Greta Thunberg non è l’unica che lotta per il clima. Chi sono tutti gli altri

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Nel mondo non c’è solo Greta Thunberg. Certo, si parla sempre più di lei. Anche perché, tecnicamente, è la ragazzina che ha dato il via a tutto. Ed è stata intercettata dai media internazionale per la sua storia.
Ma nel mondo di Greta Thunberg ce ne sono tante. Ragazzi e ragazze, più grandi o più piccoli, di ogni nazionalità. Che ogni giorno combattono per il loro futuro. E anche per il nostro. Ai quali dovremmo dire grazie ogni giorno. E dei quali dovremmo seguire l’esempio.

Perché di Greta non ce n’è una sola. E le Greta di tutto il mondo si moltiplicano giorno dopo giorno. Diventando la speranza del pianeta terra.

Greta Thunberg for President, cartello Fridays for Future

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Greta Thunberg a Roma.

Grande la mobilitazione in Italia per l’arrivo dell’ideatrice dei Climate Strike a Roma. Prima l’incontro con Papa Francesco all’udienza del mercoledì a San Pietro. Con il papà green che la esorta ad andare avanti. Poi l’incontro in Senato di giovedì 18 aprile 2019. E quello in piazza con Fridays for Future Roma venerdì 19 aprile 2019.
Greta Thunberg a Roma per sostenere Fridays for Future Italia e tutti i ragazzi che come lei scendono in piazza ogni venerdì per manifestare. Saltando le ore di scuola. Perché in fin dei conti che senso ha studiare, se non viene garantito a loro un futuro, come ci ha raccontato Marianna di Fridays for Future Pavia?

Per Greta è stato preparato un palco alimentato in parte da circa 150 biciclette in piazza del Popolo. Perché a parole siamo tutti buoni a essere sostenibili, ma è nei fatti che si vede veramente chi lo è. Si fa un gran parlare di lei. Ma è la stessa attivista svedese di 16 anni a placare le acque. Chiedendo di non concentrarsi solo su di lei. Ma sul cambiamento climatico. Basta parlare di Greta. Parliamo di fatti.

Anche perché Greta è solo una delle tante ragazze e ragazzi che chiedono ai potenti del mondo di dar retta per una volta agli scienziati. E anche di loro si deve parlare. Perché è giusto che sia così.

Photo by Luís Eusébio on Unsplash

Chi sono le altre Greta Thunberg.

Ogni paese, ogni città, ha la sua Greta. Femmina o maschio che sia. Dopo la sedicenne svedese, altri ragazzi hanno deciso di far sentire la loro voce. E ne hanno di cose da dire agli adulti che hanno lasciato che si arrivasse al punto di non ritorno.
Greta è il punto di riferimento globale e della Svezia. Gli svedesi, che hanno molto da esportare nel mondo, ascoltano le parole della ragazzina con sindrome di Asperger, che forse l’ha resa ancora più sensibile nei confronti delle tematiche ambientali. Dopo di lei è stata un’esplosione di proteste di piazza, guidate da ragazzi. Che non sono fannulloni, che non colgono ogni occasione buona per saltare la scuola. Ma che stanno dimostrando di avere più coraggio di tanti adulti che voltano lo sguardo altrove.

Fridays for Future Belgio: Anuna De Wever e Kyra Gantois.

Anuna De Wever e Kyra Gantois guidano le proteste in Belgio. La prima ha 17 anni, la seconda 19. Ogni giovedì a Bruxelles sono seguite da migliaia di giovani. Hanno iniziato a fine dicembre, pubblicando un video in cui invitavano i coetanei a partecipare al movimento globale per spingere i politici a fare qualcosa per il cambiamento climatico.

Fridays for future Germania: Luisa Neubauer.

Luisa Neubauer ha 22 anni ed è iscritta all’università di Goettingen, facoltà di geografia. Da ragazzina si è sempre interessata di ambiente, scrivendo per il magazine di Greenpeace. È sempre stata molto attiva a livello locale. Anche con le proteste di piazza del venerdì. Il primo marzo 2019 era al fianco di Greta Thunberg nella marcia di Amburgo.

Greta ha trasformato il suo sciopero in un movimento di massa. È riuscita a raccontare la storia di cui avevamo bisogno, è riuscita a mostrare che non devi essere per forza un adulto per capire quello che succede nel mondo.

Alexandria Villasenor dagli USA.

Anche negli USA di Donald Trump, che nega il problema dei cambiamenti climatici, c’è una giovane attivista di soli 13 anni, Alexandria Villasenor, che sciopera ogni venerdì. Ed è diventata il punto di riferimento per tutti gli altri ragazzi che credono che un futuro migliore si possa scrivere. Anzi, che si debba farlo.

