Festival del cinema di Venezia 2019, red carpet occupato dagli attivisti per il clima

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Non solo celebrities sul red carpet del Festival del cinema di Venezia 2019, che si chiude sabato 7 settembre, quando verrà proclamato il vincitore del Leone d’Oro. Sul tappeto rosso c’è spazio anche per la protesta degli attivisti per il clima, che hanno deciso di occupare alle prime luci del mattino la zona esterna del Palazzo del Cinema.

Obiettivo degli attivisti di Fridays for future e di altre grandi organizzazioni che lottano per la difesa dell’ambiente e contro i cambiamenti climatici, sensibilizzare sul tema. In un palcoscenico che offre visibilità a livello internazionale.

Festival di Venezia 2019 red carpet

Photo by Melania Pavan

Climate Camp a Venezia

Da qualche giorno gli attivisti di Fridays for future, insieme al comitato No Grandi Navi, che protesta contro le navi da crociera che entrano in Laguna, causando non pochi problemi, anche di inquinamento, oltre che di sicurezza, sono al Lido per il Climate Camp. Dopo aver aderito agli scioperi del venerdì da scuola ideati da Greta Thunberg, dopo aver occupato il Parlamento Europeodopo la protesta davanti alle banche, gli attivisti hanno organizzato proprio nei giorni del Festival del Cinema di Venezia un Climate Camp, per discutere, sensibilizzare, attirare l’attenzione. Perché la nostra casa è in fiamme, ma non sembra interessare a nessuno.

Incontri, workshop, azioni, assemblee, momenti di socialità per parlare e confrontarsi sulle pratiche da adottare per affrontare un tema che nessuno può permettersi di ignorare.
Venezia non è stata scelta a caso: è un esempio di città che vive da secoli in un equilibrio delicato che il riscaldamento globale potrebbe mettere a dura prova, a causa dell’innalzamento del livello del mare. Inoltre, la laguna è un ecosistema fragile, messo a rischio dal passaggio di grandi navi e politiche che non proteggono quello che di fatto è un Patrimonio dell’Unesco. E poi a Venezia si svolge la 76esima edizione della Mostra del cinema di Venezia.
Molte celebrities si sono attivate negli ultimi giorni per cercare di salvare l’Amazzonia. Quale luogo migliore di un tappeto rosso prestigioso come quello della Laguna per poter contare sui riflettori della stampa internazionale?

Photo by Melania Pavan

Red carpet di Venezia 2019 occupato

Gli organizzatori ce l’hanno dunque fatta a portare la loro protesta sul red carpet, come anticipato. Per sabato 7 settembre era in programma una manifestazione che dal campeggio ha portato gli attivisti al Lido, al grido di #WeWantTheRedCarpet. Dalle 5 del mattino un gruppo ha occupato il tappeto rosso di fronte al Palazzo del Cinema, sperando che il loro gesto possa attirare l’attenzione di star, fotografi, giornalisti, gente comune: affinché tutti ascoltino l’appello di Fridays for future e aderiscano alla causa.

In centinaia vestiti con una tuta bianca e con bandiere, striscioni e slogan, stanno ancora occupando il red carpet. Per dirci che “Il pianeta sta bruciando, giustizia climatica ora“. Ai primi attivisti se ne aggiungono di minuto in minuto altri e si prevede che possano essere almeno 3mila nel momento della marcia per il clima che si terrà nel pomeriggio per le vie del Lido.
Obiettivo: portare le loro ragioni e il loro appello nel cuore della Mostra del Cinema. Vogliono il tappeto rosso. E fino a ora sono riusciti nel loro intento.

Aggiornamento della ore 17.45: Mick Jagger al suo arrivo al Lido ha deciso di appoggiare gli attivisti in protesta sul red carpet. “Sono felice che lo facciano, sono quelli che erediteranno il pianeta. Ci troviamo in una situazione difficilissima soprattutto negli Usa dove controlli ambientali che forse avrebbero migliorato la situazione sono stati ritirati dall’attuale amministrazione. Gli Usa hanno perso il ruolo di controllo ambientale e vanno, invece, nella direzione opposta. Sono con gli ambientalisti ed è giusto protestare sul red carpet e ovunque”.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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