Robotica al femminile: 18 anni, un genio della tecnologia. E ha già aperto una scuola

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

18 anni: mentre tutti i coetanei vanno ancora a scuola, lei ha fondato un istituto dove insegna tecnologia e robotica ai bambini. Non è ancora maggiorenne, ma è già considerata una delle voci più influenti e autorevoli del mondo tech. I suoi speech agli eventi più importanti del mondo sono seguitissimi.
Valeria Cagnina è un portento. E tutta la vita davanti per fare cose sempre più grandi.

robot

Photo by Franck V. on Unsplash

Ha iniziato quando aveva 11 anni. Al Coderdojo di Milano ha visto una pianta disegnata sul computer che poteva interagire con il mondo circostante tramite Arduino. Si è entusiasmata del progetto e seguendo dei tutorial in inglese su YouTube ha costruito il suo primo robot.
Tutto è iniziato per caso. Le idee le nascevano in mente e lei le metteva in pratica, cercando di dare sempre il meglio e di fare quello che le piaceva. Non lo faceva per ottenere il riconoscimento degli altri. Ma quando il “mondo dei grandi” ha cominciato a rendersi conto delle sue capacità, si è resa conto che stava facendo qualcosa di eccezionale.

OFpassioON è l’azienda di cui è co fondatrice con Francesco Baldassarre: con la robotica si aiutano i Dreamers, come sono chiamati i partecipanti alle attività, a sperimentare, a essere curiosi, a trovare le loro passioni e a coltivarle per farle diventare il loro lavoro. Ed essere felici.

Valeria Cagnina ci racconta che per lei non è un lavoro. Lei si diverte a fare quello che fa. Se così non fosse, smetterebbe subito di farlo. Le soddisfazioni economiche che ci sono, ovviamente, non sono il suo obiettivo, ma una conseguenza della sua passione e della sua determinazione.
E la sua storia ricorda quella di tanti ragazzi che con passione e dedizione riescono a trasformare sogni e passioni in qualcosa di grande. Nonostante tutto e tutti.

Il sistema scolastico attuale aiuta i ragazzi?

Il sistema scolastico non aiuta, perché pare sia rimasto al Medioevo. Non evolve, è completamente avulso dal mondo e dalla realtà e nei casi migliori insegna solo competenze tecniche che sono già obsolete nel momento in cui vengono insegnate. Non si focalizzano sulle soft skill così importanti, anzi, le appiattiscono, perché non si rendono conto di quanto siano fondamentali. L’approccio di troppi insegnanti è un senso di fallimento e frustrazione che trasmettono agli studenti ogni giorno, per mezza giornata, per anni e anni della loro vita. A scuola si insegna che apprendere è noioso, allo studente medio non piace nessuna materia scolastica perché tutte vengono insegnate nel modo sbagliato. È folle che ai bambini piaccia solo ginnastica perché possono correre e non sono costretti per ore su un banco di scuola. Questo è indice di una scuola incentrata su chi insegna e non su chi impara. Certo, ci sono le eccezioni: ho conosciuto tanti insegnanti motivati, ma non sono che una minima parte di quelli che pensano di esserlo. E in ogni caso si trovano ad operare in un mondo antico, sconnesso dalla realtà che nulla sa del mondo là fuori e di quello che capita.

bambina e tecnologia

Photo by Giu Vicente on Unsplash

Da che età si può imparare la robotica? E usare computer, smartphone e la tecnologia fin da piccoli non
compromette la creatività?

Si può cominciare fin da quando si è piccolissimi. I nostri corsi comincino dai 2-3 anni, ma abbiamo avuto anche bimbi di 1 anno e mezzo. È ovviamente una ‘robotica’ tarata sulla loro età e torniamo al punto di prima. Se al centro mettiamo chi impara e non chi insegna, tutto diventa possibile. A San Francisco abbiamo visto asili in cui insegnavano Premiere e Photoshop a bambini di 3 anni!
Non è una questione di usare o non usare i device e di quanto presto farlo, ma di come li si usa. E il punto è sempre lo stesso: educazione. Certo, se vengono sbattuti in mano ai bimbi per farli stare bravi e zitti non funziona e sono deleteri, come qualsiasi altro oggetto sbattuto in mano con questo scopo. Ma se i device vengono utilizzati in positivo, esistono molte app fatte per bambini, anche piccoli, che sicuramente sviluppano molta creatività. Ovviamente ci vuole un giusto mix tra tecnologia e attività manuali e creative, ma le due cose non si escludono a vicenda e possono coesistere ed essere miscelate senza problemi.

