«Il vaccino AstraZeneca è sicuro». Il via libera mentre l’Italia commemora le 103.000 vittime da Covid

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

Tempo di lettura stimato: 3 minutiRiprenderà domani, venerdì 19 marzo, a partire dalle ore 15, la somministrazione del vaccino anti-Covid 19 AstraZeneca agli italiani. Lo ha comunicato il Ministero della Salute subito dopo il via libera giunto dall’Agenzia Europea del Farmaco (Ema), nella persona della sua direttrice Emer Cooke. «Sentito il Ministro della Salute, la Direzione generale della Prevenzione e il Consiglio Superiore di Sanità, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) rende noto», recita il comunicato dell’Agenzia «che sono venute meno le ragioni alla base del divieto d’uso in via precauzionale dei lotti del vaccino, emanato il 15 marzo 2021. Non appena il Comitato per i farmaci ad uso umano (CHMP) rilascerà il proprio parere, AIFA procederà a revocare il divieto d’uso del vaccino AstraZeneca, consentendo così una completa ripresa della campagna vaccinale a partire dalle ore 15».

La direttrice dell’Ema Emer Cooke durante la conferenza stampa

Quattro giorni di stop: 100.000 vaccinati in meno

Cosa è successo. A partire dal mese di marzo sono stati registrati in Europa 25 casi di eventi tromboembolici rari «su 20 milioni di vaccinati con AstraZeneca», come ha riferito in conferenza stampa la presidente della commissione sicurezza dell’Ema Sabine Strauss. La Germania, dove i casi di trombosi registrati dopo la somministrazione del siero sono stati 7, è stata la settima nazione a chiedere il blocco precauzionale. Il provvedimento è stato preso dopo che l’istituto Paul-Ehrilch di Berlino aveva accertato «un accumulo impressionante di una forma speciale di trombosi venosa cerebrale molto rara (trombosi della vena del seno), in connessione con una carenza di piastrine del sangue (trombocitopenia) e sanguinamento in prossimità temporale alle vaccinazioni con il vaccino AstraZeneca». In Inghilterra, come confermato ieri dal premier Johnson, i casi sono stati 5 e sono ancora in corso gli accertamenti clinici. In Italia tre sono stati i casi mortali avvenuti a poche ore dalla somministrazione del siero. A bloccare per primi il vaccino AstraZeneca erano stati Danimarca, Islanda, Norvegia, Bulgaria, Irlanda e Olanda. Dopo Germania e Francia, si è accodata anche l’Italia. Uno stop che in Italia ha causato il fermo della vaccinazione per 100.000 persone. In Francia le vaccinazioni con AstraZeneca sono riprese oggi, subito dopo la comunicazione dell’Ema.

Photo by Steven Cornfield on Unsplash

Unica prescrizione: il bugiardino va aggiornato

«Il vaccino AstraZeneca è sicuro, efficace, i benefici sono superiori ai rischi ed escludiamo relazioni tra casi di trombosi e la sua somministrazione». Queste le parole usate dalla direttrice dell’Ema Cooke in conferenza stampa, la quale ha aggiunto: «I benefici del vaccino di AstraZeneca continuano ad essere molto superiori ai rischi. La commissione sulla sicurezza dell’Ema non ha trovato prova di problemi di qualità o sui lotti». Unica prescrizione per la casa farmaceutica: il foglietto illustrativo del vaccino (il cosiddetto bugiardino) deve essere aggiornato affinché «pubblico e operatori sanitari apprendano meglio queste informazioni, permettendo loro di mitigare questi effetti collaterali».

L’angelo nel recinto della cattedrale di Bergamo, foto di nonmisvegliate da Pixabay

Draghi a Bergamo, l’Italia commemora le vittime del Covid

La notizia del via libera al vaccino AstraZeneca è arrivata nel giorno in cui l’Italia commemora le 103.000 vittime del Covid-19. E il presidente del consiglio, Mario Draghi,  ha scelto Bergamo, la città simbolo della prima ondata della pandemia, per onorare i defunti e assicurare: «Lo Stato c’è». Nella cerimonia di inaugurazione del bosco della memoria, il primo ministro – forse già informato del responso dell’Ema – ha annunciato che la campagna vaccinale «proseguirà con la stessa intensità e con le stesse forniture». Poi ha azzardato una promessa solenne: «Non accadrà più che le persone fragili e anziane non vengano adeguatamente assistite e protette». Quindi l’appello all’unità, necessaria per sconfiggere la battaglia contro la pandemia. «Non possiamo abbracciarci, ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti ancora più uniti. A partire da qui, da questo luogo che ricorda chi non c’è più. In questa città non vi è nessuno che non abbia avuto un familiare o conoscente colpito dal virus». E l’impegno sulla vaccinazione, sulla presenza dello Stato e sulla Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da coronavirus serve anche a «rispettare la dignità di coloro che ci hanno lasciato. Solo così questo bosco della memoria sarà anche il luogo simbolo del nostro riscatto. Siamo qui per celebrare il ricordo perché la memoria di ciò che è accaduto nella primavera dello scorso anno non si appanni». La tromba di Paolo Fresu ha suggellato una cerimonia di alta intensità emotiva.

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