Non solo scioperi del venerdì, ma attivismo a 360 gradi.

Azioni concrete portate avanti dai giovani che vogliono fare la differenza.
Emanuele Gigante ha 22 anni. E ha trasformato le sue camminate a Cassano Spinola, in Piemonte, in un modo per ripulire la terra dai rifiuti. Si chiama Dirty Walk. Ed è una sorta di plogging all’italiana.
Hunter Mitchell ha 11 anni. E vive in Sud Africa. Dove ogni giorno lotta per proteggere i rinoceronti. Prendendosi cura dei cuccioli rimasti orfani. E lo fa dal 2015.
Genesis Butler è la giovane attivista vegana di 11 anni che ha chiesto a Papa Francesco di non mangiare più carne di agnello. E proteine animali in generale.
Felix Finkbeiner, 21enne che nel 2007 ha dato vita al progetto Plant for the planet, per piante un milione di alberi in Germania.
Boyan Slat ha cominciato nel 2013, a 18 anni, la sua lotta contro la plastica negli oceani. Avviando il progetto The Ocean CleanUp per ripulire l’Oceano Pacifico.
Aiyana Goodfellow, 13enne di Londra, che chiede a tutti di diventare vegani. Per salvare gli animali. E salvare il mondo.
Xiuhtezcatl Martinez, 17 anni, attivista dall’età di 6 anni, è la direttrice dei giovani Guardiani della Terra, organizzazione per la conservazione mondiale.

E li chiamiamo ancora ragazzini?

Ragazze di fronte alla natura, campo di grano

Photo by Michał Parzuchowski on Unsplash

Fridays for Future Italia: non chiamateci bamboccioni.

In Italia non mancano gli esempi di ragazzi che si dimostrano più maturi dell’età anagrafica che hanno. Altro che bamboccioni, scansafatiche, svogliati. Questa è davvero la meglio gioventù di cui il mondo ha bisogno.
C’è chi li ha accusati di voler solo trovare una scusa per saltare la scuola.
Chi li ha invitati a continuare a studiare e a lasciar perdere, perché queste sono cose da grandi.
Chi ha deciso di legittimarli e screditarli nei modi più biechi possibili.
Ma loro sono ancora lì. Hanno partecipato a un’assemblea costituente e sono pronti ad andare avanti e a lottare per il loro futuro. E non sono soli, ma accanto a loro, per fortuna, hanno insegnanti lungimiranti, attivisti che ancora credono in un mondo migliore, scienziati, esperti e anche giornalisti. Per lottare fianco a fianco.

I Greta Thunberg d’Italia.

Marianna Bertotti, 17enne attivista che ha iniziato a scioperare a Milano, per poi unirsi a un gruppo nella sua Pavia.
Alessandro Silvello, 25enne strike organizer per Fridays for Future Milano e fondatore di Regeneration Italia.
David Wicker, 14enne di Torino tra gli organizzatori dei Fridays for future della città sabauda.
Miriam Martinelli, 16enne al terzo anno dell’istituto agrario, ambientalista convinta sempre presente a Milano per gli scioperi del venerdì. Ha la media dell’8, ma rischia la bocciatura. Ma a lei non interessa. Perché il pianeta sta morendo e lei deve agire.
Aran Cosentino, 16enne di Udine, studente al liceo artistico, considerato il guardiano del torrente Alberone, che grazie alla sua battaglia è riuscito a salvare, facendo fare marcia indietro all’azienda che voleva costruire una centralina idroelettrica non sostenibile.
Bruno Fracasso, studente 21enne di biologia, che ha promosso i presidi a Pisa.
Vincenzo Mautone, attivista e studente universitario, che insieme alla docente e attivista Monica Capo ha dato vita ai Fridays for Future Napoli.
Caterina, studentessa del liceo Aristosseno di Taranto. Lei, come altri, sopravvive a Taranto, “una città difficile da amare perché la sua bellezza è soffocata dal fumo delle grandi fabbriche che, presentate come opportunità, si sono rivelate una minacci esistenziale“.

Un elenco non esaustivo, ovviamente, di quelli che sono considerati anche in Italia i fratelli e le sorelle di Greta. Più grandi o più piccoli. Al quale ogni giorno si aggiungono tanti altri giovani. Pronti a fare la differenza. E a gridare agli adulti che è ora di svegliarsi. Di agire. Poi non sarà possibile dire che non ci avevano avvisato.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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