Violenze, fame, pandemia: il professore-missionario torna in Congo

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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Photo by Kalea Morgan on Unsplash

Se vuoi la pace pratica la pace. Concretamente. Ogni giorno: in famiglia, in ufficio, con gli amici. E non dimenticare di aiutare quelli che, a causa della mancanza della pace, sono costretti a vivere nel terrore e senza cure, in assoluta povertà. Questo il verbo del professor Francesco Barone, docente di Pedagogia al dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila, presidente della Onlus “Help senza confini” attraverso la quale ha organizzato negli ultimi anni ben 53 missioni umanitarie in Ruanda, Burundi, Repubblica democratica del Congo e Senegal. Nei prossimi giorni il “professore missionario” affronterà la sua 54^ missione per portare personalmente in Africa prodotti alimentari, medicine, quaderni, libri e giochi per bambini.

Tra le destinazioni c’è anche Goma

Ancora qualche giorno per organizzare l’invio degli aiuti, poi la partenza alla volta del Congo. E alla volta di Goma, nella regione del Kivu, località resa tristemente famosa dopo l’assassino dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo. Gli interventi programmati riguardano gli orfanotrofi “Mamma Wa wote”  e “Fiamme d’amour”, il centro Kwetuche che ospita gli ex bambini soldato e la struttura ospedaliera Heshima, dove l’associazione consegnerà cibo alle famiglie povere del quartiere Mugunga, nella città di Goma. Quindi andrà a fare un punto della situazione con il Premio Nobel per la Pace 2018 Denis Mukwege, di cui Barone è suo portavoce all’Onu. Un viaggio ad alto rischio a causa della presenza di bande agguerrite, ma necessario. La pandemia ha bloccato tutto, anche le missioni umanitarie. E i poveri sono ancora più poveri.

La solidarietà dell’Abruzzo

Nell’arco di una settimana il professor Barone è stato ospite di associazioni cittadine, organizzazioni sindacali e service che lo hanno visto protagonista di dibattiti e riflessioni a Celano, Pratola Peligna, Bussi sul Tirino e, stamattina, a L’Aquila. Nel capoluogo abruzzese il docente universitario ha ricevuto un riconoscimento dal Rotary Club per il suo impegno a favore dei diritti dei bambini.

Il professor Barone mostra la scatola di un farmaco (foto L. Di Fonzo)

Il giorno prima, nella sua Bussi sul Tirino, paese della Val Pescara che gli ha dato i natali, Francesco Barone ha partecipato all’incontro dal titolo “Pace, diritti umani e solidarietà” organizzato dall’Auser nel Parco degli Alberetti. Un incontro che ha visto anche la partecipazione della scrittrice e blogger Beatrice Tauro, volontaria in un centro di accoglienza a Roma, del presidente dell’Avis locale Teodolindo Arduini, e del sindaco di Bussi Salvatore Lagatta. A moderare l’incontro il responsabile della Lega Auser della provincia di Pescara Nino Di Tillio.

Riso, tachipirina e riscatto dei bimbi ospedalizzati

A Bussi Barone ha spiegato l’importanza di aiutare le famiglie che in Africa stanno ancora vivendo l’incubo della pandemia, e che non hanno farmaci per curare neanche una semplice febbre. «Se lì un bambino ha la febbre a 40, rischia di morire. Basterebbe una compressa di questo farmaco che qui in Italia costa 3 euro per salvare la sua vita», ha esordito Barone mostrando una scatola di Tachipirina. «In Congo ci sono 300.000 bambini soldato che vengono selezionati in modo inenarrabile. E tanti bambini ospedalizzati che non vengono restituiti alle famiglie fino a quando queste non pagano le spese delle cure. Ma cosa succede ai bambini tenuti in ostaggio negli ospedali? Come vengono utilizzati? Cosa gli danno da mangiare? Hanno diritto allo studio e al gioco? Se non arrivassimo noi a pagare le parcelle e a liberarli, che fine farebbero?». Domande che hanno avuto una risposta indiretta: «Per quello che sto dicendo ho ricevuto minacce di morte».

L’emergenza umanitaria in Congo

Centinaia di migliaia di donne e di minorenni violentate, oltre 4 milioni di sfollati e 6 milioni di morti. Un’emergenza umanitaria mai vista, ma l’Onu sembra voltare sempre lo sguardo da un’altra parte. Ma, come aveva sottolineato precedentemente anche il sindaco Lagatta, senza pace è impossibile sconfiggere gli altri problemi principali, che sono la povertà, la fame, le malattie. «Chi è povero subisce innanzitutto una privazione che non può essere mai giustificata. È povero chi è vittima di questo sistema economico che incoraggia e promuove le differenze. La combinazione tra povertà e malattia continua a modificare il metabolismo dell’umanità e a indebolire le nostre difese immunitarie», sottolinea ancora BaroneE il Congo è soltanto una goccia nel mare delle emergenze che attanagliano il pianeta, come ha sottolineato la scrittrice Beatrice Tauro, intervenuta sull’emergenza migratoria. «La migrazione interseca i tre temi proposti per la riflessione di stasera: la fuga dalle guerre, la mancanza di diritti umani, la mancanza di solidarietà. Si sente parlare di invasione da parte di persone che stanno fuggendo dalla propria terra perché altrimenti rischiano di venire uccisi, o che a causa dei cambiamenti climatici non hanno più acqua e terre fertili. Famiglie che sfidano il mare con barconi e gommoni. Ma tra il 2015 e il 2016, gli anni in cui si è registrato il picco massimo di arrivo di migranti in Italia, sulle nostre coste ne sono sbarcati 180.000. Ovvero lo 0,3% rispetto alla popolazione italiana dell’epoca. Come si fa a chiamarla invasione?».

Il professor Barone ritira il riconoscimento del Rotary a L’Aquila

Il bambino del post pandemia

Sono i bambini le prime vittime delle guerre, dei cambiamenti climatici, delle malattie. Su 82 milioni di migranti che fuggono da guerre e privazioni economiche, il 40% è rappresentato da bambini e ragazzi minorenni. Siria, Venezuela, Myanmar, Sud Sudan gli Stati da cui si fugge. Molto importante quindi la riflessione fatta questa mattina al Palazzetto dei Nobili, a L’Aquila, dove il Rotary Club ha organizzato un incontro con il professor Barone sul tema de “il bambino della post-pandemia”. Una riflessione attenta sulla condizione dei bambini e su cosa si fa per garantire loro un futuro che appare sempre più difficile. Ma per combattere la povertà e lo sfruttamento dei bambini non sono sufficienti l’annullamento del debito pubblico per i Paesi più poveri e l’apertura di scuole e strutture di cura pediatriche. Occorre aiutare sul posto. Quello che sta facendo la onlus Help senza confini. E che continuerà a fare nonostante minacce di morte e conflitti sanguinari.

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