Le mestruazioni nel cinema: dal filmato educativo di Walt Disney, all’Oscar del cortometraggio in India

Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

È il 1946 e Walt Disney realizza The Menstruation Story.

Prodotto per la Kotex, una marca di assorbenti igienici americana, il cortometraggio educa le ragazze ai vari cicli della vita, rassicurandole sulla normalità delle mestruazioni, non lesinando anche l’uso di termini tecnici come “tube di Falloppio” e “ghiandola pituitaria”.
Il motto del film è la frase “There’s nothing strange or mysterious about menstruation”, non c'è nulla di strano o misterioso riguardo alle mestruazioni.
Il sangue viene raffigurato in bianco invece che in rosso e alla fine si invita le ragazze a non scatenarsi in danze e tenere un femminile contegno, ma se pensiamo che era il 1946 e ancora oggi si dice che se hai il ciclo non puoi fare una serie di cose, tra cui innaffiare le piante o fare il pane, forse non è neanche così antiquato e moralistico.
Con il corto si ha anche la prima apparizione sugli schermi del termine vagina, vocabolo che spesso non usiamo neanche oggi nell’advertising del settore.
Oltre l’obiettivo educativo, c’era un chiaro intento commerciale: sgominare la concorrenza dei Tampax, tanto che alla proiezione nelle scuole del film si abbinava la distribuzione di depliant.

Nel ‘79 arriva un altro cortometraggio: All women have periods.

Questa volta il sangue si vede senza allusioni. Ma sui termini si è invece davvero molto cauti. E quella che prima era stata nominata vagina, ora diventa un’apertura fra le gambe, “opening between her legs".

Protagonista del filmato è una ragazzina con sindrome di Down, che chiede alla madre, al padre e alla sorella che cosa sono le mestruazioni. La domanda viene soddisfatta dalla sorella maggiore, che le fa un tutorial completo in bagno. Ogni cosa nel film è spiegata 4 volte. Per la serie repetita iuvant.

Nel 2014, si fa ironia con First Moon Party.

È uno spot tv realizzato per l’azienda HelloFLo, e-commerce specializzato in tamponi femminili, spediti direttamente a casa, per evitare alle donne l’incombenza di “acquistare, trasportare, mimetizzare” gli assorbenti. Fra i prodotti anche un kit per il primo ciclo, corredato di materiale informativo, per aiutare ragazze e genitori in questo passaggio.
Lo citiamo perché il punto di vista è interessante.
Protagonista una ragazzina, che decide di falsificare, in modo un po’ rocambolesco, l’arrivo delle mestruazioni, probabilmente un po’ invidiosa del fatto che tutte le sue amiche lo avevano.
La madre, che capisce al volo, decide di punire la sua spavalderia organizzando un party per festeggiare l’evento in cui invita davvero tutti.
Il filmato è comico e le allusioni sono sarcastiche ma anche molto evidenti.
Oltre 46 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Dall’America, all’India. Tre pellicole interessanti sul tema mestruazioni.

Solo il 10% delle donne indiane usa un assorbente.
Le mestruazioni sono un vero tabù. Le donne fanno fatica a parlarne, gli uomini spesso non sanno cosa sono o fingono di non saperlo.
Se hai il ciclo non puoi entrare nel tempio a pregare, non puoi andare a scuola. Fin da piccole si viene indottrinate a pensare che il ciclo sia simbolo di inadeguatezza, equiparabile ad una malattia.
Ecco perché un assorbente può diventare un simbolo rivoluzionario di emancipazione.
Pad man è emozionante. È la storia vera di un uomo indiano che, per amore per la moglie, supera molte sfide, umiliazioni e resistenze da parte dell’opinione pubblica, introducendo assorbenti igienici a basso costo. E libera 5 milioni di donne indiane.

Sulla stessa scia il cortometraggio Period. End of Sentence (in Italia Il ciclo del progresso).
La trama si svolge nelle campagne dell’India, dove un gruppo di giovani donne coraggiose di un piccolo villaggio iniziano a produrre assorbenti a basso costo. Per rendersi indipendenti economicamente e liberarsi dal ruolo limitante in cui erano state confinate.
La storia vince l'Oscar come miglior cortometraggio.

Dall’India, infine, un altro cortometraggio: Periods. Quasi 4 milioni di visualizzazioni su YouTube.
Protagonista una giovane donna che vive con sua madre e suo marito, raccontata in una situazione casalinga quotidiana. La donna soddisfa ogni minima esigenza degli altri due: dal portare giornale e tè alla mamma, il caffè al letto al marito, poi l’asciugamano mentre lui è sotto la doccia, finché sbotta e manifesta la sua insofferenza nel dover pensare a tutto, quando patisce i dolori delle mestruazioni. Nel non sentirsi considerata, compresa. E allora la situazione si ribalta, con i familiari amorevoli che pensano a quello di cui prima si occupava lei.
Nulla di straordinario, in fin dei conti.

Ma fanno riflettere alcuni commenti sotto al video caricato su YouTube, per la maggior parte ad opera di indiani.
Tra gli altri: “La maggior parte degli uomini non la pensa così. Se tutti fossero come nel video, per noi ragazze sarebbe un paradiso”, “Ho imparato una grande lezione da questo breve racconto. In futuro, aiuterò mia moglie e durante il periodo del ciclo mestruale non la lascerò lavorare. Tanto rispetto per tutte le donne e le sorelle”, “Nessuno capisce il mio dolore in quei giorni ... Anche le ragazze non capiscono...mia madre non comprende il mio dolore ..... Come può essere cambiata la nostra società quando una ragazza non sente il dolore di un'altra ragazza?”.

Altro dall'autore:


Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

About Author

Monia Donati
Monia Donati

Direttore responsabile. Giornalista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top