Pesaro, la città di Rossini eletta capitale della cultura per il 2024

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 2 minutiPesaro è la Capitale italiana della Cultura per l’anno 2024. La proclamazione della città di Gioachino Rossini è avvenuta questa mattina nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, a Roma, su indicazione della giuria presieduta da Silvia Calandrelli e composta da Salvatore Adduce, Maria Luisa Catoni, Beniamino de’ Liguori Carino, Stefania Mancini, Luigi Mascheroni e Giuseppe Piperata. La città vincitrice, grazie anche al contributo di un milione di euro messo in palio dal MIC, potrà mettere in mostra, per il periodo di un anno, i propri caratteri originali e i fattori che ne determinano lo sviluppo culturale, inteso come motore di crescita dell’intera comunità.

Le altre città finaliste del titolo per il 2024 erano Ascoli Piceno, Chioggia (VE), Grosseto, Mesagne (BR), Pesaro, Sestri Levante con il Tigullio (GE), Siracusa, Unione dei Comuni Paestum-Alto Cilento (SA), Viareggio (LU), Vicenza. Quest’anno capitale della cultura è Procida. Già effettuata la scelta delle città simbolo della cultura italiana per il 2023: Bergamo e Brescia.

Vittoria dedicata alla città ucraina di Kharkiv

All’annuncio dato dal ministro Dario Franceschini, il sindaco di Pesaro Matteo Ricci ha dedicato la vittoria alla città-martire di Kharkiv. “Dedichiamo questa vittoria a Kharkiv, città che insieme a Pesaro fa parte del network delle città creative Unesco della musica. In questi giorni difficili abbiamo mantenuto contatti costanti con il sindaco di questa città e per questo motivo abbiamo voluto colorare il simbolo della nostra candidatura, la foglia del ginko biloba, con il giallo e il blu dei colori della bandiera ucraina. Questa pianta, l’unica sopravvissuta alla bomba atomica di Hiroshima, è divenuta emblema di pace: ora ne abbiamo più bisogno che mai”, ha dichiarato Ricci.

“È molto bello e fortemente simbolico il gesto con cui il sindaco di Pesaro ha dedicato la vittoria a Capitale italiana della cultura 2024 alla città ucraina di Kharkiv”, ha commentato il ministro Franceschini. “Questa dedica dimostra quanto la cultura unisca il mondo.”

Il sindaco di Pesaro Matteo Ricci

Le motivazioni della giuria

Queste le motivazioni con cui la Commissione, all’unanimità, ha indicato la città di Pesaro come Capitale italiana della Cultura per il 2024.
“La città di Pesaro offre al Paese una eccellente candidatura basata su un progetto culturale che, valorizzando un territorio già straordinariamente ricco di testimonianze storiche e preziosità paesaggistico-ambientali, propone azioni concrete attraverso le quali favorire anche l’integrazione, l’innovazione, lo sviluppo socio-economico. In questa prospettiva, la proposta conferisce il giusto equilibrio a natura, cultura e tecnologia, tre elementi che si fondono in un contesto di azione condivisa tra pubblico e privato. L’enfasi data al valore della cittadinanza come riconoscimento e come pratica attraverso concreti esercizi, oggi più che mai, afferma una direzione che può generare contributi per altre esperienze future. Lo sforzo di coinvolgimento delle giovani generazioni in un programma impegnativo appare particolarmente interessante alla luce delle sfide che l’incertezza dei tempi propone. La valorizzazione del rapporto tra città e territorio con un programma esteso in modo articolato a tutti i comuni della provincia integra voci rendendo corale il conseguimento del titolo di Capitale della cultura”.

Pesaro, il Gala dedicato a Rossini lo scorso anno (dal sito Rof)

La cultura come strumento di pace

La guerra alle porte dell’Europa non fa che rendere ancora più importante la scelta di promuovere i territori che scelgono la cultura come motore di crescita della comunità. “Quest’anno l’appuntamento arriva in un momento complicato in cui abbiamo ritrovato la guerra di nuovo così vicina a noi. In queste ore difficili, cerchiamo di guardare avanti e nello specifico al 2024 e lavoriamo con fiducia e speranza affinché tutto sia superato nel migliore dei modi”, ha dichiarato il ministro. “C’è chi vince e c’è chi è finalista, ed essere finalisti è come essere candidati all’Oscar. È già un grande risultato entrare nella short list sia perché è frutto di un’idea di programmazione condivisa, sia perché è un titolo importante e bisogna cominciare a fregiarsi anche del titolo di finalista della Capitale italiana della cultura”, ha concluso Franceschini.

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