Rendere indietro il 2020 con una mass action artistica: l’esperienza di Reso2020

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiChi ci darà indietro il 2020?
È stato un annus horribilis per tutto il mondo. La pandemia ha imposto cambiamenti che, volenti o nolenti, abbiamo dovuto accettare tutti, per cercare di arginare la corsa del virus e sperare di tornare presto a riprendere in mano le redini delle nostre esistenze.

Dopo un anno la situazione non è molto cambiata. Nonostante i vaccini abbiano rappresentato una luce in fondo al tunnel. Rimboccarsi le maniche per resistere, usare tutta la resilienza di cui siamo capaci, non smettere mai di sperare. Questo l’atteggiamento giusto per andare avanti.
Ma nessuno ci restituirà mai questo anno di vita rimasto nascosto dietro le mascherine, lontani da tutto e da tutti, con la paura di ammalarci o infettare persone care.
Chi ci darà indietro il 2020?

Reso2020 Varese

Reso2020, la mass action artistica

L’arte è la risposta alla nostra domanda.
Il 9 marzo 2020 è il giorno in cui la pandemia da Covid-19 ha iniziato a insinuarsi nelle nostre vite. A un anno esatto dal giorno X, dal 9 marzo 2021, un gruppo di artisti ha deciso di dare vita a un’iniziativa volta a riprendersi quel 2020 volato via in un lampo.

Lo abbiamo ricevuto tutti.
Lo abbiamo usato (chi più chi meno).
E tutti abbiamo pensato almeno una volta di restituirlo.
Milano, Codogno, Bergamo, Varese, Alzano, Nembro, Italia, Europa, Universo, 9 marzo 2021

Come si fa per oggetti e servizi acquistati, Reso2020 è la richiesta collettiva di reso del 2020, applicando il Codice di Tutela del Consumo. Siamo certi, però, di volerlo davvero restituire?

La call to action del collettivo artistico PXLs

«Facendo seguito alla legge del diritto di recesso, umanamente riconosciuto nel Mondo Tutto, che permette di restituire cosa non gradita, perché oggettivamente malfunzionante, la presente missiva vuole chiedere la sostituzione in toto e senza riserva alcuna dell’anno 2020 (epiteti esclusi)».
Il collettivo artistico PXLs ha lanciato l’iniziativa Reso2020 con una campagna affissioni e social nelle città simbolo della pandemia: Codogno, Anzano, Nembro, Milano, Bergamo, Varese. Ma più in generale, anche Italia, Europa e mondo intero.
L’idea è quella di coinvolgere ogni persona per condividere quello che pensano del 2020 che ci siamo lasciati alle spalle. Per capire davvero se vogliono restituire quei 12 mesi o se forse qualcosa di buono c’è stato. Cosa ci è rimasto del 2020?

Blu-PXLs, l’avatar portavoce del Collettivo artistico, sui manifesti scrive: «Questo 2020 se lo tenga Lei. Questo suo estro di fare qualcosa di diverso non è stato richiesto e soprattutto non è stato gradito per nulla. Penso che di questa idea sia tanta gente e visto che ci avviciniamo al termine per fare l’esposto, mi faccio portavoce del diritto collettivo di rimborso».

Come chiedere il rimborso del 2020

Esiste anche una sezione dedicata sul sito di Reso2020 per chiedere il rimborso dell’anno perso tra mascherine, igienizzanti, virus da combattere, persone da proteggere, decisioni da prendere.

Tutti i pensieri che emergeranno dalla Comunità del reso faranno parte di manifesti digitali visibili in realtà aumentata semplicemente inquadrando i poster affissi con il cellulare e l’app Aria Platform.
Ci sarà poi un manifesto finale composto dai pensieri di tutti coloro che hanno aderito al progetto. Un vero e proprio quadro collettivo realizzato in stampa tipografica con l’uso di caratteri mobili in tiratura limitata di 297 copie. Con il ricavato si sosterranno i costi di un lavoro che Blu-PXLs ha in programma con l’associazione Terzo Paesaggio, per realizzare un miglio a colori che possa unire il centro città con i territori più fragili e più colpiti dalla pandemia. Ogni membro della Comunità potrà adottare un pezzo dell’opera.
Così da lasciare un segno nella memoria collettiva di cosa è stato per noi il 2020.

Nel 2020 abbiamo imparato che la collettivià è composta anche da ciascuno di noi e che l’unità di intenti può determinare concretamente un cambiamento per tutti.
Blu-PXLs

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