Qualcuno strumentalizza Greta Thunberg e i Fridays for Future?

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Greta Thunberg

Greta Thunberg è l'attivista climatica svedese di anni 16, che ha dato il via al movimento internazionale dei #FridaysForFuture.
Una ragazzina che parla come i grandi. Di questioni da grandi. E che reclama l’attenzione di quei grandi, seduti ai tavoli decisionali, che invece fanno i bambini.
Può una così, ci si è chiesto, non essere guidata e, se non peggio, strumentalizzata?
Può non esserci qualcuno dietro di lei, oltre ai milioni di ragazzi che si sono uniti a lei?

Bambino, primo piano con dettaglio degli occhi

Photo by bady qb on Unsplash

Lei stessa chiaramente, come da sua dote consueta, ha detto che no, non c’è.
Che lei fa da sola. Anzi che i suoi genitori stanno imparando da lei, tanto che hanno scritto un libro su come lei e sua sorella siano state in grado di influenzare il loro modo di vedere il mondo.
Certo, ogni tanto chiede aiuto ai suoi amici scienziati, ma proprio per spiegare con la linearità che la contraddistingue temi complessi e altrimenti difficili da fare propri.
Perché se gli stessi scienziati sono pessimi comunicatori, spesso pieni di dati ed informazioni difficili, lei è inequivocabile (ed anche perentoria).  "We have run out of time / Abbiamo finito il tempo".

Parla e scrive come un adulto perché questi temi le interessano da sempre e si sentiva frustrata perché per la crisi climatica non si stesse facendo nulla. E se qualcuno può non darle credito perché è così piccola, come sostiene la stessa grande umile Greta, che nel frattempo è stata eletta donna dell'anno,  basta credere alle parole degli scienziati, non a lei che se ne fa semplicemente ambasciatrice.
Comunque, Greta ricorda: "But I've learned you are never too small to make a difference / Ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza".

Photo by Mika Baumeister on Unsplash

L’idea dello sciopero scolastico le è venuta in seguito ad un concorso di scrittura sull’ambiente bandito da un giornale svedese, Svenska Dagbladet.
Le pubblicarono un articolo e fu contattata, tra gli altri, da Bo Thorén di Fossil Free Dalsland. Lei che fa fatica a socializzare, in parte anche per la sua sindrome di Asperger, anche se ha riunito intorno a lei un nutritissimo gruppo di persone motivate dal suo entusiasmo, quella volta aveva partecipato con altri a dei meeting telefonici.
In lista tante idee, fra cui uno sciopero scolastico con i bambini delle scuole che avrebbero dovuto fare qualcosa nelle scuole o nelle aule. Un’idea ispirata dagli studenti di Parkland, che si erano rifiutati di andare a scuola dopo le sparatorie a scuola.
Le piacque. Aveva cercato da subito di coinvolgere qualcuno, ma non trovò interessati. Così lei, quella che dicono non si muova da sola, decise invece di pianificare lo sciopero scolastico da sé e poi non partecipò a nessun altro meeting.

Ma questo non è bastato a far sì che fosse fatto il suo nome, strumentalizzato per raccogliere soldi. Anche se poi sono arrivate le scuse. Ti spieghiamo come è andata.
L’accusa arriva proprio da quel giornale svedese, Svenska Dagbladet, che ha puntato il dito contro l’associazione We Don’t have Time, che si occupa di chiedere ai leader mondiali di risolvere la crisi climatica agendo insieme per una causa che coinvolge tutti. Associazione colpevole di aver sfruttato il nome dell’attivista per aumentare le proprie entrate.
In effetti Greta viene citata più volte nel documento di 120 pagine da loro prodotto - risponde l’associazione con un comunicato stampa ufficiale - ed in effetti non avevano informato in anticipo la famiglia Thunberg e Greta (che era stata una consulente per i giovani all’interno della fondazione). L'associazione si scusa.
Greta in una lunga lettera postata sulla sua pagina Facebook ricorda che la società ha usato il suo nome
per una start up di business, senza che lei ne fosse a conoscenza. Che non ha più nessun rapporto con l’organizzazione. Che loro si sono profondamente scusati e lei ha accettato le scuse.
Intanto però la società, usando il suo nome, ha portato a casa quasi 10 milioni di corone svedesi. Anche se il fondatore si difende dalle accuse, sostenendo di essere ancora in buoni rapporti con Greta.

I #FridaysforFuture in Italia

Intanto in italia, il 9 marzo è andato online sulla pagina del Fridays For Future Italy un video, con in primo piano un ragazzo, un monologo e l’intenzione dichiarata di diventare movimento.

Il post arriva come un fulmine a ciel sereno nella community di tutti i Fridays for future locali.
Perché non se ne era mai parlato, perché sono stati buttati fuori senza preavviso tutti gli amministratori degli account social ufficiali di Fridays for Future Italy. Amministratori che dall'oggi al domani sono stati estromessi da quel progetto che democraticamente e dal basso avevano creato ascoltando la voce di Greta e dei tanti giovani che come lei chiedono un cambiamento oggi, per il loro domani. Qual è lo scopo che ha portato a tutto questo? Perché è stato fatto?

Quelli di Fridays For Future di Milano, Napoli e tutti gli altri locali non insorgono, perché l'obiettivo finale è più importante. A loro resta la potestà locale.
La protesta contro i cambiamenti climatici va avanti, con lo sciopero nazionale del 15 marzo.
Con trasparenza e con i promotori delle diverse piazze in costante e continuo contatto, come è sempre stato il movimento. Una grande manifestazione di piazza che dovrà essere, come ricordato da Greta, apartitica, senza bandiere, non violenta, che non dovrà causare danni, imbrattare o trarre profitto da ogni azione portata avanti. E non dovrà nemmeno seminare odio.
Il loro spirito è più indomito che mai.
Non imbrigliamolo dentro nessun tipo di rete diversa da quella che li connette oggi.

 

 

Aggiornamento del 16 marzo 2019

I Fridays for Future hanno aperto nuovi canali social. La nuova pagina Facebook ufficiale è Fridays For Future Italia.
"Nella notte tra l’8 e il 9 marzo, a causa di un atto di hackeraggio, il sito fridaysforfuture it è stato disabilitato e gli amministratori delle pagine Facebook e Instagram di Fridays For Future - Italy sono stati estromessi. La persona responsabile di questo gesto ha tradito la fiducia del gruppo di lavoro, estromettendo tutti con l’inganno. Abbiamo aperto nuovi canali ufficiali, che sostituiscono quelli precedenti ancora compromessi, per poter continuare il lavoro condiviso come abbiamo fatto finora."

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Monia Donati
Monia Donati

Direttore responsabile. Giornalista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.

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