Da tecnologia a forma d’arte: chi inventò la fotografia?

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Chi inventò la fotografia
Photo by Reinhart Julian on Unsplash

Da tecnica per immortalare la realtà e rendere ogni istante eterno e indimenticabile a vera e propria forma d’arte.
La fotografia ci accompagna nelle nostre vite ormai da qualche tempo.
Ti sei mai chiesto chi inventò la fotografia? Come spesso accade con le invenzioni che hanno rivoluzionato la storia dell’umanità, non si può fare un solo nome, ma indicare una serie di nomi illustri che hanno reso possibile questa grande impresa.
Anche se si tende a individuare in un personaggio il papà storico, colui che per primo ha realizzato il primo scatto fotografico, sfruttando tecnologie e intuizioni. Ma ci sono altre versioni da conoscere.

Breve storia della fotografia

Dire chi inventò la fotografia non è facile. Si crede che i primi studi siano nati dal 1800 circa in poi, quando invece anche in tempi non sospetti grandi pensatori hanno messo a punto una serie di idee che hanno posto le basi per la moderna tecnica fotografica.

Aristotele, ad esempio, aveva osservato che la luce proiettava immagini circolari attraversando un piccolo foro. Prima del 1039, invece, lo studioso arabo Alhazen Ibn Al-Haitham fu il primo a parlare di camera oscura, confermando l’intuizione del filosofo e scienziato greco. Nel 1515, invece, Leonardo da Vinci descrisse l’Oculus Artificialis, la sua camera oscura che includeva anche una lente, mentre nel 1550 Gerolamo Cardano scelse di usare una lente convessa per aumentare la luminosità dell’immagine e 18 anni dopo Daniele Barbaro un diaframma di diametro inferiore a quello della lente per ridurre le differenze tra l’immagine reale e quella che si voleva ottenere.

Sin dal Medioevo si conoscevano i materiali fotosensibili per catturare la luce, ma solo dal 1727 in poi vennero studiati. Uno scienziato tedesco, Johann Heinrich Schulze, scoprì che il nitrato di argento era in grado di reagire alla luce. Da allora iniziò la corsa per comprendere come utilizzare tutte queste scoperte e incanalarle in tecniche utili per imprimere le immagini reali.

La prima impressione di un’immagine chimica su carta porta la data del 1790 a opera di Thomas Wedwgood, secondo quanto riportano le cronache dell’epoca. Ma il primo scatto fotografico è stato realizzato da un francese.

fotografia
Photo by Soragrit Wongsa on Unsplash

Joseph Nicéphore Niépce e il primo scatto fotografico

Si dice che l’inventore della fotografia come la conosciamo oggi sia Joseph Nicéphore Niépce. Il ricercatore francese è infatti diventato famoso in tutto il mondo per aver realizzato il primo scatto fotografico.
Nel 1796 iniziò a lavorare per utilizzare la stampa litografica per riprodurre delle immagini, senza dover sempre ricorrere a un disegnatore per rappresentare la realtà. Si mise a studiare una sostanza che potesse impressionarsi alla luce mantenendo il risultato nel tempo.

Il ricercatore scelse di usare il bitume di giudea per imprimere le immagini su lastre da incisore. Le lastre venivano posizionate sul fondo della camera oscura. Le lastre dovevano essere incise con l’acido, tramite un procedimento chiamato eliografia, che in seguito è stato perfezionato e nel 1827 ha dato vita al primo scatto fotografico, Veduta dalla finestra a Le Gras.

macchina fotografica
Photo by Alexander Andrews on Unsplash

Chi inventò la fotografia moderna, Louis Mandé Daguerre

Niépce nel 1827, andando a Londra dal fratello Claude, con il quale aveva condiviso i suoi studi e i suoi successi, si fermò a Parigi, per incontrare Louis Jacques Mandé Daguerre, già a conoscenza del suo lavoro. Il pittore parigino, famoso per il diorama, che sfrutta una camera oscura per garantire la giusta prospettiva, firmò un contratto per continuare le ricerche. Nel 1833 Joseph Nicéphore Niépce morì senza rivelare tutto il procedimento per ottenere i risultati che aveva ottenuto.
Daguerre decise allora di rinominare l’invenzione dagherrotipia, migliorando la procedura originale. Nel 1837 l’inventore parigino decise di usare una lastra di rame con sopra un sottile strato di argento lucido. Posta sopra a vapori di iodio creava ioduro d’argento. Con l’esposizione nella camera oscura l’immagine poteva essere visibile solo tramite l’utilizzo di vapori di mercurio, fissandola con una soluzione di sale comune.

Nacque così la fotografia, che in seguito venne perfezionata. E in seguito all’annuncio ufficiale in Francia e alla rivelazione del procedimento, molti altri ricercatori e scienziati fecero emergere i loro studi e le loro idee, contribuendo di fatto a migliorare la tecnica. Da allora la fotografia ha fatto parte della nostra storia. E continua ancora oggi. Per raccontare, imprimere per sempre momenti e ricordi e anche come forma d’arte contemporanea, per emozionare e far riflettere.

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