Cinema, l’attrice Helen Mirren tra Londra e Salento: Premio Flaiano alla carriera

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Regina nel cinema, regina nella vita. Helen Mirren è una delle attrici che ha più volte interpretato una testa coronata. La prima volta lo è stata nel 1994 nel film “La pazzia di Re Giorgio”, quando ha recitato la parte della regina Carlotta. Poi nel 2006, quando ha interpretato la Regina d’Inghilterra nel film “The Queen” per la regia di Stephen Frears. Per i suoi fans italiani lo è stata nel 2008, quando ha acquistato e ristrutturato una masseria cinquecentesca a Tiggiano, in provincia di Lecce, diventando di fatto la Regina del Salento. Nel 2019 ha vestito i panni dell’imperatrice Caterina II di Russia, nella miniserie tv andata in onda in Inghilterra su Sky Atlantic. Anche quest’anno Helen Mirren sarà Sua Maestà, quando il 5 luglio a Pescara sarà ospite della 47^ edizione dei Premi Internazionali Flaiano per ritirare il Pegaso d’oro alla carriera: Regina del Cinema.

corona regina

Photo by Ashton Mullins on Unsplash

I Premi Internazionali Flaiano.

Quest’anno l’attrice londinese sarà infatti protagonista del premio di letteratura, cinema, teatro, radio, televisione e giornalismo – con una sezione dedicata alla produzione italianistica all’estero giunta alla sua 19^ edizione, che si svolge dal 1974 sull’Adriatico. A organizzare fin dalla sua nascita il Premio è l’associazione culturale Ennio Flaiano, fondata da Edoardo Tiboni nel 1973, l’anno seguente la scomparsa del grande scrittore e scenografo pescarese a cui il premio è dedicato.
La varietà dei campi artistici di cui il Premio Flaiano si interessa è legata alla figura complessa e variopinta del suo ispiratore. In sessantadue anni di vita Ennio Flaiano fu scrittore, sceneggiatore, giornalista, critico cinematografico, poeta, soldato, umorista, aforista, drammaturgo e, in un film, anche attore.

Ennio Flaiano

Ennio Flaiano (foto @Facebook)

Chi era Ennio Flaiano.

Studente universitario a Roma, inizia ventenne a collaborare con le riviste L’Italia Letteraria e Occidente scrivendo recensioni di libri, ma inizia anche la sua avventura nel cinema, collaborando come scenografo con Anton Giulio Bragaglia. La frequentazione dell’Antico Caffè Greco lo porta a conoscere il mondo degli intellettuali, dei registi, degli attori e dei goliardi più in vista dell’epoca. Dal 1933 al 1936 frequenta la Scuola Ufficiali di Pavia e, con il grado di sottotenente, partecipa alla Guerra d’Etiopia.
Quasi due anni di guerra, poi il rientro a Roma nel 1938. Flaiano riprende a scrivere collaborando con il settimanale Omnibus di Leopoldo Longanesi e il mensile Quadrivio e, l’anno dopo, con il neonato settimanale Oggi, per il quale riprende a recensire i film.

Dal 1943 comincia a lavorare come scenografo, e inizia subito con i grandi registi del neorealismo italiano. Nel 1950, con la sceneggiatura di “Luci del Varietà”, conosce anche Federico Fellini. Sotto la regia di Fellini, Flaiano firmerà i soggetti e le sceneggiature di “Lo Sceicco bianco”, “I vitelloni”, “La strada”, “Il bidone”, “Le notti di Cabiria”, “La dolce vita”, “8 e mezzo” e “Giulietta degli spiriti”. Oltre a una proficua collaborazione Flaiano stringerà  con Fellini un franco rapporto di amicizia.
Di pari passo con il cinema, Flaiano produrrà una eccezionale mole di opere per il teatro, per la radio, per la televisione e per la letteratura. Nel 1946 fonda il settimanale “Cinelandia”, che però interromperà le pubblicazioni dopo cinque mesi, e nel 1947 scrive per Longanesi il suo primo romanzo “Tempo di uccidere”.

