L’Europa fa tagli a cultura, Erasmus e creatività

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All’Italia sono arrivati fondi e finanziamenti dall’Europa.
Ma da dove sono arrivati questi soldi, l’Ue si è arricchita?
No. Come succede spesso, la coperta è la stessa e sono arrivati da tagli effettuati in altri settori: cultura e giovani.

Se dopo 4 giorni e 4 notti di trattative il Consiglio Europeo ha trovato la quadra e ha siglato l’accordo sul Recovery Fund e sul piano di rilancio dell’economia Ue dopo l’emergenza Coronavirus, allo stesso tempo ha reso noto dove si è abbattuta la scure: Erasmus +, – di 5,4 miliardi passando dai 30 annunciati a 24,6 miliardi, Europa Creativa, -330 milioni passando dai 1,85 miliardi a 1,52 miliardi e il Corpo Europeo di Solidarietà, con un budget di 895 milioni rispetto a 1,26 miliardi promessi.
Una prima valutazione dell’impatto economico che la pandemia ed il Covid-19 hanno avuto sul settore culturale europeo la si trova in “The impact of the COVID-19 pandemic on the Cultural and Creative Sector” redatto da KEA European Affairs per il Consiglio d’Europa.

Ma per farsi un’idea basta già pensare a quanto peseranno sui bilanci le limitazioni imposte dal distanziamento sociale: ad esempio il Teatro alla Scala che ha una capienza superiore a 2000 posti, dovrà limitare il suo pubblico a 200 persone con una perdita che si stima fino a 50.000 euro al giorno.
Secondo un’analisi Unesco l’industria del cinema, con le sale chiuse, starebbe perdendo circa 7 miliardi di euro a livello globale.
Per il settore arte incide anche la compravendita dei prodotti artistici presso aste e fiere d’arte, che in versione digitale non hanno dato gli stessi risultati che in presenza.
Certo però che le aziende gaming, di telecomunicazioni e di video on demand, con Netflix e Amazon Prime video come capolista, hanno registrato crescite importanti: Netflix ha guadagnato 15,77 milioni di nuovi abbonati paganti, aveva dichiarato ad aprile l’azienda (che ne aveva previsti 7).

Photo by Jakob Owens on Unsplash

All’Ue, il mondo della cultura chiede maggiore audacia, maggiori fondi.
Nell’attesa si muovono i privati e qualche organismo pubblico.
A Barcellona ad esempio, per tenere vivo il suo tessuto culturale, si è dato origine ad un mix di sovvenzioni, sgravi fiscali, esenzioni di affitto, nonché iniziative per promuovere eventi virtuali sul web.
Amsterdam ha costituito un fondo di emergenza di 17 milioni di euro, Parigi, lo stanziamento di 15 milioni di euro.
A Roma non si ferma il concorso MArteLive per giovani talenti, formato ideato da Giuseppe Casa 20 anni fa, allarga i confini a quattro nazioni, grazie al riconoscimento di Europa Creativa e 32 residenze residenze/esperienze artistiche finalizzate alla creazione di altrettante opere, che verranno presentate nel dicembre 2021 nel contesto della Biennale MArteLive.
MArteLive assembraMenti creative” è il claim di quest’anno.

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