Riaprono le scuole, cinema e teatri restano chiusi. Mogol: «La cultura è qualcosa di più di un’attività da salvare»

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 2 minutiDopo Pasqua gli studenti fino alla prima media torneranno in classe, mentre teatri e cinema resteranno chiusi. Alunni di seconda e terza media e della scuola superiore continueranno la didattica a distanza; attori, musicisti e lavoratori dello spettacolo continueranno a protestare. Come accaduto ieri a Venezia, dove 300 lavoratori dello spettacolo hanno occupato il Ponte della Libertà, che collega la terraferma al centro storico lagunare.

Un’Italia rossa e arancione

Nella giornata mondiale del teatro, le voci di protesta per una situazione di grave incertezza causata dall’epidemia di Covid-19 hanno fatto da contraltare alla conferenza stampa tenuta il giorno prima a Palazzo Chigi dal presidente del consiglio Mario Draghi. Il quale, oltre ad annunciare il ritorno in classe per gli studenti più piccoli, ha anche reso note le valutazioni della cabina di regia che hanno rideterminato i colori delle regioni. Fino al 7 aprile le regioni saranno tutte arancioni (Calabria, Toscana e Valle d’Aosta in zona rossa) e potranno riaprire anche negozi, centri estetici e parrucchieri. Nessuna zona gialla, dunque, che avrebbe permesso la riapertura dei musei, mentre dal 3 al 5 aprile, feste di Pasqua, tutta l’Italia sarà in zona rossa.

Foto di Igor Ovsyannykov da Pixabay

L’anno drammatico della cultura

Scuola, cinema, teatri, concerti, mostre, esposizioni, eventi letterari… La pandemia ha messo in ginocchio anche l’industria della cultura. È il presidente della Siae, Giulio Rapetti Mogol, a ricordare che da marzo 2020 «sono stati chiusi tutti i luoghi della cultura, e annullati gli spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli teatrali e cinematografici». Nonostante la pausa estiva, in cui si sono svolti alcuni spettacoli all’aperto, i dati sulla vendita dei biglietti rappresentano un’ecatombe: la spesa ai botteghini nel 2020 è scesa dell’82,24%.

“La diffusione della cultura è essenziale non solo per l’economia italiana ma per la stessa qualità della vita, e per questo rappresenta qualcosa di più di uno dei tanti settori da salvare nell’attuale situazione” (Giulio Rapetti)

«Come Società Italiana degli Autori ed Editori è nostro preciso dovere assicurare che venga fatto tutto il possibile affinché il patrimonio artistico e culturale, che contribuisce sensibilmente alla crescita economica del nostro Paese, riceva la giusta attenzione in termini di strategie, programmazione e sostegno finanziario, per poter ripartire e riprendere il suo sentiero di crescita», ha aggiunto il direttore generale Siae Gaetano Blandini.

Photo by Kilyan Sockalingum on Unsplash

Franceschini: gli aiuti alla cultura non si fermeranno

Per il secondo anno consecutivo, non è stata celebrata la Giornata mondiale del Teatro, ricorrenza istituita fin dal 1962. «Oggi in tutto il modo si celebra il teatro e lo spettacolo dal vivo», è intervenuto il ministro alla Cultura Dario Franceschini. «In Italia doveva essere una giornata di festa, una data di una prima ripartenza. Purtroppo non è così: la grave emergenza sanitaria non ha consentito la riapertura di teatri e cinema, già prevista nelle zone gialle, essendo purtroppo tutta Italia in zona rossa o arancione. Questo non ha consentito le consuete celebrazioni e per il secondo anno consecutivo la giornata mondiale del teatro viene ricordata in tutto il mondo con i teatri chiusi. Ma arriverà  presto il momento in cui riapriranno e fino ad allora quel momento continueremo ad aiutare gli artisti, le maestranze e tutti gli operatori dello spettacolo e a sostenere con misure straordinarie le arti di scena. La pandemia è stata l’occasione per intervenire in via emergenziale sulle gravi lacune che da tempo questo settore soffre nelle tutele dei lavoratori. E per questo stiamo lavorando a un disegno di legge che possa finalmente correggere questi aspetti, anche raccogliendo le iniziative già presenti in Parlamento». Il ministro Franceschini ha annunciato gli aiuti destinati al settore previsti dal Decreto Sostegni, e gli 11 milioni di euro previsti per gli spettacoli viaggianti e i circhi.

 

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