Bonus mobilità: boom vendite e bici esaurite. Basterà il plafond per tutti?

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Monia Donati
Monia Donati
Giornalista pubblicista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.

Tempo di lettura stimato: 3 minutiNegozi svuotati, attese lunghe mesi e un popolo italico che nel lockdown si è scoperto camminatore e runner, anche se non aveva mai indossato prima le scarpette sportive e invece ora decide di utilizzare il mezzo a due ruote, approfittando, possibilmente del bonus mobilità.
Insomma, tra i lati positivi del Covid-19 e del lockdown, va evidenziata questa riscoperta della natura e degli spostamenti più ecologici.
Mountain bike, biciclette classiche da uomo con la canna, modelli da donna, biciclette elettriche a pedalata assistita.
Le richieste sono variegate, non solo per i modelli che possono godere del bonus mobilità.
E così i negozi si trovano invasi di richieste, alcuni hanno dovuto fermare gli interventi di assistenza e riparazione per riuscire a dare più spazio agli ordini del nuovo. Le domande sono così tante che le aziende produttrici sono in affanno.

Ma perché la bicicletta ora gode di tutto questo fascino?

Perché dopo un periodo reclusi abbiamo voglia di aria aperta. Perché costano meno dell’auto, pensando alla spesa degli spostamenti e all’eventuale onere di parcheggio. Perché sono più sicure rispetto a prendere i mezzi pubblici come tram e metropolitana. Perché fanno bene alla salute ed all’umore. Perché in città, ma anche nei centri abitati fuori provincia sono aumentate le piste ciclabili. Perché, visto che ci siamo facciamo meglio anche all’ambiente.
Infine, anche se non sempre essenziale per la scelta, perché c’è il bonus mobilità.
Anche se non è per tutti e non è ancora stato erogato.
Ma c’è e potrebbe far risparmiare un buon 60% della spesa sostenuta per l’acquisto, fino a un massimo di 500 euro.

Biciclette e bonus mobilità
Photo by Andrew Gook on Unsplash

Come funziona il bonus mobilità

Il bonus mobilità è riservato ai maggiorenni, residenti nei capoluoghi di regione, nelle città metropolitane, nei capoluoghi di provincia o nei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti. Può essere richiesto una sola volta e si può utilizzare per acquistare biciclette, biciclette a pedalata assistita e veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, come monopattini elettrici, segway, hoverboard e monowheel.
L’acquisto che deve essere perfezionato fra il 4 maggio e il 31 dicembre 2020.
Entro 60 giorni a partire dal 4 maggio, un decreto del ministero dell’Ambiente, di concerto con quello dell’Economia e con quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, definirà le modalità e i termini per ottenere il beneficio.
Al momento si parla di due fasi: la prima con esibizione di fattura e l’incentivo sotto forma di rimborso ed una seconda, con la messa online di un’App che consentirà al cittadino di pagare il negoziante aderente direttamente il 40%. Sarà poi lo stesso negoziante a ricevere il rimborso del 60% con i soldi pubblici.

L’ipotesi click day

Il timore è che il plafond da 120 milioni messo a disposizione potrebbe non bastare per tutti. Ed allora si ha paura di un lotta all’ultimo colpo di mouse e di un click day.
Con questo plafond si ipotizza il cofinanziamento per l’acquisto di circa 350mila tra bici, e-bike e monopattini.
Per evitare l’ipotesi click day è stato anche richiesto un aumento dello stanziamento previsto per il 2020.
Il Sole 24 ore ha ricordato che 11 anni fa, in occasione di una campagna incentivi simile, in cui il tetto era però il 30% (e non il 60% del bonus mobilità) il mercato registrò un salto di 300 mila pezzi.
Danilo Orefice, manager di Decathlon che si occupa del reparto ciclismo, ha dichiarato al Post come solo nella prima giornata di riapertura, il 18 maggio, sono state acquistate 11 mila biciclette.

La bicicletta, quindi, come bene di prima necessità, al pari di farina e lievito.
Anche se era in cantina. Anche se non la usi più da 30 anni ed ora non vedi l’ora di averne una elettrica.

Scorte terminate e ferie cancellate per i dipendenti

Se la richiesta è esplosa, come si diceva, la produzione, specie a causa del lockdown è impantanata.
Ma i problemi di approvvigionamento non riguardano solo i marchi italiani.
Anche brand stranieri nelle scorse settimane hanno dirottato le scorte verso i paesi che non si sono fermati o hanno riaperto prima di noi come l’Olanda, il Belgio e la Germania.
Il marchio italico Bianchi produce 230 mila biciclette l’anno. Quest’anno ha già registrato una crescita degli ordini vicina al 20% rispetto a un anno fa. “Per recuperare la produzione persa durante lo stop – spiega Fabrizio Scalzotto, ceo di Bianchi – abbiamo cancellato le ferie di agosto”.

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