Lavoro, mobilità e sostenibilità, dal Piemonte un modello da copiare recuperando tradizioni antiche che sono green

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Lavoro e sostenibilità.
Si parla sempre più spesso di mobilità green. E c’è chi da tempo offre un esempio che potrebbe essere fonte di ispirazione per molti. Un modello futuro a cui ispirarsi.

Dal Piemonte arriva una bella storia, di un giovane imprenditore che ha saputo adattare un lavoro della tradizione nel tessuto cittadino moderno. Con un’attenzione particolare alla mobilità green e alla sostenibilità. Non solo ambientale, ma anche quando si parla di persone.

In bici nei centri storici e urbani. Per evitare problemi di traffico e di inquinamento. E per una modalità operativa più agevole, pratica, comoda. Oltre che green e al passo con i tempi.

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|| UggBoy♥UggGirl || PHOTO || WORLD || TRAVEL || / CC BY (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)

In Italia abbiamo bisogno di mobilità sostenibile.

Il 13esimo rapporto di EuromobilityMobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città” svela che sono sempre più le automobili in circolazione. Il tasso di motorizzazione delle più importanti città del bel paese è al 59,5%. È aumentato il numero di veicoli a basso impatto (il 10% del parco circolante), ma c’è ancora molto lavoro da fare.
Per quello che riguarda la mobilità sostenibile si potrebbero usare metodi alternativi, non solo per raggiungere uffici e aziende, ma anche per lavorare, per tutte quelle mansioni che richiedono continui spostamenti da una parte all’altra della città. O all’interno di centri urbani che hanno bisogno di respirare.

Si usa ancora troppo la macchina per gli spostamenti in città. Se spesso sulla lunga percorrenza è difficile utilizzare alternative, per quello che riguarda la mobilità urbana sono già molte le scelte sostenibili che si possono fare. Bicicletta, car sharing, bike sharing, autobus, tram, metropolitana, treni sono realtà spesso presenti e utili per muoversi in un’ottica green. Non sempre, però, sono la soluzione ottimale, per scarsa lungimiranza delle amministrazioni locali e non solo.

Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) che ogni città dovrà adottare nei prossimi anni devono puntare a ridurre il traffico a quattro ruote. Almeno per quello che riguarda proprio gli spostamenti urbani. Ma siamo molto indietro.
Non tutti i comuni si sono dotati dei PUMS. Ma non dobbiamo sempre aspettare che i modelli di cambiamento ci piovano dall’alto. Possiamo agire in prima persona cambiando le nostre abitudini. Di vita e di lavoro.

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Window Cleaner in Italia.

L’esperienza di Windowz, azienda che opera tra Piemonte e Liguria, ci spinge a riflettere come spesso un ritorno al passato è il passo migliore da compiere per proiettarsi in un futuro sostenibile per tutti.

Il gruppo si ispira, infatti, ai Window Cleaner, i lavavetri professionali. Una figura molto comune nel tessuto sociale britannico sin dalla metà del 19esimo secolo. Da quando aveva 17 anni, Mark Henderson, il titolare dell’azienda, ha svolto questo lavoro nel suo paese natale, l’Inghilterra. Una figura professionale ancora apprezzata che rimanda a una vera e propria tradizione culturale e sociale che in Gran Bretagna è profondamente sentito.

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Arrivato in Italia, Mark Henderson ha pensato di riproporre lo stesso modello nell’alessandrino, dove oggi vive e lavora.
Il gruppo lavora principalmente nei centri delle città e dei paesi. Dove spostarsi in auto sarebbe impensabile. Ed ecco l’idea di portare l’esempio dei window cleaner e delle loro biciclette dotate di tutto il necessario per lavorare anche nei piccoli centri urbani del nostro bel paese. Spostarsi in bicicletta non solo è pratico ed efficiente (non si perde tempo in coda o per trovare parcheggio), ma anche sano (per la persona e per l’ambiente, inquinando molto meno l’aria che poi respiriamo). Ma, come sottolinea il fondatore di Windowz, anche molto divertente. E poi in questo modo si fa pubblicità alla propria attività. Una pubblicità positiva, che mette in risalto tutti i valori aziendali e le attenzioni che il gruppo ripone nell’ambiente e nell’attività.