Che attività fate con i ragazzi?

Utilizziamo la robotica, che è la nostra passione, per aiutare gli altri a scoprire, coltivare ed inseguire le proprie. Fin da piccoli è possibile farlo! Così la robotica diventa un mezzo e non un fine: questo ci permette di sviluppare nelle persone non solo competenze tecniche (hard skills), ma anche e soprattutto competenze trasversali (soft skills)! Nella pratica costruiamo robot! Lo facciamo con il metodo delle 10 regole di OFpassiON. La prima recita: ‘Niente è impossibile!’, nei nostri laboratori è vietato dire ‘non ce la faccio’ perché crediamo che sia solo un blocco mentale per convincersi ad arrendersi. Facciamo sostituire ai Dreamer questa frase con ‘devo ancora imparare’ oppure ‘mi aiuti’. È incredibile l’effetto che ha sui bambini, soprattutto i più piccoli, quando al termine del laboratorio vedono che il loro robot si muove e funziona. L’autostima si alza in maniera esponenziale e loro imparano che è solo una questione di determinazione riuscire o no!

E con le aziende?

Facciamo le stesse identiche attività! Le tariamo su adulti e manager, sulle richieste dell’azienda, su  problematiche che sono sorte, ma li mettiamo scalzi, in terra, seduti in cerchio, proprio come i bambini. Sai quante volte al termine delle attività ci sentiamo dire: se non ci aveste detto e fatto capire che ‘niente è impossibile’ non saremmo mai stati in grado di costruire il nostro robot e ci saremmo arresi alle prime difficoltà? Facciamo loro vedere un modo positivo di lavorare e stare insieme, magari con un collega con cui normalmente non comunicano o non vanno troppo d’accordo. Costruendo il robot è facile scoprire le abilità di un componente del team che servono proprio allo scopo finale. Cerchiamo poi di aiutarli a portare il divertimento, la spensieratezza e la leggerezza che provano durante il laboratorio (pur facendo cose difficili!) nella vita di tutti i giorni. Non è mai troppo tardi per inseguire le proprie passioni ed essere felici!

A piedi scalzi

Foto di Pexels da Pixabay

A 18 anni hai già fatto grandi cose: c’è ancora un sogno che vorresti realizzare?

La nostra idea ambiziosa è quella di stravolgere il mondo dell’education per fare in modo che ogni bambino – e ogni persona in generale – possa imparare in modo positivo e divertente. Qui la scuola è ancora arretrata, noiosa, ripetitiva e quasi mai al passo con il mondo, che procede alla velocità della luce. Vogliamo partire proprio dalla provincia italiana, dove ci sono meno possibilità. Ecco perché abbiamo scelto Alessandria come nostra sede e non Milano, Berlino, San Francisco o Boston anche se probabilmente sarebbe stato più facile. Vogliamo dare la possibilità a tutti a 360 gradi.

Come ti vedi a 30 anni?

Mi piacerebbe ingrandire la nostra azienda. Stiamo lavorando ad una rete di Ambassador a marchio OFpassiON che abbraccino la nostra filosofia educativa delle 10 regole e ci aiutino a replicarla in Italia, in Europa e nel mondo, per dare la possibilità a tutti i ragazzi, soprattutto nelle realtà provinciali come la mia, di apprendere con divertimento e passione.
Più a lungo termine ci piacerebbe farla diventare una scuola ‘vera’ e strutturata in cui tutte le materie vengano apprese secondo il nostro metodo: per terra, scalzi, senza banchi, liberi di muoversi, con il learn by doing.
E ci piacerebbe anche aprire una sezione di ricerca e sviluppo per i materiali didattici. Oggi siamo costretti ad utilizzare, per le nostre attività, materiali che non sono realizzati per bambini (dai motorini ai saldatori a stagno). I bambini vengono troppo spesso considerati incapaci o inadatti, invece il problema è di noi adulti: dobbiamo trovare i giusti canali di comunicazione e sono in grado di fare cose inimmaginabili! Anche i più piccoli di 2-3 anni!

Valeria Cagnina e Francesco Baldassarre

Valeria Cagnina e Francesco Baldassarre

Altro dall’autore:

About Author

Redazione i404

i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top