Le donne lavorano di più, ma prendono meno. La chiamano sindrome di Hermione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

L’Italia sta perdendo la sfida per lo sviluppo sostenibile.
Per quei 17 obiettivi fissati il 25 settembre del 2015 all’Assemblea generale dell’Onu con l’Agenda 2030.
L’obiettivo 5 è dedicato alla parità di genere, ovvero maggiore uguaglianza, nel potere, nelle cariche, negli stipendi ed empowerment, cioè maggiore forza, autostima e consapevolezza delle donne e ragazze.

Photo by Kristopher Roller on Unsplash

Parità di genere: come siamo messi.

Nel 2016 in Italia sul tema parità di genere si era registrata una flessione; nel 2017 un lieve miglioramento dovuto all’aumento della partecipazione delle donne negli organi decisionali, nei consigli di amministrazione e nei consigli regionali. In leggera salita anche nel 2018.

Goal 5 Parità di genere ed empowerment delle donne e delle ragazze (indicatore ASviS)

Peggiora invece il rapporto tra i tassi d’occupazione delle donne fra i 25 ed i 49 anni, con figli in età prescolare e delle donne senza figli.

Nel Bes 2019, documento che raccoglie un set di indicatori per il benessere equo e sostenibile, si legge che è previsto un miglioramento del rapporto, grazie ad interventi come il reddito di cittadinanza e il bonus asili nido.

Rapporto tra tasso di occupazione delle donne di 25-49 anni con figli in età prescolare e delle done di 25-49 senza figli

La proposta del Gruppo di lavoro sul Goal e dell’ASviS è quella di creare una Commissione, presso la presidenza del Consiglio, ma indipendente dal Governo, con il compito di valutare le politiche pubbliche in materia di uguaglianza di genere ed empowerment delle donne, effettuare o diffondere studi e ricerche in tal senso, fare proposte di riforme per il presidente del Consiglio dei ministri.

Parità di genere: le mamme restano a casa.

Perché il lavoro delle donne rappresenta un enorme potenziale di crescita del paese, ma vuoi per la mancanza di servizi di welfare a tutela delle famiglie e a semplificazione del work life balance delle mamme, equilibrio tra vita professionale e vita personale, vuoi per la difficoltà di reinserimento nel mercato del lavoro se sei over, le donne restano al palo. O meglio, a casa. A fare le mamme, invece di pagare baby sitter e asili nidi privati, perdendo relazioni, posizioni di carriera, fette di vita professionale, insomma.
Lorella Cuccarini in un’intervista per i404 ha parlato di scelte e della non “disponibilità a mettersi in gioco… Le donne arrivano fino ad un certo punto e poi si rendono conto che il prezzo da pagare è troppo alto, non hanno voglia di pagarlo per forse qualcosa che non dà loro lo stesso piacere, la stessa qualità di vita.

Nel 2002, il Consiglio europeo di Barcellona invitava gli Stati membri a rimuovere i disincentivi alla partecipazione femminile alla forza lavoro e fornire, entro il 2010, un’assistenza all’infanzia per almeno il 90% dei bambini di età compresa tra i 3 anni e l’età dell’obbligo e per almeno il 33% di età inferiore ai 3 anni.

Ti sembra sia cambiato qualcosa? Non in Italia quantomeno.
Certo, sono arrivati i bonus bebè e il reddito di cittadinanza.
E i navigator: il 73% dei candidati presentatisi per i posti da navigator sono donne, per la metà con età compresa tra i 30 ed i 40 anni. Laureate, principalmente in Giurisprudenza, Psicologia, Scienze economico-aziendali, per la gran parte dal Sud.

Parità di genere: Italia vs Europa.

FONTE: elaborazione openpolis – Con i bambini su dati Eurostat

L’Italia, in Europa, è al penultimo posto per livello di occupazione femminile. Dopo di noi solo la Grecia.
Deteniamo anche un secondo posto però. Per il più ampio divario occupazionale uomo-donna. Da noi 19,8 punti di differenza. 4 in Svezia. 1 punto in Lituania.
Abbiamo anche un primo posto. Per divario occupazionale nella fascia di età 20-49 anni tra gli uomini e le donne con almeno un figlio (2017).

