Musica e architettura. Le relazioni ed il sound generato dalla natura

In evidenza

Redazione i404
i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.

Tempo di lettura stimato: 2 minutiMagari sotto la doccia sì. Quello che sappiamo di certo è che suona.
Probabilmente hai infatti sentito parlare del progetto artistico denominato Countryard of Elements a Dresda, in Germania, nel quartiere studentesco di Kunsthofpassage (guarda qui se vuoi vedere l’esatta ubicazione). Qui c’è un edificio che suona con la pioggia. Autori: la scultrice Annette Paul ed i designer Cristopher Rossner e Andre Tempel, che hanno chiamato l’opera Neustadt Kunsthofpassage o Fullen Wall. Un labirintico sistema di tubi, grondaie, scarichi, amplifica il suono delle gocce d’acqua, restituendogli voce e musicalità.
E se, come dice Mahatma Gandhi, “la vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia”, avere già un ritmo, rende tutto più semplice.

Photo by Alex on Unsplash

Ma la relazione tra musica e architettura non è fortunato matrimonio dei nostri tempi.

Se i Greci avevano ravvisato delle proporzioni nella musica e dei rapporti matematici che poi avevano trasferito in architettura, per gli stessi motivi, nel Rinascimento, Leon Battista Alberti raccomandava agli architetti di studiare musica. Nella Germania dell’800, Göethe sosteneva che “La musica è architettura svolta, mentre l’architettura è musica pietrificata“.
Paul Valéry, nel suo pamphlet Eupalino o l’architetto (1923), parla di una musicalità visiva dell’edificio, in cui elementi strutturali, decorativi e l’intero skyline dettano il ritmo della partitura edile.
Federico Babina, graphic designer bolognese di nascita e barcellonese di adozione, ha trasformato brani di David Bowie, Mozart, Jimi Hendrix, Radiohead, Miles Davis, Amy Whinehouse in 27 edificiArchimusicLa musica che diventa architettura.

David Byrne, musicista e compositore, è impegnato nel trasformare gli edifici, spesso dismessi o abbandonati, in strumenti musicali, o meglio, mediante congegni meccanici o convogliando flussi d’aria, estrae suoni utili alla realizzazione di brani.

Quando l’architettura diventa musica

Sempre in tema d’acqua, sul lungomare di Zara, c’è un organo suonato dalle onde.
Il progetto, datato 2005, nasce dalla creatività dell’architetto Nikola Bašić che ha ridato la voce o meglio il suono a un luogo in cui regnava il silenzio dopo la ricostruzione post bellica della città.
Il Sea organ è fatto di gradoni di marmo che sono nel contempo, seduta e strumento musicali. Dall’acqua al vetro, al milanese Salone del mobile 2018, l’installazione Soundscape di AGC Asahi Glass con Motosuke Mandai, emergente architetto giapponese, vede protagonista una nuova generazione di vetro trasparente, in grado di produrre un suono di altissima qualità, in una vasta gamma di frequenze.
Due lastre di vetro sovrapposte con uno speciale strato intermedio, et voilà, ecco che il vetro suona. Che cade dall’alto come la pioggia, che scorre nell’aria come un fiume, che si solleva da terra come le onde del mare.

Il vento fa suonare l’Hawa Mahal, il Palazzo dei Venti appunto, che si trova a Jaipur, in India.
Anno 1799, l’edificio di cinque piani è un’estensione del palazzo reale, con la forma della corona di Krishna, simile a un nido d’ape, nato con lo scopo di fungere da schermo per le donne della famiglia reale che così potevano assistere alla vita della città, senza essere viste. Mente del progetto voluto dal Maharaja Sawai Pratap Singh, l’architetto Lal Chand UstadA suon di vento (forte), emette musica molto poco armonica, ma plausibile per un’ambientazione dai tratti horror, la Beetham Tower (2005), l’edificio più alto di Manchester. 47 piani e un suono spettrale. Nel 2012 uno degli architetti, tal Ian Simpson, che vive nella torre, si è scusato con gli abitanti. Scuse non accettate, si “sibila”.

Simbiosi, scambio, sinergia, forse meglio ancora sintesi, di elementi così diversi che possono e probabilmente devono fondersi e confondersi. Perché se è cool parlare di edilizia sostenibile, architettura green, biodiversità urbana, costruire un rapporto tra natura e città può passare anche dalla valorizzazione dei suoi elementi naturali, oltre che ambientali.

Photo by John Klishin on Unsplash

- Pubblicità -spot_imgspot_img