Via libera al Recovery Plan anche dal Senato. Il piano da 248 miliardi per salvare l’Italia va a Bruxelles

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 2 minutiCon 224 voti a favore, 16 contrari e 21 astenuti, il Senato ha approvato la risoluzione delle forze di maggioranza (M5s, Pd, Lega, LeU, Italia Viva e gruppo delle Autonomie) sulle comunicazioni del presidente Mario Draghi in merito al Recovery Plan da 248 miliardi di euro. Il giorno prima la Camera dei Deputati aveva approvato la risoluzione con 442 voti a favore. Qui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Prima la gaffe, poi gli applausi

La seduta a Palazzo Madama è iniziata poco dopo le 15 con la frase: «Onorevoli deputati». Richiamato dai banchi dell’aula («Siamo al Senato!»), il premier inizialmente ha pensato che gli avessero chiesto di togliere la mascherina. Poi, quando ha capito di aver sbagliato, ha ricominciato dai saluti. Ma ha continuato a leggere il foglio con il richiamo sbagliato. Dopo la seconda gaffe e l’ennesima interruzione, Draghi è stato applaudito quando finalmente ha detto: «Onorevoli senatori». Questo perché sostanzialmente ha riletto il testo presentato il giorno prima alla Camera senza aver cambiato l’attacco.

«Al centro di questo piano c’è l’Italia»

Dopo l’illustrazione dei sei punti qualificanti del Piano, c’è stata la discussione con gli interventi dei senatori. Quindi c’è stata la volta della replica del presidente del Consiglio. «Al centro del piano c’è l’Italia, con le sue straordinarie qualità e le sue ormai storiche fragilità, su cui credo che tutti siamo d’accordo», ha detto Draghi dopo la discussione sul PNRR. «Bisogna affrontarle e risolvere, questo piano ci dà l’occasione per farlo. Pensate che l’Italia resti la stessa dopo? Il piano avrà effetti sia economiche che sociali». Per Draghi quindi il piano è attuabile solo «se c’è accordo, volontà di successo non di sconfitta». E mentre Matteo Salvini ha confermato l’appoggio leale della Lega al governo, i senatori di Fratelli d’Italia hanno annunciato l’astensione. A votare contro alcuni senatori del Gruppo Misto e di LeU.

L’intervento di Mario Draghi a Palazzo Madama (Senato tv)

Il richiamo alla fiducia degli italiani

Un discorso di 35 minuti concluso con un ringraziamento all’intero Parlamento: «Voglio ringraziare questo Parlamento per l’impulso politico che anima tutto il Piano. L’attenzione ad ambiente, giovani, donne, Mezzogiorno, e in fondo ogni intervento è prima di tutto frutto della vostra azione. Sono certo», ha sottolineato Draghi «che riusciremo ad attuare questo piano. Sono certo che l’onestà, l’intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, sulla stupidità, sugli interessi costituiti. Questa certezza non è sconsiderato ottimismo, ma fiducia negli italiani». Dopo le dichiarazioni di voto, il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha dato il via alla votazione e l’aula ha dato il suo via libera.

Domani il Recovery Plan farà un nuovo passaggio in Consiglio dei Ministri, dopodiché entro giovedì 30 aprile il documento verrà spedito a Bruxelles. I tempi tecnici di esame e di approvazione e per il mese di luglio dovrebbe arrivare il cospicuo finanziamento che farà ripartire l’Italia. Secondo quanto affermato dal presidente della Commissione Europea sulla fiscalità Paolo Gentiloni, non è escluso che l’Italia – a documento approvato – possa già a giugno avere un’anticipazione dei 248 miliardi previsti.

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