La scuola del futuro, come sarà secondo Stefano Boeri: idee e proposte

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

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scuola
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Come sarà la scuola del futuro?
Dopo due anni di pandemia, in Italia c’è ancora molto da lavorare. Gli spazi non sono adatti e non si investe abbastanza in tecnologia e sicurezza.
Bisognerebbe cogliere questa occasione per maturare una riflessione volta a cambiare le aule scolastiche nelle quali i nostri ragazzi vivono gran parte della loro giornata.
L’architetto Stefano Boeri prova con idee e proposte a immaginare come potrebbe essere una nuova scuola. Per garantire il benessere e un clima adatto all’apprendimento e alla socializzazione.

La scuola del futuro secondo Stefano Boeri Interiors

La scuola in Italia deve essere ridisegnata, ripensando gli spazi e adattandoli alla nuova realtà con cui dovremo fare i conti a lungo. Nel periodo di pandemia molte le norme igieniche introdotte per evitare la diffusione del virus, rispettando anche gli altri.
Lezioni che non devono essere dimenticate e che Stefano Boeri Interiors ha deciso di mettere in pratica proponendo linee guida per la creazione dell’aula del futuro.

Dobbiamo ripensare gli spazi e adattarli. Gli edifici scolastici devono essere frutto di un restyling per una nuova visione di scuola, che si possa basare su standard igienici sempre più scrupolosi per vivere gli spazi in modo versatile, unendo le attività didattiche a quelle ludiche e di intrattenimento, per un utilizzo continuo. Anche al di fuori degli orari scolastici.
Gli ambienti scolastici devono essere aperti, multifunzionali e innovativi. Per fare in modo che gli studenti possano vivere pienamente l’aula insieme a compagni e studenti, adattando ogni soluzione alle reali esigenze e per svolgere diverse attività. Così da rendere la scuola il centro nevralgico di ogni comunità. Come dovrebbe essere.

Idee per la scuola del futuro
Foto @Stefano Boeri Interiors

Il progetto di Stefano Boeri Interiors

La proposta fa parte del progetto “Igiene insieme“, un’iniziativa svolta in collaborazione con Napisan, per progettare le nuove aule scolastiche. Alla fine del progetto verrà donata una classe a una delle 8mila scuole che hanno aderito.
I principi chiave che guidano la scelta dello studio di architettura propongono una riflessione che andrebbe fatta a livello nazionale, per modernizzare le scuole e renderle più a misura di studente. L’ambiente scolastico deve essere sano, sicuro, adattabile, versatile. E deve essere il punto di partenza per preparare i ragazzi ad affrontare la realtà che si presenta oggi a tutti noi. Superando tutte quelle problematiche che nel corso dei decenni hanno impedito all’istituzione scolastica di evolversi, rimanendo indietro e non riuscendo a stare al passo con i tempi.
Sono tre le parole chiave per la scuola del futuro.

  1. Adattabilità dello spazio, per assicurare tante possibili configurazioni a seconda della modalità di insegnamento scelta e delle funzioni svolte.
  2. Uso della tecnologia, per aumentare le opportunità di apprendimento.
  3. Sicurezza, per garantire uno spazio sicuro, accessibile e sano.

scuola del futuro
Foto @Stefano Boeri Interiors

Una sfida da accogliere oggi

La nuova scuola italiana deve attingere alla sua storia proiettandosi però verso il futuro, per favorire sperimentazione e partecipazione. Gli studenti non più come attori passivi, ma protagonisti attivi del processo di apprendimento con spazi flessibili che possono adattarsi a ogni necessità: lezioni frontali, laboratori, sale per l’attività fisica. Una scuola libera e aperta.
Stefano Boeri spiega: «Stiamo ragionando su modelli di spazio educativo che permettano la sperimentazione. Stiamo immaginando spazi che possano essere adattabili a modelli di insegnamenti differenziati, magari nella stessa aula, con pareti mobili che permettano di modulare lo spazio su diverse esigenze».
Mentre Giorgio Donà, Founding partner & Director di Stefano Boeri Interiors, aggiunge: «Credo sia doveroso ampliare il nostro sguardo, guardare in profondità ed avere un approccio integrale. L’aula del futuro è lo spazio dai molteplici paesaggi educativi, un luogo che concorre al benessere psicofisico e sociale di chi lo abita, che possa offrire tempi e modi d’uso di differenti funzioni».

Un’istituzione aperta da vivere insieme. Per rendere la scuola pubblica nel vero senso della parola, svolgendo attività che possano estendersi anche nella comunità in cui sorge. Perché non si cresce rimanendo chiusi nel proprio guscio, ma aprendosi agli altri. E la scuola dovrebbe insegnare anche questo.

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