la salute e il benessere, proporre pratiche di produzione e consumo più sostenibili, per migliorare la qualità della vita di tutti. Inoltre si dovrà lavorare per tutelare il patrimonio culturale da ogni rischio, anche quelli derivanti dal degrado ambientale e dai cambiamenti climatici. Un punto cruciale in sostegno di ogni obiettivo dell’Agenda 2030, nei quali la cultura può e deve avere voce in capitolo.

arte
Photo by Diane Picchiottino on Unsplash

Gli strumenti della cultura al servizio del pianeta

Dario Franceschini ha ricordato come tutti i ministri della Cultura del G20 che hanno accolto il suo appello hanno sottolineato quanto sia necessario trasformare gli strumenti culturali in un sostegno per combattere la crisi climatica e promuovere in tutto il mondo lo sviluppo sostenibile.
Secondo il ministro i musei e tutte le istituzioni culturali possono avere un ruolo fondamentale per poter diffondere in primis consapevolezza sul cambiamento climatico. Senza dimenticare l’importanza dell’uso della tecnologia che può mettersi «al servizio del controllo degli effetti del cambiamento climatico sui siti culturali».

Franceschini ricorda come l’Italia abbia colto l’opportunità di sfruttare i fondi del programma Next Generation per dare vita al Centro Nazionale per la tutela del patrimonio culturale dai disastri naturali o provocati dall’uomo.

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