Parlare di natura attraverso l’arte: le 7000 querce di Joseph Beuys e le sue opere in Abruzzo

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Adotta una pietra. Aiuta una quercia a crescere.
Non è la nuova campagna ambientalista di una qualche associazione dedita a difendere il pianeta. Ma un’opera d’arte che negli anni Settanta ha dato il via a una serie di imitazioni che non sono solo belle da vedere. Ma che fanno riflettere.
E ci spiegano come l’arte può essere il veicolo di messaggi importanti per cambiare rotta quando la deriva umana mette a repentaglio la stessa esistenza dell’umanità e della terra.

querce

Photo by Milada Vigerova on Unsplash

Le 7000 querce di Joseph Beuys.

Era la fine degli anni Settanta. Ancora non si parlava di cambiamenti climatici. O meglio, si parlava di difesa dell’ambiente, ma non con l’urgenza che abbiamo oggi di agire prima di arrivare al punto di non ritorno.
Eppure c’erano già menti illuminate che cercavano di sensibilizzare con le loro opere il pubblico, per parlare di natura attraverso l’arte. Uno di questi era l’artista e scultore tedesco Joseph Beuys.

Classe 1921, Joseph Beuys aveva combattuto durante la Seconda guerra mondiale. Durante un’incursione sul fronte orientale, il suo aereo cadde in territorio tedesco. Rimasto ferito, racconterà di essersi salvato grazie a dei nomadi tartari che lo hanno curato con la loro antica medicina. Si dice, leggenda vuole, che da questo incidente, risoltosi per il meglio, sia nata la continua ricerca di Joseph Beuys di un contatto armonioso tra uomo e natura. Per questo è stato definito spesso dai critici come lo “sciamano dell’arte“.
Terminato il conflitto mondiale e superati i traumi che una guerra inevitabilmente porta con sé, Joseph Beuys si fa conoscere per le sue opere, unendosi a gruppi di artisti di tutto il mondo che cercano di ritrovare il ruolo sociale dell’espressione artistica. Le sue installazioni cominciano a essere sulla bocca di tutti. In particolare per il suo legame con la madre terra.

Un’opera collettiva e in divenire.

Ed è nel 1982 che crea un’opera d’arte in continuo divenire, che ancora oggi cresce, si muta, dà testimonianza della potenza del gesto artistico legato alla natura.
Invitato a partecipare alla settima edizione dell’esposizione Documenta, una mostra che ogni 5 anni si svolge a Kassel, in Germania, lui non ha portato una scultura in senso tradizionale. Ma un’opera d’arte incredibile, una delle sue realizzazioni più suggestive e ammirate.
7000 querce è un progetto che va oltre il concetto stesso di prodotto artistico. Davanti al Museo Federiciano l’artista tedesco crea un triangolo composto da 7000 pietre di basalto. Ogni pietra poteva essere “adottata” da chiunque.
Con il ricavato sono state comprate delle querce, da piantare in corrispondenza di ogni pietra. Dal 1982 al 1987 sono state adottate tutte le pietre. E quindi piantate 7000 querce. Alcune postume: Joseph Beuys è morto infatti nel 1986, non potendo vedere compiuta la sua più grande opera.

Ed è qui che il suo genio va ancora oltre. L’opera d’arte che cresce e muta anche quando il suo creatore o ideatore, visto che si tratta di fatto di un’opera collettiva e aperta, non c’è più. Per dare testimonianza del tempo che va avanti e della natura che non si ferma mai. Ma è sempre in continua evoluzione.

Querce e cielo

Photo by CMDR Shane on Unsplash

Opere di Joseph Beuys in Italia.

Anche in Italia ci sono state testimonianze della lungimiranza artista dell’autore delle 7000 querce. In particolare in Abruzzo, dove lo scultore lavorò negli ultimi 15 anni della sua vita, collaborando con Buby Durini e Lucrezia De Domizio Durini. La sua creatività ha dato frutto a Bolognano nelle famose “Operazione: difesa della natura” e “Living Sculpture”.
Difesa della natura è un grande progetto che ha coinvolto non solo l’Abruzzo e l’Italia e che non ha mai voluto essere una rappresentazione artistica fine a se stessa. È stata sempre definita come un agire dell’artista o degli artisti per difendere l’umanità, i valori umani, la creatività, l’intelligenza. In un continuo abbraccio simbolico tra arte e natura. E quindi tra uomo, espressione del gesto artistico, e la terra.
L’operazione Difesa della Natura viene realizzata dall’artista negli ultimi 15 anni della sua vita. Un progetto dalla forte connotazione ecologica, con la piantumazione di piante, soprattutto querce, ma anche dal valore antropologico, per difendere l’umanità, il singolo, i valori umani. Temi più che mai attuali oggi.

Tornando più volte nella cittadina pescarese, l’artista lascia testimonianze importanti di come l’arte può essere strumento per difendere la natura, uno strumento da condividere e da non tenere chiuso in un museo o a disposizione solo di pochi eletti addetti ai lavori. Come la Piantagione Paradise, con 7000 piante che vogliono aiutare il ripristino della biodiversità. E la città gli ha reso omaggio con installazioni e opere a memoria del suo passaggio.

Ogni uomo è un artista“, una delle sue frasi più celebri. Sottolineando anche che “l’arte è l’unico potere per liberare l’umanità da ogni repressione“. Ma non solo: è anche l’unico, vero, grande atto rivoluzionario. In difesa della terra e dell’uomo stesso:

Questo è il motivo per cui crediamo che un’idea ben ordinata di ecologia e professionalità possa derivare solo dall’arte – l’arte nel senso dell’unico, forza rivoluzionaria, capace di trasformare la terra, l’umanità, l’ordine sociale ecc …. Arte è, quindi, un vero mezzo umano per un cambiamento rivoluzionario nel senso di completare la trasformazione da un mondo malato a uno sano. Secondo me solo l’arte è in grado di farlo.
(Joseph Beuys)

Quercia vista da una finestra

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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