Perché abitare in una città dei 15 minuti può cambiarti la vita

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiLa città perfetta esiste. È la città dei 15 minuti, dove ogni abitante può raggiungere ogni servizio in questo tempo minimo. Senza aver bisogno di prendere mai l’auto o di spostarsi per troppi chilometri.

Tutto l’indispensabile a portata di mano. Il superfluo non conta. Per cambiare lo stile di vita delle persone, bisogna ripensare i luoghi che viviamo.

Cosa sono le città dei 15 minuti

La città dei 15 minuti è un modello di cui si parla da tempo, per migliorare la qualità della vita delle persone che abitano quei centri urbani, riorganizzando spazi e attività.
Sono le città della prossimità, che offrono agli abitanti tutto quello che serve quotidianamente a pochi minuti di strada a piedi dalla propria abitazione. Quartieri dove sono presenti tutti i servizi fondamentali per poter vivere senza prendere mai l’auto e avendo a portata di mano (o dovremmo dire di piedi) tutto quello che potrebbe essere utile.
Ripensare gli spazi urbani per creare le città del futuro, sostenibili da ogni punto di vista.

città sostenibili
Foto di Maarten van den Heuvel su Unsplash

La città diventa veramente a misura d’uomo. Con tutti i benefici per la salute e la qualità della vita delle persone che comporta. Anche l’impatto ambientale ne risente in maniera positiva. Le città occupano oggi il 2% della superficie terrestre e consumano tre quarti delle risorse usate ogni anno, producendo quantità inimmaginabili di gas serra, rifiuti, esalazioni. Le città dei 15 minuti contribuiscono a ridurre l’inquinamento. Perché i sistemi urbani tradizionali non sono più sostenibili.

La pandemia ha accelerato il processo

Gli esperti sottolineano che l’esperienza della pandemia che ancora viviamo ci ha portato a rivedere gli spazi che abitiamo. Ha di fatto cambiato le nostre abitudini, spingendoci a credere che il modello della città di prossimità è quello di cui abbiamo bisogno.
Siamo tornati a lavorare vicino a casa, se non direttamente a casa. A fare acquisti nei negozi del quartiere, così come a frequentare i locali e le strade più adiacenti alle nostre abitazioni, perché le restrizioni lo imponevano. Ma così facendo abbiamo scoperto un nuovo modo di vivere la città, riscoprendo quella socialità di prossimità che avevamo smarrito. E dimostrando che una nuova concezione degli spazi nella pianificazione urbanistica non solo è possibile, ma anche fondamentale.

città del futuro
Foto di Paolo Chiabrando su Unsplash

Città dei 15 minuti, esempi nel mondo

Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha annunciato di voler trasformare la capitale francese in una città dei 15 minuti. Di fatto rivoluzionando quartiere per quartiere, così da ridurre il traffico delle auto e abbattere le emissioni di CO2. La chiamano ville du quart d’heure e comprende spazi abitativi vicini al lavoro e ai servizi.
Anche Barcellona e Copenaghen hanno messo già in piedi progetti in tal senso, per trasformare le città in luoghi da vivere veramente. La capitale danese ha chiamato l’idea five minutes to everything.
Melbourne, invece, ha già approvato il piano twenty minutes neighborhood, assicurando agli abitanti di poter raggiungere i servizi principali e fondamentali con una semplice passeggiata.
E in Italia? Milano vuole seguire questo modello, che potrebbe facilmente diffondersi in tutto il bel paese. Per dare un nuovo volto all’assetto urbano. Genova, invece, progetta la sua città dei 2 km.

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