Torneremo al cinema. Ma solo per fare i vaccini

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiQuanto vi manca sgranocchiare pop corn in una sala gremita di persone sconosciute che come voi hanno deciso di vedere nello stesso momento lo stesso titolo? I cinema sono chiusi praticamente da un anno. E quella che è un’esperienza sociale, lontana anni luce dalla visione di un film in streaming tra le mura domestiche, potrebbe essere tra le ultime a riprendere in questa che sembra essere un’emergenza sanitaria senza fine.

Torneremo al cinema. Anzi, il cinema tornerà a regalarci quella normalità che ci manca. Mettendosi a disposizione della ripresa. Molte sale hanno già annunciato che sono disponibili ad aprire oggi le proprie porte per permettere una sicura vaccinazione di massa. Al fine di poterle spalancare domani per accogliere di nuovo gli spettatori in tutta sicurezza.

Dove fare i vaccini: le sale cinematografiche si fanno avanti

A novembre 2020, quando ancora non avevamo certezze sull’avvio della campagna vaccinale, la virologa Ilaria Capua aveva suggerito di somministrare i vaccini nei cinema e nei teatri, oggi ancora chiusi e vuoti. La soluzione migliore, dal momento che questi spazi già esistono e consentono un’organizzazione nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza. Senza dimenticare che sarebbe un modo ottimale per sostenere uno dei settori economici che durante la pandemia ha sofferto di più.
A distanza di mesi, con le prime dosi agli operatori sanitari già somministrate e la partenza della campagna in molte regioni anche per gli over 80 anni, le sale cinematografiche si mettono a disposizione per ottenere la massima copertura nel minor tempo possibile. E in strutture già esistenti, per le quali basta poco per essere adattate a centri vaccinali.

norme anti-contagio

Foto di Caroline su UnsplashI vantaggi sono molti. Le aree delle sale cinematografie sono ampie, condizionate, arieggiate. Hanno già le condizioni per ospitare le dosi di vaccino che devono essere conservate in frigoriferi a bassissime temperature. E sono al momento inutilizzate. Praticamente da marzo scorso, tranne brevi riaperture in estate, i cinema non hanno riaperto i battenti, ma si sono già dotati di tutte le misure di sicurezza che renderebbero questi luoghi ottimali per ospitare il processo di vaccinazione.

Alla ricerca di luoghi per la grande vaccinazione di massa

UCI Cinemas ha già contattato le autorità sanitarie regionali e locali per mettere a disposizione le multisale del circuito e renderle sedi della campagna di vaccinazione. Il gruppo ha 42 cinema con più di 400 sale in tutta Italia. E se a queste si aggiungessero altri grandi nomi dell’industria dell’intrattenimento, ma anche sale più piccole e teatri, si potrebbe avviare una macchina più veloce. Del resto già in altri paesi del mondo si fa così. Il gruppo ODEON Cinemas Group (di cui fa parte UCI), ad esempio, si è già messo a disposizione delle autorità sanitarie in diverse nazioni.

In queste ore tutte le Asl cercano spazi per creare punti di somministrazione dei vaccini Pfizer-BionTech e Moderna, in attesa delle dosi di AstraZeneca. Perché se finora sono stati vaccinati i sanitari all’interno degli ospedali e gli anziani delle RSA nelle strutture che li ospitano, servono ora luoghi per la grande vaccinazione di massa che prenderà il via a breve.
La Regione Lazio pensa a palestre, cinema e teatri chiusi per l’emergenza, luoghi inusuali ma che potrebbero tornare utile per uscire il prima possibile dall’emergenza. Ma si ipotizza anche il ricorso alle caserme e alle discoteche, che si sono fatte avanti in tal senso tramite il sindacato Silb.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’Asl di Genova che vorrebbe sfruttare cinema, teatri, palestre e anche palazzetti. Seguendo anche l’esempio del governo britannico che ha annunciato che potrebbe ricorrere persino agli stadi e ai luoghi di culto.

cinema vuoto
Foto di Angel Origgi su Unsplash

I cinema sono in crisi

La pandemia ha messo in ginocchio l’intero settore, per la prolungata chiusura delle sale. Secondo i dati della Cinetel, nel 2020 si è registrato un calo di più del 71,3% per gli incassi e di più del 71% per le presenze. Dall’8 marzo 2020 il mercato ha registrato il 93% in meno di incassi e presenze rispetto all’anno precedente. Solamente un ritorno alla normalità in tempi ragionevoli potrebbe garantire un minimo spiraglio di ripresa in un 2021 che è iniziato sempre all’insegna delle chiusure. E aiutare a trovare la via d’uscita, mettendosi a disposizione per la campagna di vaccinazione di massa, potrebbe essere la soluzione migliore.

Anche perché c’è già chi ipotizza, come per i viaggi aerei, un patentino anche per andare al cinema e al teatro, dimostrando di aver eseguito la vaccinazione anti Covid.
Vincenzo De Luca, Governatore della Campania, in una sua diretta social del venerdì parla di tessera da consegnare a tutti i cittadini vaccinati, dopo il richiamo, così si potrà presto tornare a vedere un film in una sala cinematografica in tutta sicurezza o a mangiare al ristorante. La famosa patente di immunità che pare fosse al vaglio del Governo, per garantire l’accesso a tutti i luoghi pubblici a maggior rischio contagio solo a chi ha fatto il vaccino.

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