Forse non è un caso se l’esperienza di Mark Henderson è approdata ad Alessandria. Probabilmente non tutti sanno che i window cleaner di tutto il mondo ancora oggi utilizzando per il loro lavoro un attrezzo che è stato ideato e brevettato da un nostro connazionale.
Ettore Steccone era un immigrato italiano proveniente proprio dalla provincia di Alessandria. Si era trasferito in California con la moglie. Qui faceva il portiere e il lavavetri. Accorgendosi di non avere gli strumenti più efficaci per svolgere con professionalità il proprio lavoro, Ettore Steccone inventa insieme alla moglie Emma un nuovo tergi vetro leggerissimo, con impugnatura in ottone lucido e lama in gomma affilata che si può sostituire. Nel 1936, non senza qualche difficoltà, ottiene il brevetto. E negli anni Sessanta-Settanta la sua invenzione è arrivata in tutto il mondo. Ed è ancora usata oggi.

Sostenibilità ed efficienza. Ieri come oggi.

Mark Henderson ripropone oggi un modello che funzionava ieri e che funziona oggi. E che forse in Italia era stato un po’ dimenticato. Applicando un nuovo sistema di mobilità che consente a lui e al suo team di muoversi agevolmente e in maniera green. Un modello che si potrebbe esportare anche per altri lavori e mansioni che, analogamente al suo, hanno bisogno di agilità, efficienza e sostenibilità all’interno dei centri urbani.

Ma la sostenibilità non riguarda solo l’impatto ambientale. Riguarda anche il rispetto per l’individualità di ogni componente del team. Semplificando la vita di ognuno, ma garantendo professionalità e risultati.

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Persone al centro, per un lavoro di squadra che unisce esperienze e personalità.

Fondamentale per la riuscita del lavoro è il team, come ci tiene a sottolineare il signor Henderson. Lui non lavora da solo, ovviamente, ma insieme a una squadra che considera un po’ come una famiglia. Perché se si mettono le persone al centro si possono ottenere risultati eccezionali.
Windowz lavora con una squadra di sei persone: il titolare e cinque dipendenti, scelti con cura. Perché il vero successo è la squadra.

Mark Henderson sa bene che sono le persone a rappresentare l’azienda. E sono loro a contribuire al buon nome dell’azienda stessa. Bisogna investire nei propri dipendenti, scegliendoli per qualità e capacità. È solo circondandosi di collaboratori dallo spirito positivo che si possono ottenere risultati elevati. Senza dimenticare che questo si rispecchia poi nella soddisfazione finale del cliente.
Ognuno lavora come se fosse la sua ditta, per raggiungere gli obiettivi prefissati e per tenere fede ai valori fondamentali del gruppo. Fiducia e rispetto reciproco non devono mai mancare.

Il lavoro occupa una fetta importante della nostra vita. Cerchiamo di renderla piacevole. E i clienti percepiscono tutto questo e lo apprezzano.
Siamo in 6 con un’esperienza cumulativa di 84 anni nel settore della pulizia dei vetri (una media di 14 anni a testa). Abbiamo un obiettivo personale comune.
Per noi il concetto fondamentale è che il “denaro è il tempo”. Il nostro livello di esperienza ci ha permesso di raggiungere un buon equilibrio tra vita lavorativa e tempo libero, il famoso ‘Work/Life balance. Ci alziamo presto, per poter tornare a pranzo dalle nostre famiglie e avere il pomeriggio a disposizione per altre attività o altri interessi.

Attenzione all’ambiente, all’impatto che il proprio lavoro ha sul pianeta, ma attenzione anche alle persone. Una ricetta da esportare anche in altri ambiti lavorativi. E che Mark Henderson ha insegnato anche in un recente workshop che ha tenuto di fronte a una ventina di persone interessate a intraprendere il suo stesso lavoro.
Sono stati creati anche dei video istruttivi inclusi nei corsi di formazione personalizzati e individuali.

In tempi di lavoro precario offriamo una soluzione che funziona per chi desidera lavorare in proprio. Non siamo un franchising ma abbiamo sviluppato un sistema che mettiamo a disposizione per altri ad imitare in modo simile in altre zone di italia attraverso i nostri corsi formativi a livello individuale.

Un modello che ispira e che ricorda le prime 5P dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace, Partnership. Perché è da qui che dobbiamo ripartire. Dalle persone.

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Redazione i404

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1 commento

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    Grazie per il bel articolo!
    Gli obbiettivi sostenibili dell Agenda 2030 sono nobili aspirazioni ed é giusto che ognuno di noi cerca di contribuire nel suo piccolo per rendere il mondo un posto migliore nella misura che possiamo. In effetti io sono convinto che un giorno i problemi menzionati nel agenda saranno risolti definitivamente. Purtroppo la storia umana dimostra che l’autogovernarsi non funzione. Per coerenze quindi vi invito a leggere una sintesi dei motivi per cui nonostante questo ho communque ottimismo riguarda al futuro.

    https://www.jw.org/it/biblioteca-digitale/riviste/g200601/Ci-sar%C3%A0-un-futuro-migliore/

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