Cosa serve? I servizi. Lo dicono anche i dati.
Nelle regioni italiane dove ci sono asili nido e servizi per la prima infanzia con una presenza che supera il 33%, il tasso di occupazione femminile supera il 60%.
Perché investire nel capitale umano dei bambini equivale a ridurre il gap e ad aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro.

Photo by Tim Mossholder on Unsplash

Parità di genere e gender pay gap.

Quindi le donne sono meno rappresentate: ai vertici aziendali, nelle cariche politiche, nei social e nella tecnologianello sport.  Quando scelgono di avere figli, spesso si allontanano dal mondo del lavoro, per scarsità di servizi offerti, per maggiore carico del peso familiare su di loro, alla continua e affannosa ricerca di quel life work balance, che spesso per loro si traduce nella massima “se vuoi far tutto, devi correre (e stressarti) di più”.

Al danno, la beffa.
Quando lavorano, a parità di curriculum vitae, skills, esperienze, ruolo, le donne guadagnano meno.
Si chiama Gender pay gap. Per fare un esempio, gli avvocati femmina guadagnano il 55% in meno dei loro colleghi in toga maschi.

La chiamano sindrome di Hermione o effetto Hermione Granger.

Foto di Lara Hughes da Pixabay

Gender pay gap e la sindrome Hermione.

Come il personaggio della saga di Harry Potter, le donne sono brave a scuola, brillanti. Ma sottovalutate.
Studiano più ore, hanno maggiori competenze linguistiche, ottengono voti più alti, ma sono vittime del confidence gap: non hanno fiducia in sé stesse.
I rappresentanti del sesso femminile lavorano di più, fanno sempre più del necessario perché, dicono gli psicologi, solo così sentono di meritare quel risultato.
Un retaggio che probabilmente le donne si portano dietro da millenni. Ma su cui si può agire. Non mollando. Lavorando di più. Ma questa volta per chiedere egual consenso, egual spazio, partendo dal presupposto che la strada è lunga, ma parte dall’educazione e dal fare squadra. Anche e soprattutto fra donne. E non contro i maschi, ma con loro, per far valere riconoscimento e rispetto.

Curiosità
Una foto diventa simbolo del G7 di Chantilly, summit internazionale, al cui centro del vertice c’era il tema delle disuguaglianze di genere. Peccato che non ci sia nessuna donna al summit.

 

Altro dall’autore:

About Author

Monia Donati

Giornalista pubblicista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Vannini, condanna per Antonio Ciontoli: 14 anni per omicidio volontario - Corriere della Sera-Pioli: 'Il leader del Milan è il gruppo. Romagnoli torna dopo la sosta. Su Ibrahimovic e Leao...' - Calciomercato.com-Caso Genoa, il ministro Spadafora: «Nessuno stop alla serie A. Parole di Zampa avventate» - Il Messaggero-Coronavirus, ultime notizie. Sileri: "L'Italia rischia tutta allo stesso modo". LIVE - Sky Tg24-Coronavirus Toscana 30 settembre, 120 nuovi contagi in un giorno su oltre 7mila tamponi - LA NAZIONE-Covid Italia, contagi in aumento al Sud: in Campania positivi in crescita del 154,2% - Il Mattino-Amazon Prime Day: arrivano le prime offerte sui dispositivi Amazon! | OfferteLabs - Tom's Hardware Italia-LIVE TJ - Alonso occasione di mercato. Senza cessioni difficile arrivare a Chiesa. Ultime su Rugani - Tutto Juve-Scontro Vaticano-Usa: “Trump cerca di strumentalizzare il Papa. Pompeo non sarà ricevuto” - La Stampa-Napoli, bimbo suicida a 11 anni: chi è Jonathan Galindo, il folle gioco social che spinge ad uccidersi - Il Messaggero
Top