Vivere senza auto: che mondo sarebbe?

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Vivere senza auto ci sembra impossibile.
Ma in alcune città del mondo è una realtà che funziona.
Il pianeta ha bisogno di un nuovo modello di urbanistica. Che non prevede auto e traffico.
Come sarebbe vivere in un mondo senza auto?

Città senza auto, nuovo modello di urbanistica.

Il pianeta ha bisogno di un nuovo modello di città del futuro e di urbanistica. I centri urbani, per come sono concepiti oggi, non sono più sostenibili. La mobilità e la cultura della mobilità dovrebbero cambiare, per affidarsi a mezzi sostenibili, come la bicicletta o i nostri piedi, e al trasporto pubblico. Per ridurre l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento acustico, l’emissione di gas serra, la dipendenza dai combustibili fossili, il traffico e ridurre anche le temperature nelle nostre città, piantando più alberi e vegetazione che possono far scendere di molto la colonnina di mercurio.

Il progetto di una città senza auto trova le sue radici negli anni Novanta del secolo scorso.
Da lì sono iniziate progettazioni per rendere le città pedonali e ciclabili, dicendo addio alle auto. E oggi queste idee si sono trasformate in realtà in molte parti del mondo.

Città senza auto in Italia e nel mondo.

Esistono già esperimenti urbanistici di questo tipo.
Oslo è stata una delle prime città a svilupparsi in tal senso. La capitale della Norvegia spinge i suoi cittadini a usare la bicicletta e altri mezzi di trasporto sostenibili. Con centinaia di chilometri di piste ciclabili e incentivi per chi acquista mezzi a due ruote.
Più dell’80% dei residenti non possiede un’auto, più del 60% usa i mezzi pubblici, mentre il 20% va a piedi e il 7% in bici. Via i parcheggi dal centro della città, per far posto ai parcheggi di bici.

Amsterdam, in Olanda, ha scelto di abbracciare la stessa idea di città senza auto. Il piano prevede l’uso dei mezzi a due ruote, con grandi parcheggi per le bici che vanno a sostituire quelli finora riservati alle auto. Un progetto che prevede di eliminare le automobili in pochi anni. Costruendo piste ciclabili e marciapiedi. Entro il 2030 si prevede di bandire le auto a benzina e diesel.

In Galizia, a Pontevedra, dal 2001 si cerca di abolire le auto. Facendo prima sparire parcheggi e semafori. E incentivando l’uso di mezzi alternativi. Da quando la città spagnola ha iniziato questo progetto, l’inquinamento è diminuito e l’aria è tornata a essere respirabile. E il turismo è decollato, perché da tutto il mondo arrivano a Pontevedra per ammirare la città senza auto.

Mackinac Island è una città degli Stati Uniti dove si vive senza auto dal 1898.
Helsinki mira a spodestare Oslo dal primo gradino del podio delle capitali europee senza auto, entro il 2025.
Vauban è una città tedesca completamente ecologica e senza auto, a poca distanza dal centro di Friburgo. Dal 2006 le auto sono vietate.
E in Italia? Venezia è naturalmente una città senza auto. Come Chamois, in Valle d’Aosta, che si può raggiungere solo in funivia e a piedi.

città senza auto

Foto di Peter H da Pixabay

Si può davvero vivere senza auto?

Cambiare la struttura urbanistica di una città significa cambiarne la morale.
(Raffaele La Capria)

Le città moderne devono prevedere una nuova progettazione. Per diventare il più possibile car free.
I vantaggi sono sotto gli occhi di tutti: meno inquinamento, meno traffico, aria più salubre, città a misura di essere umano e più vivibili, più sicurezza, meno incidenti stradali. Potremmo tornare a riappropriarci dei centri urbani.
Restituire le strade alle persone, come affermato da Hanna Marcussen, vicesindaco di Oslo che si occupa di sviluppo urbano.“Per noi, la strada dovrebbe essere un luogo dove si incontrano le persone, dove si consuma un pasto all’aperto, dove i bambini giocano. Dove l’arte è libera di esprimersi”.

Carfree cities, un’utopia? Sì se si decide di tenere lontane le persone dal centro città, abolendo le auto, ma non fornendo valide alternative. Come sempre è questione di cultura e di possibilità. Da cogliere al volo.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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