Le piazze di Roma riprogettate da creativi contemporanei. La Città eterna cambia volto per non morire

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiRoma, Città eterna. I suoi monumenti, le sue strade, le sue piazze hanno visto scrivere pezzi di storia importantissimi. Dall’antichità fino a oggi.
Una città che rimane uguale, ferma, immobile, in quei ricordi di un passato lontano che ha lasciato molte tracce e testimonianze della magnificenza di un tempo.
Come trasformare quei simboli di storia ripensandoli in un’ottima più moderna e futurista? Una mostra racconta come potrebbero diventare le piazze di Roma se i giovani designer di oggi le ri-progettassero. Per cambiare il suo volto. E non farla morire.

Castel Sant'Angelo a Roma
Photo by Martin Guido on Unsplash

The Untouchables, i luoghi intoccabili di Roma cambiano volto

Il Festival di architettura Change, che si svolge dal 24 settembre al 31 ottobre, ospita al suo interno molti eventi, come la mostra online “The Untouchables – Visioni Romane“, a cura di TA.R.I-Architects. Mostra che consente al visitatore di fare un tour nei luoghi della capitale che hanno fatto letteralmente la storia. Del nostro paese e del mondo. Per raccontare il bisogno di cambiamento di una città, considerata eterna, che è rimasta praticamente immutata nel tempo. Ma che mai come oggi ha bisogno di una nuova visione di insieme.

12 studi internazionali under 36 hanno re-interpretato i luoghi iconici del capoluogo laziale. Luoghi considerati, appunto, intoccabili per tutti quanti. Immagini provocatorie e anche dissacratorie che hanno come obiettivo quello di stimolare la discussione.

Non si tratta di progetti veri e propri, ma di idee per far riflettere. Per promuovere il dibattito sulle possibilità offerte dall’architettura contemporanea e sull’importanza del patrimonio storico di cui la città è ricca. «È un’azione di analisi e critica di una Roma bloccata sotto la naftalina. Una Roma dove qualsivoglia forma di sperimentazione o proposta architettonica è rigettata», spiegano gli organizzatori.

Piazza Venezia by Derek Pirozzi + William Olmsted Antozzi
Piazza Venezia by Derek Pirozzi + William Olmsted Antozzi
Photo Courtesy TA.R.I. Architects

Roma ha lasciato a Milano lo scettro di capitale del design e dell’architettura

«Roma negli ultimi anni ha completamente smesso di sviluppare e sperimentare nel campo dell’architettura lasciando a Milano il primato di capitale dell’architettura e del design, e forse è per questo che in automatico se si parla di contemporaneo avviene nelle nostre teste il paragone. Noi pensiamo solamente , senza scopiazzare nessuno, che la nostra città debba superare questo momento di stallo, e ci auguriamo, che nel farlo l’architettura possa avere un ruolo importante».
Come sottolineato dagli organizzatori della mostra, Roma deve svegliarsi. Dal punto di vista urbanistico e sociale. Per tornare davvero a essere la Città eterna, che rimane fedele a se stessa pur evolvendosi e non rimanendo ferma ai fasti del passato che rischiano di stritolarla. Non rendendo per nulla omaggio a quella che è sempre stata una grande capitale a livello mondiale.