Inaugurazione prima linea ferroviaria italiana 180 anni fa: viaggiare in treno è sostenibile oggi?

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3 ottobre 1839. Inaugurazione della prima linea ferroviaria italiana.
180 anni fa in Italia il primo treno che collegava Napoli a Portici.
Il Google Doodle di oggi ricorda un evento che è considerato epocale per la mobilità nel nostro paese.
Perché il treno è considerato un mezzo di trasporto green. E potrebbe esserlo ancora di più. Ma quanto è sostenibile oggi viaggiare su rotaia?

Inaugurazione della prima linea ferroviaria italiana

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Inaugurazione della prima linea ferroviaria italiana

180 anni fa è stata inaugurata la prima linea ferroviaria. Quando ancora l’Italia non era stata fatta e Napoli si trovava nel Regno delle Due Sicilie.
7 chilometri di binari per arrivare dalla città partenopea a Portici. Opera dell’ingegnere francese Armando Giuseppe Bayard de la Vingtrie che tre anni prima aveva presentato la sua idea a Re Ferdinando II di Borbone. Ci vollero 13 mesi per concludere i lavori del primo tratto (il progetto originale prevedeva di collegare Napoli a Nocera Inferiore, con diramazione verso Castellammare), che contava un solo binario. Per l’inaugurazione ne venne aggiunto un secondo.

Secondo il sovrano borbonico il treno avrebbe aiutato il commercio nel suo Regno, dando anche una mano al suo popolo per muoversi in tutta comodità. E velocità, almeno per l’epoca: poco  più di 10 minuti per 7 chilometri di percorso. La sua idea era quella di costruire una linea fino ad Avellino e al lido del Mare Adriatico.
Lo stesso re con una delegazione dell’esercito e con la banda della guardia reale salì a bordo del convoglio guidato dalla locomotiva a vapore Vesuvio, acquistata dagli inglesi della Longridge Starbuck e Co. di Newcastle-upon-Tyne.
Nei primi 40 giorni 85.759 passeggeri poterono usufruire del nuovo servizio e negli anni a seguire la rete venne ampliata. Quando l’Italia venne unificata, nel paese c’erano già 2mila chilometri di binari.

Inaugurazione della prima linea ferroviaria italiana Google Doodle

La rete ferroviaria italiana oggi.

Oggi, secondo i dati di Rfi al 31 dicembre 2018, le linee ferroviarie in esercizio in Italia percorrono 16.781 chilometri (di cui 70 di rete estera), tra linee fondamentali con alta densità di traffico ed elevata qualità dell’infrastruttura (6.469 km), linee complementari con minori densità di traffico e collegamenti per lo più regionali (9.360 km), linee di nodo nei grandi centri di scambio (952 km).
Nel dettaglio esistono 7.721 chilometri di linee a doppio binario e 9.060 linee a semplice binario.
La lunghezza complessiva dei binari è di 24.502 chilometri. La maggior parte (23.035 km) di linea convenzionale, solo 1.467 di linea AV.
Sono circa 2.200 le stazioni con servizio viaggiatori attivo (194 gli impianti merci e 3 gli impianti di traghettamento).

E nel mondo.

L’Italia è al settimo posto al mondo e al quarto in Europa per chilometri di binari dell’Alta Velocità, come risulta da una ricerca di giugno 2019.
La Cina è prima a livello mondiale, con 31.000 km di linee AV e altri 7.207 km in costruzione. Secondo posto per Giappone con i treni Shinkansen e una rete di 3.000 km (altri 402 in costruzione). Terza la Spagna, con 2.852 km e altri 900 in cantiere.
A seguire Francia (2.734 km), Germania (1.571 e 147 in costruzione), Corea del Sud (887), Italia, Turchia (594), Austria (263), Arabia Saudita (453).
20esima la Svizzera con 144 km.

E negli Stati Uniti? 30 anni dopo la prima linea ferroviaria in Italia, gli USA inaugurarono la Transcontinental Railroad, che collegava le due coste oceaniche. Prima ci voleva una settimana di viaggio: con il treno bastava qualche giorno.
I treni sono stati fondamentali per lo sviluppo del paese. Ma oggi non è una tra le scelte predilette dagli americani. La rete arriva praticamente dappertutto, ma si preferisce usarla per il trasporto merci. Il migliore al mondo, come scritto dall’Economist.
E pensare che propri gli USA sono stati trai primi a pensare treni ad alta velocità, già alla fine degli anni Sessanta. Ma l’industria dell’automobile è molto forte e gli americani preferiscono questo mezzo di trasporto. Così come prediligono il trasporto aereo interno per spostamenti da una parte all’altra di un paese tanto vasto piuttosto che la mobilità su rotaia.

E pensare che questo mezzo di trasporto sarebbe decisamente più green. E sostenibile.

Mobilità sostenibile, treni

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Viaggiare in treno è davvero sostenibile?

I viaggi in treno sono più sostenibili di quelli in auto o in aereo. E lo potrebbero diventare ancora di più. Le tecnologie per ridurre le emissioni di CO2 già esistono. Basta solo la voglia imprenditoriale di investire in un settore della mobilità su cui puntare.
Green Genius, azienda specializzata nelle energie rinnovabili del gruppo Modus Group, ha stimato che un viaggio in aereo da Milano a Lecce è più breve di un viaggio in treno, ma le emissioni non sono paragonabili: 150 kg di CO2 se si vola, 47 se si viaggia su un treno mediamente affollato.

Le stime sull’inquinamento dei mezzi di trasporto ci dicono che l’aereo è al primo posto con 133 grammi di CO2 per passeggero per ogni chilometro nelle tratte brevi e 102 nelle tratte lunghe (numeri che arrivano a 254 grammi e 195 grammi se si considerano anche gli affetti degli altri gas serra). A seguire le auto, con 171 grammi di CO2 per chilometro a persona; gli autobus con 104 grammi per passeggero (che scendono a 41 grammi per trasporti tipo Flixbus); treni regionali, interregionali e tratte nazionali con 41 grammi e treni internazionali con 6 grammi.
Si tratta ovviamente di stime. E bisogna comunque valutare nazione per nazione, perché le tecnologie variano. Così come, ad esempio nel caso delle auto, la condivisione e l’uso di mezzi green, potrebbero abbassare le emissioni. Dai dati, comunque, si capisce che il treno o l’autobus a lunga percorrenza sono sicuramente il mezzo migliore.

Treni costruiti con materiali riciclati, recupero a fine vita dei materiali, risparmio di energia, utilizzo di tecnologie all’avanguardia: queste sono solo alcune soluzioni che potrebbero rendere i viaggi in treno ancora più sostenibili. E più appetibili per un pubblico di viaggiatori sempre più attento e consapevole.
In attesa che in Italia arrivi Hyperloop, il progetto internazionale che promette non solo una mobilità più veloce, ma anche più green e altamente tecnologica. Perché spostarsi da un luogo all’altro significa anche riavvicinarsi come persone. Nel rispetto dell’ambiente.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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