Ciao Giulia Crespi e grazie per il Fai

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È scomparsa Giulia Maria Mozzoni Crespi, fondatrice e poi presidente onoraria del Fai, Fondo ambiente italiano, un modello invidiato anche all’estero.
97 anni, imprenditrice, giornalista, donna colta, sensibile, appassionata.
Era nata in una condizione privilegiata: figlia, nipote e unica erede dei Crespi, grande famiglia della storica borghesia milanese, una dinastia cotoniera anche proprietaria del Corriere della Sera. Venne educata da precettori privati, come avveniva un tempo per le dinastie europee, in un appartamento in corso Venezia con una sala da ricevimento regale, arricchita anche da due Canaletto, che leggenda narra, fecero invidia pure alla regina Elisabetta II.

Era tosta.

Giovanni Spadolini, politico che fu anche direttore de Il Corriere la definiva «Un volto da fanciullina», in redazione la chiamavano «La Zarina». Indro Montanelli, giornalista che lasciò Il Corriere per fondare poi Il Giornale dopo lo sbandamento a sinistra della Crespi, la soprannominò «dispotica guatemalteca» (ndr negli anni seguenti la Crespi fece entrare nella società editrice Gianni Agnelli e Angelo Moratti per poi abbandonare Il Corriere vendendo la sua quota ad Angelo Rizzoli e dedicarsi alla sua grande passione, la cultura).

Photo by Jacob Morch on Unsplash

Come spesso amava ripetere «chi ha avuto molto, deve dare molto». Ed infatti, dopo aver fondato il Fai nel 1975, insieme a Renato Bazzoni, Alberto Predieri e Franco Russoli, lo ha dotato personalmente dei primi 500 milioni di lire e del secondo bene dell’associazione, il Monastero romano-longobardo di Torba (VA) (il primo è Carla Junco, Donato al FAI da Piero Di Blasi, nel 1977
Fu Elena Croce, figlia del grande filosofo Benedetto, che spinse l’amica Giulia Crespi a impegnarsi per creare in Italia una fondazione sulla falsariga del National Trust britannico.
Alla base della sua filosofia: l’amore per la cultura e per l’ambiente.
La visione della cura e della salute della terra come fondamento per la salute dell’uomo. E un impegno ferreo per un’agricoltura senza veleni, insegnata e praticata nella sua grande azienda agricola della Zelata sulle rive del Ticino. La Crespi è stata anche tra i fondatori dell’associazione per l’Agricoltura biodinamica.
Poi la scuola, verso cui ha avuto sempre un occhio di riguardo nelle attività promosse, pensando che ci fosse un naturale collegamento tra i ragazzi e possibili proposte didattiche volte a scoprire il nostro patrimonio naturale e artistico.

Giulia Maria Crespi è morta pochi giorni dopo aver compiuto 97 anni, dopo aver improvvisamente perso il figlio Aldo Paravicini Crespi, a causa di un malore mentre era alla guida della sua auto nell’azienda di famiglia, il 16 maggio scorso.
Dal 2005, dopo 35 anni, aveva lasciato la carica di presidente a Ilaria Borletti Buitoni, per assumere quella di presidente onorario.
Grazie al Fai sono stati resi visitabili molteplici luoghi spesso celati d’Italia.
Nel 1993 vengono aperte per la prima volta le porte di 90 luoghi in 32 città. Nasce così un evento chiave del FAI, le giornate Fai di primavera, che dopo 25 edizioni conterà 10.000.000 visitatori e coinvolgerà 123.000 volontari.

Grazie Giulia

Per il Giardino Pantesco Donna Fugata a Trapani ed il suo recinto di pietra vulcanica. Grazie per lo storico negozio Olivetti, in piazza San Marco a Venezia. Per il castello della Manta a Cuneo e tutto il fascino fra storia e leggenda legate alla fontana della giovinezza. Grazie per la baia di Ieranto a Napoli, dimora delle sirene di fronte ai faraglioni di Capri. Per l’antica barberia Giacalone, una bottega Art Decò fra i carruggi del centro storico di Genova. Per le Saline Conte Vecchi e quel paesaggio total white, alle porte di Cagliari. Grazie per le aree boschive sul monte di Portofino, a Genova, ma pure per il palazzo dei Giardini Moroni a Bergamo.
Grazie per averci ricordato che il nostro paese è fatto di tanta bellezza. Che va scoperta, diffusa, visitata e tutelata.
Che la bellezza passa per natura e cultura. E il benessere attraverso di esse.
Grazie per tutti i luoghi che ci hai regalato e la consapevolezza che hai contribuito a farci acquisire.

Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce
Giulia Crespi, presidente onoraria del Fai

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