Fotografi gratis, marcia indietro del Mibact: 2.000 euro agli autori selezionati

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Marcia indietro per il MiBACT. Niente più fotografi gratis per il bando del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per raccogliere opere di giovani talenti che potessero raccontare le misure restrittive in Italia ai tempi dell’epidemia di Coronavirus. Una vergogna un bando del genere. Che ha sollevato molte proteste degli addetti ai lavori, come vi abbiamo raccontato qui.

Il Ministero corregge il tiro. Vittoria per gli artisti spesso dimenticati dai numerosi decreti del Governo Conte?

giovani fotografi

Photo by Caleb Stokes on Unsplash

Refocus, il bando gratuito per giovani  fotografi.

Aveva sollevato polemiche il bando pubblicato dal MiBACT per cercare giovani fotografi che gratuitamente dovevano fornire le loro opere per raccontare l’Italia del lockdown. Dimostrazione del fatto che la storia del “pagamento in visibilità” quando si tratta di opere dell’intelletto sta leggermente sfuggendo di mano.
Refocus era la call fotografica che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo aveva lanciato senza prevedere un premio o un compenso per i vincitori.
125 professionisti del mondo della cultura, tra fotografi, artisti, photo editor, giornalisti, professionisti dell’immagine aveva scritto una lettera di contestazione, supportati da moltissime associazioni.

Il bando, realizzato insieme alla Triennale di Milano e al MUFOCO – Museo di Fotografia Contemporanea di Milano, non prevedeva alcun riconoscimento economico. Un atteggiamento considerato inaccettabile. Non si può consentire che un Ministero offra visibilità in cambio di un lavoro professionale.

Non è la gratuità come forma in sé che contestiamo, pensiamo ad esempio alle numerose raccolte di fotografie a scopo di beneficenza durante questa crisi pandemica. L’emergenza Covid-19 ha portato ai minimi storici la possibilità di lavoro di questo settore, che già viveva da tempo una profonda crisi, e ci saremmo aspettati da parte del Ministero più supporto attraverso iniziative svolte a sostenere la fotografia contemporanea. Invece il Bando “REFOCUS” sminuisce non solo il senso della nostra professione, ma anche l’istituzione stessa del MiBACT, il cui fine dovrebbe essere di ambire ad una elevazione tecnica, artistica ed economica dei giovani professionisti – soggetti a cui si rivolge l’Open Call – distinguendosi da iniziative di carattere amatoriale.

bando di fotografia

Photo by Jordan Whitfield on Unsplash

La marcia indietro del MiBACT.

Tardi, ma è arrivato il dietrofront del Ministero. Che sommerso dalle proteste ha dovuto fare marcia indietro. E prevedere almeno un premio in denaro. Misero, ma è pur sempre meglio di quel gratuito che è uno schiaffo alla professionalità e al lavoro di chi ogni giorno opera nel settore dell’arte e della cultura.

La Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT, preso atto della necessità di revisionare il progetto “REFOCUS. Open call fotografica sul territorio italiano all’epoca del lockdown”, ha attivato una sinergia con la Triennale Milano e il MUFOCO Museo Fotografia Contemporanea e ha apportato le necessarie integrazioni al bando, per declinarne meglio finalità e obiettivi.

Il bando è stato rivisto e riformulato. Saranno riconosciuti 2.000 euro a ognuno dei 20 autori selezionati, al loro di IVA e ritenute fiscali e previdenziali, come pagamento per la cessione del diritto di uso delle immagini per la loro pubblicazione e diffusione.
Una piccola vittoria per tutti quegli operatori del mondo della cultura e dell’arte che, insieme ai bambini, sembrano essere spariti dalle priorità del paese. Un paese che si fonda anche sulla cultura. Oltre che sulla dignità del lavoro.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Articolo 1 della Costituzione

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Articolo 4 della Costituzione

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Articolo 9 della Costituzione

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