Riesci a immaginare la città del futuro?

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Come saranno le città del futuro? Riesci a immaginare come vivremo tra qualche anno o decennio? Come saranno disegnate le realtà urbane che i cittadini del domani andranno a vivere e nelle quali lavoreranno?

Porre oggi le basi per città sostenibili e resilienti, davvero a misura d’uomo è fondamentale. Perché le città come sono ancora pensate oggi non sono affatto il luogo migliore dove vivere.
E c’è già chi ha le idee chiare in mente su come dovranno svilupparsi le città.

città del futuro

Photo by chuttersnap on Unsplash

La città del futuro secondo Stefano Boeri.

Stefano Boeri è uno dei più famosi architetti e urbanisti italiani. Ed è anche il presidente di Triennale Milano.
Di recente l’esperto ha partecipato a a EPCC Live, la trasmissione condotta da Alessandro Cattelan ogni martedì sera dalle ore 21.15 su Sky Uno, per raccontare qual è il suo modello per le città del futuro.

Le città saranno verdi, i tetti avranno un ruolo fondamentale e non solo per coprire gli edifici, mentre la vita di quartiere assumerà un’importanza ancora più rilevante, come del resto abbiamo imparato a capire in questa emergenza sanitaria che ci ha permesso di riscoprire le piccole realtà sotto casa.
Stefano Boeri elenca quali dovrebbero essere le caratteristiche della città del futuro:

  • al centro ci dovrebbe essere un parco con moltissimi alberi: gli alberi dovrebbero essere una specie di corridoio per collegare il centro alle periferie e le città tra loro, pensando anche aree dedicate agli animali selvatici
  • intorno al parco ci dovrebbero essere dei borghi collegati a questo centro, dove trovare tutto il necessario per vivere: negozi e servizi fondamentali dovrebbero essere raggiungibili in breve tempo anche a piedi
  • in ogni borgo dovrebbe esserci una funzione che permetta di collegare i borghi: in uno lo stadio, in un altro il teatro, in un altro ancora l’università
  • all’esterno delle città dovrebbe esserci un anello dove dovrebbero sorgere aree agricole e pannelli fotovoltaici, per rendere ogni città più autosufficiente
  • le grandi strade collegano altre realtà, mentre all’interno dei borghi e del centro la mobilità è solo sostenibile, per eliminare inquinamento, smog, polveri sottili
  • riscoperta dei tetti: piante sulle facciate, pannelli fotovoltaici sulla copertura, orti urbani, trasformazione dei tetti in cortile che potrebbero essere collegati tra loro
città del futuro

Photo by 贝莉儿 DANIST on Unsplash

Anche a Rimini si parla del città del futuro.

Nella serata del 21 maggio sempre l’architetto Stefano Boeri, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e ll presidente della Regione Stefano Bonaccini hanno indagato il tema della progettazione dei centri urbani del domani.
Nella conferenza organizzata dal movimento “Rimini domani, adesso” sulla pagina Facebook di Altarimini, si è parlato di come saranno le città che andremo ad abitare e delle cose che possiamo imparare oggi dalla situazione di emergenza che stiamo vivendo per riqualificare ed eventualmente ripensare la progettazione urbana di piccole e grandi città.

Il progetto del Parco del Mare vuole essere un modello per pensare la riorgranizzazione urbanistica, infrastrutturale e sociale di Rimini e delle città del futuro.
L’idea è quella di spostare il traffico stradale e dare spazio a pedoni e biciclette, per incentivare la mobilità sostenibile. Come ricordato dall’architetto Boeri, “Benedetta Tagliabue e il team di architetti impegnati in questo progetto sono protagonisti di altre esperienze straordinarie analoghe, come il waterfront di Barcellona“.
Il progetto potrebbe essere un punto di partenza per ripensare il frontemare non solo sul litorale Adriatico. E in generale per ripensare, come concetto, ogni città del mondo.

Sarebbe bello pensare in futuro all’idea di uno spazio pubblico continuo, rigenerato, verde, senza blocchi e barriere dovute al traffico delle auto, affinché diventi un elemento cosrtante di questo pezzo di metropoli adriatica, di questa città costiera che da cervia a cattolica è quasi continua.

E si torna a parlare dei borghi da considerare “come quartieri dell’autosufficienza, parte di un arcipelago urbano ma senza rinunciare all’identità storica della comunità. Quella sulla costa adriatica potrebbe essere un’esperienza avanzata rispetto ad altri contesti europei“.
Un incontro molto importante per capire che queste realtà sono già realizzabili. E non solo in grandi metropoli o città tanto distanti da noi per chilometri e mentalità. Si possono realizzare anche in Italia. Con un po’ di lungimiranza e visione d’insieme di un problema che deve essere risolto.

città del futuro

Photo by Greg Rosenke on Unsplash

Riqualificare per rendere le città davvero sostenibili.

Le parole d’ordine, dunque, sono resilienza, sostenibilità e riqualificazione. Perché non si parte da zero, ma da realtà che già esistono e che devono essere assolutamente ripensate in un’ottica più umana, più incentrata sugli individui che vivono le città.
Perché l’emergenza Coronavirus, tra le altre cose, ci ha insegnato che le nostre città non sono a misura d’essere umano. Non sono pensate per essere realmente vissute, per resistere alle avversità, per permettere agli abitanti di poterne sfruttare appieno le potenzialità. Le città di oggi nella maggior parte dei casi non sono per niente sostenibili. Perché una città per essere sostenibile dovrebbe tener conto di molti aspetti che oggi non sono considerati come si dovrebbe:

Riusciremo a imparare almeno questa lezione dall’emergenza Coronavirus per uscirne migliori almeno nella progettazione urbana?

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Redazione i404

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