Ennio Morricone è morto: il 2020 si porta via il grande maestro

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Ennio Morricone non c’è più.
Il 2020 si è portato via anche lui.
Il grande maestro. Colui che ha scritto le più belle musiche dei film che hanno fatto la storia del cinema.

Io penso che, quando fra cento, duecento anni, vorranno capire com’eravamo, è proprio grazie alla musica da film, che lo scopriranno.
Ennio Morricone

ennio morricone

Foto da Flickr di clodadri

Un 2020 sempre più triste.

La notizia della morte di Ennio Morricone sveglia l’Italia e il mondo intero in questo primo lunedì di luglio.
Uno dei più grandi compositori di colonne cinematografiche del Novecento non c’è più.
Ennio Morricone è morto in seguito alle conseguenze di una caduta, avvenuta in casa qualche giorno fa. Si era rotto il femore. Ricoverato al Campus Biomedico di Roma, non ce l’ha fatta.
Non c’è più l’autore delle storiche colonne sonore dei film spaghetti-western firmati da Sergio Leone. Per un pugno di dollari, Il buono il brutto il cattivo, Per qualche dollaro in più, C’era una volta il West, Giù la testa, C’era una volta in America.
Ma anche le musiche de I giorni del cielo di Terrence Malick, Mission di Roland Joffé e The Untouchables – Gli intoccabili di Brian De Palma. Musiche e melodie che tutti conosciamo e amiamo. Come amavamo Ennio Morricone. Che ci lascia così, in un 2020 che è sempre più amaro.

Quando scrivo nessuno mi può aiutare, perché chi scrive ha qualcosa di personale da dire.
Ennio Morricone

ennio morricone

Foto da Flickr di headphonaught

Chi era Ennio Morricone.

Ennio Morricone era nato a Roma il 10 novembre 1928. Ed è morto a Roma il luglio 2020. Aveva 91 anni.
Compositore, musicista, direttore d’orchestra, arrangiatore italiano, era stato anche un buon calciatore da giovane, con la Roma. Era soprannominato il Pistolero. Oltre alla passione per lo sport, aveva anche una grande passione per la musica. Che lo porterà a diplomarsi al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.

A metà degli anni Cinquanta iniziò a scrivere musica per il cinema. Lavorando anche come arrangiatore di canzoni per la RCA Italiana, per brani celebri come “Pinne fucile ed occhiali” e “Guarda come dondolo” di Edoardo Vianello, “Sapore di sale” di Gino Paoli e “Se telefonando” di Mina.
Poi la collaborazione con Leone dagli anni Sessanta. E l’inizio di una grande carriera.

Il talento di Ennio Morricone è stato consacrato anche con due premi Oscar. Un Oscar alla Carriera nel 2007 “per i suoi contributi magnifici all’arte della musica da film” e un Oscar per la miglior colonna sonora del film The Hateful Eight, di Quentin Tarantino nel 2016 (film per il quale ha vinto anche il Golden Globe). Ed è stato nominato per altre 5 volte tra il 1979 e il 2001.

Purtroppo sono talmente scettico sulle congratulazioni che mi fanno che penso soltanto se ho fatto il mio dovere.
Ennio Morricone

Musica di Ennio Morricone

Photo by Maksym Kaharlytskyi on Unsplash

L’eredità di Ennio Morricone.

Ennio Morricone lascia un vuoto incolmabile. Un dolore grande che si accompagna a un’eredità musicale altrettanto grande. Il compositore italiano, infatti, ha scritto le musiche per più di 500 film e serie tv, opere di musica contemporanea, più di 100 brani classici.
Le sue musiche riecheggiano nelle scene più celebri di film che hanno fatto la storia del cinema . In 60 film che hanno vinto premi prestigiosi del mondo del cinema.
Oltre ai western all’italiana (definizione che lui odiava: “A chi mi chiede di parlare di “western all’italiana” rispondo che parleremo un’altra volta. Odio quel termine: lo trovo riduttivo, superficiale, provinciale“) con Sergio Leone, l’artista romano ha collaborato con registi come Duccio Tessari, Sergio Corbucci, John Carpenter, Brian De Palma, Barry Levinson, Mike Nichols, Oliver Stone e Quentin Tarantino.
Sicuramente Ennio Morricone è uno dei compositori più grandi di tutti i tempi.

Un altro “mostro sacro” che se ne va. Lasciandoci amaramente in un 2020 che sarà difficile dimenticare. Ma lasciandoci un’eredità che andrà oltre la sua morte.

Nell’amore come nell’arte la costanza è tutto. Non so se esistano il colpo di fulmine, o l’intuizione soprannaturale. So che esistono la tenuta, la coerenza, la serietà, la durata.
Ennio Morricone

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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