L’Università del futuro: preparare gli studenti per il mondo del lavoro tra 50 anni

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Come scegliere l’università? È quello che si chiedono tutti i ragazzi terminata la Maturità. C’è chi asseconda desideri di genitori e professori. Chi segue il proprio cuore. Chi pensa di costruirsi un futuro lavorativo sicuro.
Terminati gli studi universitari, però, sono pochi i laureati, anche con 110 e Lode, che lavorano nel settore per cui hanno studiato. Questo perché spesso non si compiono scelte nell’ottica del lungo termine. Non si ha una visione di insieme di quelle che saranno le professioni che saranno richieste.

laureati

Photo by JodyHongFilms on Unsplash

L’università del futuro dovrebbe servire a questo. A formare studenti per il mondo del lavoro che sarà. Un progetto del genere sta nascendo dall’idea di Gian Luca Comandini, imprenditore, innovatore e divulgatore di 29 anni, e Romolo De Stefano (con un’esperienza trentennale nella formazione).
La sua Università del futuro vuole essere un polo accademico fisico dove i ragazzi studiano oggi materie e settori che saranno fondamentali per l’inserimento nel mondo del lavoro tra 50 anni.

Come è nato il progetto dell’Università del futuro?

All’inizio il progetto è nato come una provocazione lanciato da uno dei tanti festival ai quali ho partecipato, poi come advisor ho supportato la crescita di Start2Impact, una start up che ha formato quasi 15.000 studenti online da tutta Italia e che insegna materie futuristiche all’interno dei licei: blockchain, intelligenza artificiale. Abbiamo formato oltre 3.000 studenti in tutta Italia tramite insegnamenti che valgono come alternanza scuola lavoro.
L’obiettivo è creare un polo universitario fisico su queste materie verticali. Oggi nel mondo accademico esistono solo dei corsi, all’interno degli atenei, che non preparano al mondo lavorativo di domani. Uno studente si trova laureato con 110 e lode per un lavoro che non ci sarà.
In un mondo interconnesso, fatto di Big Data, come quello in cui viviamo è abbastanza semplice definire quale buco di lavoro ci sarà nel 2030. Aziende come Google, Apple, possono facilmente individuare queste carenze e stipulare borse di studio per formare le figure che dovranno assumere domani.

Cosa cambia per gli studenti?

Per lo studente questa trasformazione universitaria si trasforma nel fatto che non sceglie più il percorso di formazione consigliato dai genitori, ma sceglie in base a dove avrà il lavoro garantito. È un matching perfetto tra domanda e offerta di lavoro.
Oggi migliaia di studenti diventano neet. Migliaia cambiano percorso universitario perché quello scelto non gli piace.
Quando facciamo formazione ai licei la reazione che suscitiamo è di grande interesse e novità: nessuno ha parlato loro di questa possibilità, di queste materie. I ragazzi entrano in contatto con qualcosa che per loro è nuovo. Se pensiamo che il 65% dei lavori entro 10 anni sarà sostituito dalla tecnologia, l’attuale modo di interpretare i percorsi scolastici è impensabile.
Parliamo di disoccupazione. Ma la vera catastrofe deve ancora venire.

Ragazzo pensa al futuro

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Come procede il progetto dell’Università del futuro?

Il progetto di università del futuro si chiamerà “The Future School” e la prima scuola “The Blockchain Management School” è già stata lanciata ed è alla terza edizione. E sta riscuotendo enorme successo. Nel 2020 verranno lanciate altre scuole verticali su Intelligenza Artificiale, Digital, Innovazione, Startup e Social Media. Cerchiamo finanziamenti e una struttura fisica adatta per ospitare la scuola, che sarà costruita con strumenti ad alto impatto tecnologico. Sto pensando anche ad edifici dismessi da ristrutturare. E sto anche facendo accordi con enti di formazione che possano trasformarsi in atenei. Non so se la burocrazia iniziale ci potrà far essere un’università con formazione in aula o solo telematica inizialmente, ma non importa.
Le apparecchiature ed i docenti esperti in materia hanno costi molto alti. Dallo scorso anno abbiamo messo mano al business plan: abbiamo iniziato con un Master in blockchain la cui seconda edizione è partita il 4 ottobre. È affiliato all’Ateneo Impresa della Federlazio.
E poi sono in partenza un Master in intelligenza artificiale e in digital innovation, sempre con Federlazio.
Tutti i master si riuniscono sotto l’etichetta The future school. Finora abbiamo avuto risultati che non ci aspettavamo. Tutti i corsi sono andati esauriti.
Solo una piccolissima fetta di partecipanti è di Roma. Pagano sui 4-6.000 euro per un master di 3-4 mesi. Il primo era a numero chiuso di 30 studenti. Il prossimo anno aumenteremo.

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Come ha iniziato?

Dalle pagine Facebook. A 22 anni studiavo economia per diventare commercialista. Avendo a che fare con i social, mi sono accorto dell’enormità di opportunità provenienti dal mondo dei social. Nel 2012 ho fondato la prima società per l’advertising online, quando ancora realtà del genere non esistevano: you&web.
Oggi ci occupiamo di comunicazione integrata, anche con tv, affissioni. Ma nulla a che vedere con l’online. È tutto tracciato.
Facciamo anche formazione per imprenditori. Abbiamo realizzato un corso immersivo con la Sapienza su social e comunicazione.
Ma andiamo anche nelle aziende per formare i dipendenti su blockchain e digital innovation.
E poi ho fondato Blockchain Core, oggi la principale società di consulenza e sviluppo blockchain in Italia. Faccio parte della task force governativa del MISE per delineare la strategia nazionale in ambito blockchain e sono stato nominato da Forbes tra i 100 Under 30 che cambieranno il futuro.

Gian Luca Comandini

Gian Luca Comandini

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Redazione i404

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