Rapporto Caritas: il reddito di cittadinanza ha salvato 3 milioni di poveri

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Abolire la povertà. Anche con il reddito di cittadinanza. Sono trascorsi 19 mesi dall’entrata in vigore del reddito di cittadinanza (marzo 2019), ma è stata la pubblicazione del Rapporto della Caritas 2020 su Povertà ed esclusione sociale in Italia a “benedire” ufficialmente una misura che, in questi mesi di emergenza Covid, «ha sottratto dalla povertà assoluta 1,2 milioni di famiglie (circa 3 milioni di persone)». E che grazie al lavoro di informazione-assistenza-accompagnamento della Caritas, più che degli uffici pubblici, è stato possibile rendere efficace, così che il contributo venisse erogato ai veri poveri. E ai nuovi poveri, il cui numero è drammaticamente aumentato.

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Politiche sociali ed economiche: un flop decennale

Quale capro espiatorio migliore può offrire una pandemia davanti al fallimento delle politiche sociali degli ultimi decenni? Se fino allo scorso anno l’Istat contava quasi 5 milioni di poveri in Italia, l’ultimo rapporto reso pubblico oggi dalla Caritas Italia fa presagire un grande aumento di questa già spaventosa cifra, sottolineando come l’incidenza dei cosiddetti “nuovi poveri” sia passata dal 31 al 45%, e «quasi una persona su due che si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta». Ma chi sono oggi questi nuovi poveri rispetto a quelli dell’era pre-Covid? In ottantadue pagine la Caritas Italiana non solo spiega come si stia trasformando lo scenario della povertà in Italia, ma anche che oramai i “nuovi poveri” costituiscono la metà del numero complessivo dei poveri, e che nelle misure emergenziali da prendere non vanno dimenticati i minori che vivono nelle famiglie povere. Almeno a loro andrebbe offerta una speranza, anche piccola, di futuro. Tra i nuovi poveri ci sono infatti i nuclei familiari con genitori che attendono ancora di ricevere la cassa integrazione e intanto rischiano di perdere la casa perché devono pagare il mutuo. Sono i commercianti e i piccoli imprenditori travolti dalla crisi del Covid che devono chiudere bottega. E sono le donne, soprattutto quelle separate con due figli a carico, che vanno avanti, più che con il sussidio di un ex marito spesso disgraziato, con il proprio lavoro, e che adesso non riescono a pagare l’affitto di casa e a garantire ai figli che studiano l’insegnamento a distanza.

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Nell’Italia pre-Covid – citiamo il Rapporto Caritas – i poveri assoluti risultavano 4,6 milioni, pari al 7,7% della popolazione (nel 2018 l’incidenza si attestava al’8,4%); si parla complessivamente di 1,7 milioni di famiglie che corrispondono al 6,4% dei nuclei familiari (7,0% nel 2018).  Il reddito di cittadinanza del primo governo Conte ha quindi effettivamente fatto diminuire il numero dei poveri assoluti, ma a mancare totalmente è stato il sostegno alle famiglie fragili, quelle monoreddito da lavoro dipendente privato o con disabile a carico. L’impatto con la pandemia è stato negativo anche per i lavoratori indipendenti: «quasi l’80% ha subito un calo nel reddito e per il 36% la caduta è di oltre la metà del reddito familiare», spiega ancora il Rapporto Caritas. «Oltre a un diffuso calo nei redditi, più di un terzo degli individui ha dichiarato di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per meno di 3 mesi a coprire le spese per consumi essenziali della famiglia in assenza di altre entrate. Questa quota supera il 50 per cento per i disoccupati e per i lavoratori dipendenti con contratto a termine».

Tabella tratta da “Rapporto 2020 su povertà ed esclusione sociale in Italia” 

La situazione è cambiata in estate, nel periodo giugno-settembre, quando si è avvertita una leggera ripresa economica in tutta Italia, grazie soprattutto all’industria del turismo, e anche le Caritas hanno registrato una notevole diminuzione delle richieste di aiuto: dalla media di 2.990 persone al giorno del periodo marzo-maggio a circa 1.200 persone/die del periodo giugno-settembre.

Ora però la rilassatezza estiva presenta il suo conto. Per combattere il continuo avanzare dell’epidemia, nelle prossime ore il governo imporrà un’accelerazione su smart working e didattica a distanza, obbligando molti esercizi pubblici a chiudere entro le ore 22. Quante famiglie riusciranno a reggere quest’altra emergenza? Unico e vero baluardo di contrasto al virus della povertà resta la Caritas che, come spiega il direttore don Francesco Soddu, se è vero che ha messo in campo gli anticorpi della solidarietà (ovvero interventi concreti come l’attivazione di centri di ascolto, contributi per sopperire alle difficoltà economiche, l’impiego su tutto il territorio di oltre 60 mila volontari), è vero pure che, sempre a causa della pandemia, ha dovuto sospendere molti dei suoi servizi essenziali, come la mensa, i dormitori, i centri di distribuzione del vestiario e gli ambulatori medici.

Capire come sta cambiando la povertà 

Nelle pagine conclusive il Rapporto della Caritas 2020 offre vari spunti di riflessione su come intercettare il cambiamento delle povertà e su come evitare la frammentazione dei vari redditi di sostegno. E anche un focus su un’altra tematica di grande importanza: la questione abitativa. Ma il nocciolo della questione resta la ridistribuzione della ricchezza attraverso un reddito di cittadinanza che sia più giusto, che non crei disuguaglianze tra single, coppie e nuclei familiari numerosi, tra italiani e stranieri. Che non prometta formazione soltanto sulla carta, ma che permetta a chi non ha lavoro di imparare veramente un mestiere, di accedere alla formazione digitale, di entrare nei processi di lavoro anche a tempo determinato o stagionale. Senza naturalmente abbandonare le aziende e i lavoratori autonomi, attraverso una burocrazia che sia snella e veloce, come l’era digitale richiede. E che sia veramente vicina a chi chiede aiuto. Come è stata capace di fare la Caritas con i suoi centri “Caritalia”. Abolire la povertà è una scelta politica. Anche in tempo di pandemia.

 

 

 

 

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Luigi Di Fonzo

Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.


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