Violenza domestica: bambini e donne a rischio durante isolamento e quarantena

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 4 minutiL’isolamento sociale provocato dall’emergenza Coronavirus costringe tutti a casa.
Le famiglie si ritrovano a condividere spazi e giornate, sempre a stretto contatto.
Un’opportunità per molti nuclei famigliari, che possono così recuperare il tempo perduto.
Ma è un rischio e un pericolo per molte donne e bambini. Perché ai tempi del Coronavirus, la violenza domestica e assistita non si ferma. E le vittime si sentono sole e isolate, abbandonate a loro stesse.

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La violenza domestica, un pericolo da non sottovalutare.

Ai tempi del Coronavirus non dobbiamo solo preoccuparci dell’emergenza sanitaria. L’isolamento sociale che ci ha costretti tutti in casa porta a galla un altro fenomeno. Che oggi più che mai merita attenzione. Un fenomeno non nuovo, che porta ogni giorno troppe donne e troppi bambini a diventare vittime di uomini violenti. Padri, mariti, compagni, fidanzati, ex colpevoli di trattare con violenza le persone che, invece, dovrebbero proteggere.
La convivenza forzata per settimane nelle case ha messo a dura prova la vita famigliare. E secondo i dati che ci sono arrivati dalla Cina c’è stato un incremento incredibile di denunce per violenza domestica. E anche richieste di divorzio.

Le famiglie e le coppie cinesi hanno vissuto in molti casi situazioni al limite. Lo stress psicologico e fisico a cui siamo costretti non è da sottovalutare. Così come non lo sono gli atti di violenza domestica, oggi difficili da denunciare. Perché vivendo sempre a stretto contatto le possibilità di chiedere aiuto sono ridotte all’osso. E il rischio è di non poter arrivare ad aiutare in tempo donne e bambini che ne hanno bisogno.
I primi dati che emergono dal paese cinese, il primo a diventare zona rossa per l’epidemia Coronavirus, fanno venire i brividi. In Cina si stima che il 25% delle donne subisce violenza domestica. Ma in tribunale le denunce che arrivano ogni anno sono appena 50mila. E se considerate che in Cina vivono 1.500 milioni di persone, i conti sono presto fatti.
Le denunce del mese di febbraio nella contea di Jianli si sono triplicate rispetto allo stesso mese del 2019. L’epidemia ha di fatto aumentato i casi di violenza domestica. E con la polizia impegnata a far rispettare norme e regole, le donne e i bambini sono sempre più soli. Sempre più isolati. A stretto contatto, troppo stretto, con i loro aguzzini.
Dubravka Simonovic, relatore speciale per la violenza contro le donne dell’Onu, spiega:

Per fin troppe donne e bambini la casa può essere un luogo di paura e abuso. Una situazione che si aggrava considerabilmente in casi di isolamento come il lockdown imposto nell’emergenza Covid-19.

Photo by Jordan Whitt on Unsplash

La violenza sulle donne in Italia: #NonTiLasciamoSola.

E in Italia? I dati di femminicidi e denunce di violenza contro donne e bambini fanno capire che la situazione è sempre stata molto delicata. E in piena emergenza Coronavirus lo è ancora di più.
Nel nostro paese 1 donna su 3 ha subito almeno un episodio di violenza nella vita. Nel 2018 sono morte 133 donne di femminicidio. L’82,3% per mano di una persona che conoscevano bene (nel 54,9% dei casi dal partner o precedente, nel 24,8% da un famigliare, nell’1,5% da un amico, un collega. Le denunce sono poche e spesso le misure di protezione per le donne e i loro figli inefficaci.

Per questo motivo sono nate campagne di sensibilizzazione per far arrivare a tutte le donne il sostegno e l’aiuto di cui hanno bisogno. I Centri Antiviolenza del Sud hanno anche ideato la campagna #NonTiLasciamoSola, che ricorda che l’uscita per fare la spesa, per andare a comprare farmaci o per buttare i rifiuti può essere l’occasione giusta per chiedere aiuto. Tramite chiamate, sms, Whatsapp.
Anche la sindaca di Roma Virginia Raggi ha voluto ricordare che le donne non saranno lasciate da sole:

Voglio ricordare una cosa importante a tutte le donne: se state subendo violenza tra le mura domestiche, o se un’amica vi chiede un aiuto, non siete sole. C’e’ chi può darvi aiuto.

Mentre il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ricorda:

Dobbiamo rimanere a casa, ma le istituzioni continuano ad essere al fianco delle donne: dunque non esitate a chiamare i numeri di emergenza. Le forze di polizia sono sempre vicine a voi non abbiate timore.

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Numeri e centri anti violenza sempre attivi. E al servizio di chi ha bisogno.

Le vittime di violenza domestica devono sapere che la rete anti violenza non si è messa in quarantena. Funziona ed è sempre disponibile ad accogliere richieste di aiuto.
Le donne possono sempre contare su un supporto che non verrà mai a mancare. Per ricevere consulenze telefoniche, aiuto, sostegno, protezione. I Centri anti violenza del nostro paese si sono dovuti adeguare alle nuove norme. Ma sono comunque disponibili 24 ore si 24, 7 giorni su 7. Perché se la violenza non va in quarantena, nemmeno l’aiuto di questi centri si ferma. L’emergenza continua anche su questo versante e non bisogna mai abbassare la guardia.

Le forze dell’ordine chiedono alla popolazione di essere sensibili riguardo a questo argomento. E di aiutarli ad aiutare chi ha bisogno, segnalando eventuali casi di violenza e di abusi ai quali si è assistito.
Tutti dobbiamo essere uniti per aiutare le donne vittime di violenza e i loro figli e figlie che assistono impotenti ai soprusi di chi dovrebbe proteggerli.
Save The Children, allora, ci ricorda i numeri utili da tenere sempre a portata di mano.

    • Numero Nazionale Antiviolenza Donna 1522, attivo tutti i giorni, tutto il giorno, accessibile da tutta Italia in modo gratuito, da rete fissa e mobile (disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo)
    • Il sito Dire contro la violenza, per trovare il centro anti violenza più vicino
    • In caso di pericolo immediato, chiamare subito le forze dell’ordine o il pronto intervento (Carabinieri – 112, Polizia di Stato – 113, Emergenza sanitaria – 118). Chiedere sempre aiuto!
    • YouPol è l’app della polizia di stato che permette di chiamare automaticamente i soccorsi.

Fate attenzione anche a quegli uomini che vi vorrebbero come dicono loro, che dopo qualche tempo provano a cambiarvi, a manovrarvi. Attenzione alla violenza che non fa rumore e non lascia lividi, ma fa comunque a pezzi. Attenzione, perché chi vi ama non vi fa sentire inadeguate, come se non foste mai abbastanza. Non cercate di salvare chi non sa amare. Salvate voi stesse, piuttosto.
(Susanna Casciani)

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