Il Premio Strega.

Ispirato agli anni della guerra in Africa, la sua opera prima vince la prima edizione del Premio Strega. Nel 1953 firma la sceneggiatura di “Vacanze romane”, film culto con la coppia Gregory Peck e Audrey Hepburn. Nel 1957 con “Le notti di Cabiria” di Fellini e nel 1961 con “La notte” di Antonioni, Flaiano avrà anche la soddisfazione di vedere due pellicole da lui sceneggiate aggiudicarsi rispettivamente l’Oscar dell’Academy per il miglior film straniero e l’Orso d’oro a Berlino.

helen mirren

Helen Mirren nella sua tenuta di Tiggiano (foto da @donnamoderna.com)

I primi vincitori e finalisti dei Premi Internazionali Flaiano.

Fermiamoci al cinema e alla letteratura, perché nei giorni scorsi il presidente del Premio Flaiano, Carla Tiboni, insieme al direttore artistico Riccardo Milani, ha annunciato insieme al programma i primi nomi dei vincitori di quest’anno.
Il giorno prima di Helen Mirren (Premio Oscar come migliore attrice nel 2007 con il film “The Queen”), che riceverà il Pegaso d’Oro alla carriera, salirà sul palco lo scrittore e saggista spagnolo Javier Cercas Mena, autore di romanzi culto come “Soldati di Salamina” e “Anatomia di un istante”. Cercas lo scorso anno ha vinto il prestigioso Premio Planeta con il thriller “Terra Alta”. Mentre quest’anno è il vincitore del Premio Internazionale Flaiano alla Letteratura 2020.

I due grandi protagonisti della 47^ edizione verranno premiati il 4 e il 5 luglio nelle serate conclusive del festival che si svolgeranno al Teatro d’Annunzio di Pescara. A partire da sabato 27 giugno, e fino al 3 luglio, il teatro d’Annunzio ospiterà la rassegna cinematografica, quest’anno necessariamente all’aperto a causa delle restrizioni anti-Covid. Grande l’attesa per l’attrice londinese che ama l’Italia e da diversi anni trascorre in Puglia lunghi periodi di relax. Lei stessa oramai ama definirsi una «contadina salentina», e il 5 luglio salirà l’Adriatico da vera regina. L’attrice infatti non ha voluto cachet per essere presente al Flaiano. Anzi, ha riferito all’organizzazione del Premio di essere onorata del riconoscimento attribuitole, e felice di poterlo ritirare a Pescara.

Finalisti delle sezioni letterarie.

Per quanto riguarda gli altri finalisti delle sezioni letterarie, le giurie dovranno scegliere il vincitore da una terna di autori.

  • Premio Flaiano Narrativa, finalisti: Giorgio Montefoschi “Desiderio” (La nave di Teseo); Walter Siti “La natura è innocente” (Rizzoli); Gabriele Pedullà “Biscotti della fortuna” (Einaudi).
  • Premio Flaiano Giovani, finalisti: Martina Attili “Baci amari e musica d’autore” (Longanesi); Giorgio Ghiotti “Gli occhi vuoti dei santi” (Hacca); Claudia Petrucci “L’esercizio” (La nave di Teseo).
  • Due i finalisti del Premio Internazionale Flaiano di Italianistica: Natalie Schmitt con il saggio “Performing Commedia dell’Arte, 1570 – 1630” (Istituto Italiano di Cultura – Chicago), e Sangjing Park con “La Divina Commedia: l’epica cantata da Dante” (Istituto Italiano di Cultura – Corea).

In questi giorni l’Associazione Ennio Flaiano renderà noti anche i nomi dei vincitori delle altre sezioni del Premio.

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Luigi Di Fonzo

Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.


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